Inviati a Roma gli elaborati del Piano Ospedaliero della Campania, il Governatore Vincenzo De Luca si prepara alla sfida più difficile del suo mandato. Il 22 novembre c’è la riunione congiunta del tavolo tecnico congiunto con i Ministeri della Sanità e dell’Economia, convocata l’ultima volta a Roma il 18 luglio scorso, presente il Commissario ad Acta Vincenzo De Luca. Ma questa volta, quello che nella prassi è per una Regione sottoposta al Piano di Rientro un appuntamento più o meno semestrale di controllo, avrà conseguenze molto più significative per la Campania. A quel tavolo Governo e Regione confronteranno su conti e Lea (livelli essenziali di assistenza) la performance provvisoria della sanità regionale commissariata, stabilendo l’ammissibilità dopo quasi dodici anni di commissariamento del ripristino dei poteri ordinari. Dall’analisi finanziaria verrà fuori l’identikit del Servizio Regionale, da molti mesi ormai finalmente in attivo (le cifre di luglio dicono che l’avanzo medio annuo è di 19 milioni nel biennio 2016-2017, tanto da consentire alla amministrazione regionale di utilizzare nell’ambito del Bilancio ordinario il maggiore gettito fiscale realizzato, calcolato in 51 milioni). Scontato l’esito positivo dell’esame sui conti, la prova più difficile riguarderà i servizi e la qualità dei livelli essenziali di assistenza, che al momento vedrebbero la Campania a 160 punti, quindi al livello della sufficienza. Per ora il punto fatto filtrare dal Ministero tiene sulla corda De Luca. Per ora tra emendamenti proposti per l’incompatibilità tra Commissario e Governatore e rigidità sulla ipotesi di un ritorno ai poteri ordinari, dal Ministero della Salute non si invita all’ottimismo. Nel frattempo, ecco una sommaria sintesi del Piano depositato a Roma per quello che attiene la Macro Area di Avellino e Benevento. Domani, giovedì 15 novembre, alle ore 10 presso l’Aula Pastore dell’Asl di Avellino terrà la conferenza stampa sul Piano relativamente a quanto di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale di Avellino.

VILLA DEI PLATANI ANCORA IN SOSPESO, MA CON ESITO PROBABILMENTE POSITIVO. Per Villa dei Platani il Piano Ospedaliero della Regione Campania «sta gestendo il procedimento di accreditamento che è oggetto di contenzioso giudiziario, per il quale si è in attesa di esito definitivo». Solo dopo l’esito del procedimento da parte della magistratura potrà concludersi l’iter per la sua conferma. Ma è soprattutto Ariano ad avere la palma del protagonista in questa programmazione, avendo già ottenuto la conferma del punto nascite, in attesa del via libera anche per il Dea di I Livello (leggi la notizia).

L’Ospedale di Ariano Sant’Ottone Frangipane

ARIANO PROMOSSO. «Il Presidio Ospedaliero di Ariano Irpino è DEA di I livello, configurato come spoke nella rete cardiologica e spoke nella rete Ictus», si legge nel Piano. «Il Ministero della Salute ha accolto la deroga sul punto nascita, per cui esso viene riconfermato». Per quanto attiene alla configurazione di presidio, «viene resa coerente con gli standard di discipline previste per un DEA di I livello», cioé «quelli riferiti a un bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti». Quelli sede di DEA di I livello sono dotati delle seguenti specialità: «Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con U.T.I.C., Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, con servizio di guardia attiva e/o di reperibilità oppure in rete per le patologie che la prevedono». Inoltre, è prevista la presenza attiva o disponibilità in rete H24 dei Servizi di Radiologia almeno con T.A.C. ed Ecografia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale». Inoltre, «per le patologie complesse (quali i traumi, quelle cardiovascolari, lo stroke) sono previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso i Centri di II livello. Sono dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare)».

L’area dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera “Moscati”

