Ex Isochimica, una preghiera sulla lapide in memoria delle vittime

POCHE AUTORITÀ PRESENTI ALLA CERIMONIA. Il messaggio del Sindaco di Avellino, «assente per impegni istituzionali», erano presenti solo un consigliere comunale e un segretario di partito, Laudonia e Della Pia, alla iniziativa per ricordare le vittime dell'amianto, «caduti nell'adempimento del proprio dovere al lavoro in una fabbrica priva di misure a tutela della vita umana»

Una preghiera in memoria delle vittime seminate dalla ex Isochimica di Avellino. Nel giorno in cui ciascuno commemora e ricorda i suoi morti, le famiglie dei lavoratori hanno rivolto un pensiero, pregando, ai loro congiunti e amici periti per le conseguenze nocive dell’esposizione diretta all’amianto, con cui venivano in contatto ogni giorno, lavorando.

Assenti le autorità locali alla cerimonia, che ha visto la partecipazione di un consigliere comunale, il Vicepresidente dell’assemblea cittadina Alfonso Laudonia, e di un segretario di partito, Antonio Della Pia di Rifondazione. Erano presenti quaranta lavoratori dell’ex Isochimica che oggi attendono ancora il riconoscimento del diritto ad una pensione.

Il frontespizio del progetto preliminare di bonifica elaborato per l’ex Isochimica di Pianodardine-Borgo Ferrovia

«Non ho potuto prendere parte alla cerimonia di ripristino della targa in memoria degli operai ex Isochimica per impegni istituzionali», ha scritto in un messaggio il Sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi. «Ma oggi, il mio pensiero è rivolto principalmente a questi lavoratori uccisi dall’amianto e alle loro famiglie. Ed è rivolto anche agli altri, da troppo tempo in attesa di giustizia e verità». Ciampi ha assunto un impegno preciso.

Il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi

«Questa amministrazione non dimentica e farà di tutto per porre fine ad una delle pagine più buie della nostra città: l’impegno per la bonifica dell’ex fabbrica è massimo e tale resterà. Come sarà massimo l’impegno per spostare il processo da Napoli ad Avellino. Le lacrime e le preoccupazioni degli uomini e delle donne di Rione Ferrovia e non solo, sono anche le nostre».

Nel frattempo la bonifica del sito è stata incardinata, in prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza, mentre il processo resta a Napoli. In questo contesto, i familiari degli operai morti ritengono opportuno riproporre la targa commemorativa di un sacrificio lento, silente e non riconosciuto, quello dei cari venuti a mancare solo per aver lavorato ogni giorno responsabilmente, senza sapere realmente dove.