Stazione Hirpinia, affondo bipartisan: M5s e Lega contro gli interessi del Sud

MOBILITAZIONE GENERALE DELLA REGIONE CAMPANIA E DELLE ISTITUZIONI LOCALI IRPINE CONTRO IL RISCHIO DI STRALCIO DEL TRATTO UFITANO DELLA AC NAPOLI-BARI. La Presidente del Consiglio Regionale annuncia battaglia in Consiglio Regionale e in Parlamento. La senatrice Sandra Lonardo stoppa tutti: il taglio non è ormai più possibile con l'apertura delle buste ormai avviato e l'inserimento dell'udita nel piano regionale per la logistica retroportuale

Al di là dell’effettivo peso che una risoluzione nella Commissione Lavori Pubblici del Senato può avere a questo punto delle procedure di appalto, l’atto compiuto da Lega e Movimento Cinque Stelle in Parlamento rappresenta un attacco diretto a colpire gli interessi delle popolazioni interne della Campania.

Questa è la posizione espressa oggi dalla stragrande parte dei sindaci irpini, dal Partito Democratico provinciale, dal Presidente uscente della Provincia Domenico Gambacorta, dalla Presidente del Consiglio Regionale Rosa D’Amelio, dal candidato alla Presidenza della Provincia, Michele Vignola. E, ancora, dalla senatrice di Forza Italia Sandra Leonardo Mastella, dal Presidente di Confindustria Avellino, Giuseppe Bruno, dagli intellettuali, economisti, rappresentanti delle categorie produttive ed economiche, degli ordini professionali. Quel popolo che ogni giorno viene evocato dai Cinque Stelle e dalla Lega in provincia di Avellino si è unito contro il Governo di fronte al rischio di vedersi sottrarre un’infrastruttura per la quale dal 2007 si batte con ogni forza, contro discriminazioni e soprusi di ogni angolazione politica.

ZES A RISCHIO SENZA ALTA CAPACITÀ. Il lotto riferito alla stazione ferroviaria di Grottaminarda e Ariano Irpino, la APICE-HIRPINIA è nella fase conclusiva dell’appalto. Fermarla non sarà facile. Al fianco delle imprese impegnate si schiereranno le autonomie locali e le principali istituzioni della Campania, tra le quali la stessa Presidenza della Giunta Regionale, più volte intervenuta a sostegno e in difesa di questa opera ritenuta strategica nell’interesse anche di Napoli e Salerno. La strategia della Zona Economica Speciale, con il collegamento retroportuale tra gli scali marittimi commerciali di Napoli e Salerno si lega direttamente alla stazione Irpinia. Senza questa linea non avrebbe senso l’aver riconosciuto la Zes a Grottaminarda ed Ariano. L’azione condotta in Commissione dai senatori penta stellati e della Lega dimostra la non conoscenza del territorio e la irresponsabilità di chi non inquadra nella infrastrutturazione delle Zone Interne l’elemento chiave per sbloccare l’intero Mezzogiorno. In Commissione questi signori hanno dato prova di scarsa conoscenza delle logiche economiche globali, collegate ai Corridoi paneuropei e alle dinamiche commerciali cinesi, che l’Italia è impegnata ad intercettare al Sud proprio sulla linea strategica millenaria battuta fin da prima dell’arrivo dei Romani.

STAZIONE HIRPINIA, D’AMELIO: «PRONTI A BATTERCI, COSÌ SI VANIFICANO ANNI DI LAVORO». Con una nota la Presidente del Consiglio regionale Rosa D’Amelio ha annunciato la mobilitazione del Consiglio Regionale a difesa dell’interesse irpino che coincide con quello di Napoli e Salerno. «La notizia del voto favorevole, in commissione Lavori pubblici del Senato, allo stralcio della stazione Hirpinia di Grottaminarda mi preoccupa molto», ha scritto. «Con questo parere contrario alla sua realizzazione, si rischia di vanificare un lavoro iniziato da tanti di noi oltre dieci anni fa e che incrocia le aspettative di un intero territorio». Per D’Amelio «con la motivazione del risparmio di denaro i senatori cinquestelle e leghisti frenano la possibilità di investimenti strategici in infrastrutture e di conseguenza lo sviluppo di una vasta area interessata da importanti progetti industriali, a partire dalla zona economica speciale della Valle Ufita». Pertanto, «Continueremo a batterci, come avvenuto in questi anni, affinché il progetto del nodo irpino della Napoli-Bari venga conservato e la nostra provincia non sia tagliata fuori dalla rete ferroviaria ad alta velocità».