POSTI LETTO OSPEDALIERI, LA MACROAREA IRPINO-SANNITA PERDE 205 POSTI LETTO: CRESCE IL MOSCATI, CALA L’ASL AVELLINO. I posti letto attivi nella Macro Area Avellino Benevento erano 2.961 nel 2015, oggi in discesa a 2.756, permettendo di raggiungere l’obiettivo di 3,6 per 1000 abitanti (su popolazione pesata, il massimo permesso dal Ministero tenendo conto di vari fattori tra cui l’incidenza della mobilità passiva). La Macro Area Avellino e Benevento perde 205 posti letto perché sovradimensionata. Crescono i posti dell’Azienda San Giuseppe Moscati al netto della fusione con Solofra, mentre scende l’Asl Avellino di 87 posti nei suoi presìdi. Confermata l’uscita di Villa Esther a seguito dei processi di fusione e riconversione, cresce la Clinica Santa Rita di Atripalda, si ridimensiona fortemente ma resiste la Villa dei Pini di Avellino, mentre restano invariate le Cliniche Villa dei Platani (‘Malzoni’) e Montevergine. «Rispetto ad uno standard di 2.500 posti letto, l’attuale programmazione è superiore, attestandosi a 2.756 posti (3,9 per 1000 abitanti), rispetto ai 2.961 da flussi HSP 2015», si legge nella relazione del Piano Ospedaliero. «In tal caso si tiene conto di più fattori: una domanda di ricovero che si attesta a 2.794 posti letto per effetto della mobilità attiva intra-regionale, un tasso tendenziale di utilizzo dei posti letto verso il 90%, di un riequilibrio territoriale dell’offerta, della presenza consistente di due centri di riabilitazione comprensivi di alta specialità (IRCCS Maugeri e P.O. Sant’Angelo dei Lombardi – Don Gnocchi/ASL Avellino)».

Il Piano prevede complessivamente una programmazione di 2.756 posti letto, con la riconversione della CdC Neuropsichiatrica Villa dei Pini, la rimodulazione dell’Ospedale Classificato Fatebenefratelli di Benevento, degli ospedali di Solofra e Sant’Agata dei Goti.

Il cartello annuncia l’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati all’ingresso di contrada Amoretta, ad Avellino

GLI STABILIMENTI. L’Azienda San Giuseppe Moscati si conferma DEA di II livello. Funge anche da Centro Traumi di Zona (CTZ), hub nella rete cardiologica, hub nella rete ICTUS, spoke II per la terapia del dolore, hub I nella rete delle emergenze gastroenteriche, spoke II per la rete emergenza pediatrica. E’ sede di SPDC. Con DCA n. 29 del 2018, il Presidio di Solofra con PS, viene accorpato all’AORN Moscati, secondo una nuova configurazione. Detto in precedenza di Ariano, restano i due plessi dell’Asl a Sant’Angelo dei Lombardi e Bisaccia.
«Il Presidio Ospedaliero di S. Angelo dei Lombardi è presidio ospedaliero con Pronto Soccorso, sede di SPDC a valenza diurna»,. Viene confermato «anche come struttura di Riabilitazione, in quanto all’interno del presidio opera la Fondazione Don Gnocchi che gestisce l’attività di riabilitazione intensiva per conto della ASL AV, già con 15 posti letto all’alta specialità neuro-riabilitativa codice 75». Inoltre, «viene potenziato con posti letto di Cardiologia (in AFO con Medicina) con funzione di spoke nella rete cardiologica e di Rianimazione data la particolare collocazione geografica». L’ex ospedale di Bisaccia, «già convertito in struttura territoriale, viene integrato con Ospedale di Comunità, secondo le indicazioni del DM 70/2015, nonché di uno o più moduli di RSA» ed è «confermato l’Hospice». 
Nel Piano si sottolinea che la macro-area Avellino-Benevento presenta «un eccesso di offerta di posti letto rispetto al fabbisogno che il piano tende, pertanto, a riequilibrare sia nella provincia di Avellino a Sant’Angelo dei Lombardi, che in quella di Benevento a Telese Terme), dove insistono centri di riabilitazione intensiva e di alta specialità neuro-riabilitativa e per mielolesioni a valenza regionale.

La struttura polifunzionale della salute ‘Di Guglielmo’, primo ospedale di comunità della provincia di Avellino in base al nuovo piano ospedaliero 2018

VIA ALLE RISTRUTTURAZIONI DI ARIANO E BISACCIA. «Molte strutture necessitano di adeguamenti strutturali», si legge nella relazione di accompagnamento al Piano Ospedaliero. «Il primo stralcio dell’Accordo di Programma per gli interventi di edilizia sanitaria prevede: il potenziamento dell’offerta territoriale, con la riconversione dei presidi di Bisaccia in Ospedale di Comunità, il completamento dell’Hospice di Cerreto Sannita; la messa a norma del PO di Ariano Irpino, del PO di Sant’Angelo dei Lombardi e del PO di Solofra». A questo si aggiunge l’aggiornamento del parco tecnologico per l’AO di Benevento.

