Giuditta: i consiglieri provinciali di Proposta civica non andranno con il centrodestra

Il sindaco di Summonte prova a fare chiarezza sulla posizione politica della lista promossa da Alaia e rilancia la sfida per un nuovo centrosinistra. A Palazzo Caracciolo si prospetta un presidente senza maggioranza.

«Supporre che i consiglieri provinciali di Proposta civica possano essere parte di un’alleanza di centrodestra è una forzatura. Non tutti hanno sostenuto Biancardi». Il sindaco di Summonte, Pasquale Giuditta, dice la sua sugli equilibri politici di Palazzo Caracciolo, provando ad immaginare il futuro del centrosinistra irpino. Per il presidente della Provincia si prospetta un governo senza maggioranza.

Sindaco, i confini della coalizione sono sempre più labili. Prevalgono le divisioni e le fughe in avanti. Che ne pensa?

«Il quadro politico è sempre più confuso. Sono venuti meno i riferimenti. In nessun partito o aggregazione si parla di problemi, ma si pensa soltanto ai tatticismi e alle convenienze personali. Il Paese vive in generale una condizione di profonda incertezza. Da noi c’è una completa assenza di consapevolezza dei rischi che questa situazione può generare. Il centrosinistra è allo sbando».

Le elezioni provinciali hanno confermato le divisioni e i trasversalismi. Non crede?

«Non c’è dubbio, ma bisogna analizzare con lucidità le cause. In me c’è una delusione enorme. Nessun candidato ha avanzato proposte concrete. E’ mancato un dibattito vero. Molti amministratori locali si sono sentiti estranei alle dinamiche elettorali».

Non pensa che anche Proposta civica abbia contribuito ad alimentare le contraddizioni?

«Le cose non stanno come sembrerebbe. La lista era una sorta di contenitore con dentro presenze di diversa estrazione, alcune delle quali senza dubbio ascrivibili al centrosinistra. Non abbiamo aderito ad un progetto politico, optando per una linea unica. La mia storia e quella di Giandonato Giordano, ad esempio, non appartengono affatto al centrodestra. Le nostre scelte sono state conseguenti».

Il consigliere regionale Vincenzo Alaia però ha espresso con chiarezza il proprio sostegno a Biancardi, pur non negando la sua appartenenza politica.

«Ascrivere il risultato della lista soltanto ad Alaia non sarebbe veritiero. Il consigliere regionale si è messo a disposizione per l’organizzazione della compagine, ha dato il proprio sostegno al consigliere Mercogliano, che è stato eletto, ma sarebbe un errore intestarsi il risultato».

Adesso, gli eletti che cosa faranno? Parteciperanno ad un governo di centrodestra allargato?

«Non penso proprio che si vada in questa direzione. Gli eletti sono allo sbando, perché non è chiara la prospettiva. In verità le incertezze c’erano fin dall’inizio, ma non solo tra di noi. Non abbiamo nemmeno presentato ufficialmente la lista, in avvio di campagna elettorale».

Pensa anche lei che la responsabilità delle divisioni e delle sconfitte elettorali siano attribuibili soprattutto al Pd?

«Il Pd ha sicuramente gestito male le trattative. Non può inoltre pensare che le diverse sensibilità politiche e forze organizzate della coalizione possano essere appiattite su un’unica posizione. Gli scontri interni a quel partito stanno trascinando a picco il centrosinistra. Via Tagliamento da anni è in preda ad uno scontro tra bande. Che poi nel centrosinistra vi siano anche altri problemi è vero. C’è uno scollamento generale. Una sorta di crisi di identità».

Da dove bisognerebbe ripartire?

«Rimettere al centro i nostri valori. Essere di centrosinistra è una visione culturale, incompatibile con il centrodestra. Dobbiamo tornare a parlare di problemi del territorio, individuando soluzioni. Gli amministratori sono stati lasciati soli. Qual è la proposta della coalizione e dei partiti, ad esempio, sulla gestione dell’acqua, sui rifiuti o sullo sviluppo? Manca, insomma, una strategia. Oggi i partiti non riescono più a cogliere le istanze della comunità ed incarnare le spinte al cambiamento dei cittadini. Le sconfitte al Comune di Avellino e alla Provincia non sono che una conferma. Intanto, la qualità della vita nel capoluogo e in tutta la provincia va a fondo».

E che cosa propone in concreto?

«Apriamo un confronto, guardando alle prossime scadenze elettorali: le europee e le regionali. Proviamo a lavorare ad un progetto capace di aprirsi alle forze sociali. I consiglieri regionali di centrosinistra non hanno pensato finora di consultare sul da farsi gli amministratori di tutti i Comuni. Bene, li invito a farlo il prima possibile».