Da notare che l’intervento in Commissione è arrivato alla vigilia dell’apertura delle buste per assegnare la gara proprio relativa alla costruzione della stazione irpina.

«SENATORI 5S PEDINE DI UN DISEGNO CONTRO IL MERIDIONE». Anche il Partito Democratico provinciale è intervenuto sulla vicenda della risoluzione contro la stazione Hirpinia al Senato. «Per l’Irpinia, per il futuro delle nostre comunità e per uno sviluppo vero, concerto e credibile, la stazione dell’Alta Velocità Hirpinia, rappresenta un tassello pre per ridare centralità alla nostra provincia», spiega in una nota la segreteria provinciale del Pd. «Purtroppo, chi come i 5 stelle, ha raccolto voti e consenso, sfruttando la rabbia e la paura, oggi mostra in maniera chiara l’idea che ha di Mezzogiorno e di Irpinia. Se non bastava allearsi con chi inneggiava al Vesuvio, nella pratica di governo elimina fondi e taglia le possibilità e le opportunità di sviluppo», si legge ancora. «La stazione Hirpinia sarebbe l’unica dell’alta velocità nel nostro territorio e rappresenterebbe non solo una base per costruire uno sviluppo attorno ad una base logistica ma consentirebbe di scoprire il ruolo di porta geografica che nella storia il nostro territorio ha sempre svolto». Per il Pd irpino «chi, come i parlamentari del M5S, ha prima promesso e rassicurato e poi, senza battere ciglio, cancellato una opportunità concreta per ridare ossigeno, prospettiva e concretezza al futuro di tutti noi, oggi dovrebbe fare chiarezza e finalmente levarsi la maschera e mostrarsi per ciò che sono e cioè solo pedine di un progetto ben articolato che riduce il Sud ad un serbatoio di voti al quale, proprio per questo, vanno impedite tutte le possibilità di esprimere le proprie potenzialità, ingabbiando in trappole di assistenzialismo le tante competenze e professionalità delle nostre comunità».

LONARDO: «CANCELLAZIONE SAREBBE UN ATTO CONTRO LA LEGGE». Anche la senatrice sannita Sandra Lonardo Mastella interviene a difesa dell’interesse irpino. «La Commissione Lavori Pubblici del Senato avrebbe chiesto al Governo di accorciare il percorso della Ferrovia Napoli-Bari e cancellare la deviazione verso Grottaminarda, sopprimendo quindi la stazione Hirpinia. Ma esiste una Legge in merito, la 133, detta ‘Sblocca Italia’, e che già prevede una stazione in Irpinia. Dal momento che il parere della Commissione, espresso ieri in Senato, non può certamente cambiare tale legge, chiedo al Ministro Toninelli che valore abbia questa raccomandazione, oltre a quello meramente propagandistico cui siamo abituati, e come intenda procedere ora! Che indicazione pensa di dare ad Rfi?». E Osserva: «Oltre al vincolo di legge, peraltro, secondo il documento del Senato, si risparmierebbero in questo modo 1,6 miliardi di euro che potrebbero essere dirottati sulla Avellino-Benevento, ma in realtà per questa tratta, che si chiama Avellino-Benevento-Salerno, sono già stati stanziati 230 milioni di finanziamento per l’elettrificazione e la velocizzazione. Non occorrerebbero, pertanto, ulteriori fondi». Inoltre, prosegue, «la stazione Hirpinia è particolarmente importante per il trasporto merci perché si tratta di un’area industriale per la quale sono previsti interventi di logistica. Non a caso la Regione l’ha individuata come area Zes. Far saltare questa stazione significherebbe far saltare tutto un progetto di sviluppo del territorio». Infine, conclude la senatrice Leonardo, «per il lotto Apice-Hirpinia c’è un appalto in corso di 900 milioni e da Rfi sono già arrivate le offerte. Adesso, sospendere tutto sarebbe una grave perdita. E non si capisce per quale soluzione alternativa, perché non è stata individuata. Il M5S dice di essere contro gli sperperi, ma in questo caso, un’opera che è stata costruita con il consenso del territorio rischia, invece, di diventare una ulteriore dilapidazione. Di tempo e soldi».

