Comune di Avellino: la mozione di sfiducia andrà in aula il 24 novembre

La conferenza dei capigruppo di Piazza del Popolo ha fissato la data di convocazione del consiglio, nel quale si discuterà il documento per mandare a casa il sindaco Ciampi e la sua amministrazione, sottoscritto da 19 rappresentanti dell'opposizione.

Piazza del Popolo e l'ingresso al Palazzo degli Uffici

La mozione di sfiducia andrà in aula il 24 novembre. La conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Avellino, che si è riunita questo pomeriggio a Piazza del Popolo, ha fissato la data della seduta. Da regolamento il documento, sottoscritto da 19 consiglieri dell’opposizione (ma condiviso anche da Nadia Arace), andava posto all’ordine del giorno dell’assemblea non prima di 10 e non oltre 30 giorni dalla presentazione ufficiale. La riunione è stata quindi convocata quasi sullo scadere del tempo utile. L’ultimo giorno a disposizione infatti era infatti il 26.

Ancora nessuna notizia, invece, sull’iter della dichiarazione di dissesto dell’ente. Dopo l’approvazione in giunta della delibera con la quale il sindaco Ciampi, l’assessore alle Finanze, Forgione, e l’intero esecutivo proponevano come soluzione al disavanzo dell’amministrazione la procedura di fallimento, nonostante il parere contrario del Ragioniere capo, si attende la valutazione dei revisori dei conti.

Non è affatto escluso, però, che il parere dell’organo di controllo possa arrivare in tempo utile per consentire un’apposita convocazione del consiglio, prima dello sciogliere le righe. I gruppo di opposizione, a cominciare dal Pd, si sono dichiarati favorevoli ad una discussione che facesse definitivamente chiarezza sulla delicata questione dei conti del Comune.

Salvo, imprevisti, dunque, sabato 24 ci sarà la resa dei conti. Se almeno 17 consiglieri comunali, tra quelli che hanno firmato la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Ciampi, dovessero confermare, come è immaginabile, il proprio giudizio negativo sull’amministrazione, il primo cittadino decadrà immediatamente dall’incarico e automaticamente il civico consesso sarà sciolto.

Spetterà poi al commissario nominato dal prefetto occuparsi della gestione ordinaria del Comune fino alle elezioni anticipate, che si terrebbero in primavera, e al successivo insediamento della nuova amministrazione cittadina.