Un particolare della struttura che ospita l’ospedale Landolfi

EMERGENZA URGENZA, CONFERMATO IL PRONTO SOCCORSO A SOLOFRA. La rete dell’emergenza urgenza non tocca l’Irpinia nemmeno dopo la fusione tra L’Azienda San Giuseppe Moscati e il Landolfi. Con Ariano DEA I (Spoke) e il Moscati DEA II (Hub), resta il pronto soccorso anche a Sant’Angelo dei Lombardi. «In riferimento al bacino di utenza di oltre 700.000 abitanti sarebbero programmabili da 5 a 8 presidi inseriti nella rete di emergenza. Il presente piano ne prevede 7, con un accesso ogni 102.000 residenti», si legge. «La Regione Campania ha effettuato la scelta strategica di programmare anche nei presìdi di Pronto Soccorso la presenza di posti letto di Rianimazione, sebbene non previsti esplicitamente nel DM 70/15, in considerazione della necessità di garantire, a supporto delle discipline esistenti ed in un contesto di emergenza/urgenza, un’adeguata assistenza rianimativa». Ecco il dettaglio:

Nella tabella i dati riferiti alle nascite. Ad Avellino esclusa soltanto la Clinica Santa Rita tra i punti nascite attualmente operativi.

LO SCENARIO. Se la parola d’ordine del nuovo Piano ospedaliero è ‘riequilibrio’, ciò vale soprattutto nel rapporto tra acuti e post acuti, tra ospedale e territorio. Il riequilibrio “tra posti letto per acuti e post acuti sia in ambito regionale che sulle macro- aree provinciali è stato conseguito nel rispetto degli indicatori nazionali”, si legge nella relazione di accompagnamento. Si sottolinea il recupero di presìdi ospedalieri precedentemente chiusi dal Decreto 49/2010, come stabilimenti annessi a un presidio principale con accorpamento di servizi strategici e ridefinizione dei fabbisogni per codice 28 (unità spinale) e codice 75 (neuroriabilitazione). Nel luglio scorso era emersa la necessità di potenziare le attività di prevenzione oncologica e la capacità di risposta del Ssr di fronte alla domanda reale di assistenza ad anziani e portatori di disabilità, in particolare per quello che riguarda i pazienti non autosufficienti. In questi giorni, nel procedere agli ultimi ritocchi al Piano, recependo anche le annotazioni giunte in extremis dal Ministro a proposito del Polo Materno Infantile all’Ospedale del Mare,

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca

«MANTENUTI GLI IMPEGNI, MIGLIORATI I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA». De Luca ha confermato pubblicamente gli impegni assunti al Tavolo del 18 luglio scorso, quando “sulla base dei risultati concreti ottenuti e valutati dal comitato, in sede di verifica ministeriale, è stata avanzata la richiesta – poi formalizzata nei giorni successivi con lettera ufficiale – di fuoriuscita definitiva dal commissariamento”. Come ha anticipato agli stessi dirigenti e medici di tutte le strutture ospedaliere della Campania, dove in queste settimane si è recato, De Luca ritiene di aver invertito la tendenza al declino avviata con il Piano Ospedaliero del 2010. ereditato nel 2015, di aver recuperato le strutture chiuse, aver innalzato il livello dei servizi essenziali, passando, come ha spiegato in occasione dell’apertura del DEA di I Livello presso l’Ospedale del Mare, da 106 a 152 punti nela graduatoria in meno di due anni della sua gestione. La performance della Campania è rilevantissima, ha ripetuto ad Avellino in occasione della presentazione del registro Tumori dell’Asl, uno dei 52 attivati a livello aziendale in Italia. Pur avendo azzerato durante la fase di rientro il fardello di 7 miliardi di euro che gravavano sui bilanci (la Regione stipulò con il Governo il Piano di Rientro dal disavanzo del bilancio SSR nel marzo 2007 a causa dello sforamento di circa 14.000 miliardi di vecchie lire al 31 dicembre 2005), oggi la Campania è in grado di stabilizzare 6 mila precari riorganizzando gli organici di Asl e ospedali con 1 miliardo di investimento. “L’obiettivo è di portare la Campania ad essere la prima in Italia entro il 2020” ha spiegato. Per De Luca il livello della rete ospedaliera campana è di assoluta eccellenza, citando il Cardarelli e l’Ospedale del Mare di Napoli, il Ruggi di Salerno, l’Ospedale di Caserta, il ‘Moscati’ di Avellino e il ‘Rummo’ di Benevento.

La sede che ospita il Ministero della Salute a Roma nel quartiere Eur

ASSUNZIONI, CHIESTE FINO A 4.500 UNITÀ. Per qualificare definitivamente i servizi, impiegando le risorse garantite dall’azzeramento del deficit e del disavanzo, occorre investire in personale, ricostituendo gli organici bloccati da 11 anni. «Siamo pronti a richiedere ai Ministeri vigilanti nuove assunzioni per almeno 4000/4.500 unità e le procedure di stabilizzazione previste dala norma vigente (L. 208/2015 art. 1 comma 543) fino al 50 per cento della quota assegnata, attraverso concorsi riservati ai precari».