DOSSIER
Il logo della Rfi

L’OPERA IN CANTIERE. Pubblicati i documenti di pre-gara a marzo, e i bandi a giugno, per i lotti “Frasso Telesino – Telese”, “Telese – San Lorenzo Maggiore” e “Apice – Hirpinia” (lotto funzionale della tratta Apice – Orsara), sono in corso gare complessivamente per oltre 1,2 miliardi di euro. La costruzione della “Napoli-Bari” rappresenta già una leva per la crescita, in attesa dei suoi benefici effetti attesi con l’entrata a regime del suo traffico merci e passeggeri. «La conclusione dei lavori è prevista nel 2025 per la tratta Frasso Telesino – Vitulano, nel 2026 per la Apice – Orsara e per l’intera linea Napoli – Bari, con un investimento economico complessivo di 6,2 miliardi di euro», sono le cifre comunicate a marzo di quest’anno dalla Rfi. «La linea è parte integrante del Corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, che collega Helsinki a Malta, passando per il Centro Europa e la dorsale ferroviaria italiana AV/AC Torino – Salerno». Il suo impatto sullo sviluppo strategico del Mezzogiorno, con riferimento alle zone interne, non è calcolabile oggi. Essa rappresenta un cambio di scenario per il ruolo che l’entroterra campano avrà nel contesto economico del Mediterraneo. Quanto alle gare in corso, l’importo ‘a base’ dei tre bandi è complessivamente pari a oltre 1,2 miliardi di euro. “Gli interventi riguardano il raddoppio e la velocizzazione del tratto di linea tra Frasso Telesino e San Lorenzo Maggiore (circa 22 km) e il lotto fra Apice e la nuova stazione Hirpinia (circa 18 km)”, fanno sapere le Ferrovie dello Stato. «Gli interventi consentiranno di migliorare i collegamenti ferroviari regionali nel territorio irpino e quelli a lunga percorrenza fra la Campania e la Puglia. È, inoltre, prevista l’eliminazione di tutti i passaggi a livello, garantendo migliori standard di sicurezza, regolarità e puntualità del traffico ferroviario». Questo impegno importante del sistema ferroviario nazionale nel Mezzogiorno segue interventi già realizzati nell’ultimo periodo. In particolare, la consegna dei cantieri per i lotti ‘Napoli – Cancello’ e ‘Cancello – Frasso Telesino’ e l’attivazione nell’estate 2017 della stazione ‘Napoli Afragola’ e del raddoppio di linea fra Cervaro e Bovino, sul versante pugliese. Le attività risultano in linea con la programmazione prevista dal Commissario di Governo per la realizzazione dell’opera, Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana.

Gli uffici della Regione Campania ad Avellino

INTERVENTI EXTRA-FERROVIARI. Con il nuovo Protocollo d’intesa tra Regione Campania e Commissario per l’Alta Capacità Napoli-Bari, Rfi investirà oltre 28 milioni in opere extraferroviarie lungo la costruenda linea Apice-Hirpinia. Trova applicazione quanto deciso nel marzo di quest’anno dal Tavolo Tecnico per la programmazione e la realizzazione dell’Alta Capacità, a proposito degli interventi sui ristori. Alle risorse già disponibili a supporto del “Programma per il completamento, il riammagliamento e la rifunzionalizzazione delle infrastrutture per la mobilità interferite dal corridoio ferroviario AV/AC Napoli-Bari – I Fase” potrà essere integrate una o più quote di risorse aggiuntive. Questi ulteriori fondi, che si sommano agli stanziamenti già garantiti dalle risorse europee dell’FSC 2014-20, saranno messi a disposizione dalla Rete Ferroviaria Italiana Spa.

APPALTO PER LA STAZIONE HIRPINIA IN FASE DI ASSEGNAZIONE. La risoluzione dei Cinque Stelle in Senato sarebbe tardiva e dannosa in primo luogo per i conti pubblici. L’appalto è in fase di assegnazione dopo una pre gara fatta all’inizio dell’anno. Il treno dell’Alta Capacità in Irpinia non può essere più fermato.

Apice-Hirpinia, avvio cantieri settembre 2019. Si assegna l’appalto