Comune di Avellino: sì al Consuntivo, pasticcio della Giunta sulla delibera

SFIORATO IL COMMISSARIAMENTO PER UN ERRORE MATERIALE. Approvato lo strumento contabile con soli 13 voti a favore. Evitato in extremis un incidente di percorso, che avrebbe causato il commissariamento dell'amministrazione. Nella delibera è spuntato uno strano riferimento alla procedura di dissesto, del quale sindaco e assessore non si erano accorti.

Via libera al Consuntivo 2017, con 13 voti favorevoli, 1 contrario e 12 astenuti. Dopo una lunga ed articolata seduta d’aula, iniziata questa mattina, il consiglio comunale di Avellino ha approvato il bilancio redatto dal commissario prefettizio, Mario Tommasino.

Il documento contabile ha raccolto il sostegno di Cinque Stelle, Pd, Davvero, Stefano Luongo di Insieme protagonisti ed Ettore Iacovacci di Avellino Democratica. Hanno invece preferito non esprimersi i Popolari, Mai Più +, Forza Italia, Costantino Preziosi di La svolta inizia da te e Adriana Percopo di Avellino libera è progressista. Nadia Arace di Si Può, invece, ha bocciato il Consuntivo. Numerose le assenze al momento del voto.

Passa, dunque, il rendiconto dell’ultimo anno interamente di competenza della precedente amministrazione, guidata dal sindaco Paolo Foti, ma riveduto e corretto dal commissario, senza una preventiva approvazione della giunta grillina, che è riuscita a recuperare in extremis il consenso dei dissidenti del proprio gruppo consiliare.

Il voto finale, comunque, non rappresenta adeguatamente ciò che è successo durante il dibattito e le posizioni politiche espresse dalle delegazioni consiliari. Anche a causa di un incidente, sventato prima che accadesse l’irreparabile, sono infatti mutati gli equilibri nell’emiciclo. La delibera del bilancio conteneva un riferimento ad una disposizione di legge (l’articolo 188 del Tuel, il Testo unico degli enti locali), che prevede l’approvazione dello strumento contabile contestualmente alla dichiarazione di dissesto, che deve essere allegata all’atto principale. Un iter che non era stato programmato, o perlomeno non più, dall’esecutivo Ciampi. Ma non si sa bene come mai fosse presente nel dispositivo tale riferimento, che in assenza delle pratiche richieste, avrebbe determinato il commissariamento del Comune, come confermato dal segretario generale, interrogato in merito dall’opposizione.

Ad accorgersi della incongruenza è stato il consigliere Costantino Preziosi, che ha chiesto che il passaggio incriminato fosse espunto dalla delibera. Il grave ed increscioso episodio ha subito provocato la reazione di tutti i gruppi consiliari, tanto da richiedere una lunga sospensione dei lavori, durante la quale sono state chieste spiegazioni al sindaco e all’assessore alle Finanze, Gianluca Forgione, che non sono stati in grado di fornirne.

Il capogruppo del Pd, Enza Ambrosone, alla ripresa dei lavori, ha sollevato il dubbio che lo strano imprevisto non fosse stato poi tanto casuale, anche perché Forgione, dopo aver garantito sulla legittimità della procedura, non si è attivato per riparare all’errore. Sono poi state evidenziate anche altre contraddizioni, a cominciare dal parere del Ragioniere capo, al quale si fa riferimento nel deliberato, senza però chiarire che è di segno contrario rispetto alla strategia dell’esecutivo, che punta al dissesto.

Preziosi, facendo ironicamente riferimento al termine utilizzato dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, quando Palazzo Chigi ha trasmesso al Quirinale il testo del decreto fiscale, ha detto che anche al Comune c’è una manina che all’occorrenza misteriosamente inserisce passaggi fuori programma nelle delibere.

Luca Cipriano, dal canto suo, ha ritirato la disponibilità a votare favorevolmente il bilancio, sottolineando l’approssimazione e la superficialità dell’amministrazione. Al primo cittadino è stato chiesto di individuare le responsabilità per quanto è successo e di assumere provvedimenti adeguati.

Secondo Nicola Giordano dei Popolari, l’assemblea ha potuto certificare più che i conti l’inadeguatezza della giunta, che non legge nemmeno le delibere che propone al consiglio.

Sferzante anche il giudizio del capogruppo di Forza Italia, Ines Fruncillo, che ha sminuito la portata della cosiddetta “operazione verità” dell’esecutivo, chiedendo all’amministrazione di assumersi le responsabilità per i provvedimenti che intende adottare.