Avellino, mozione di sfiducia stamane agli atti. Ciampi: è la vecchia politica

I gruppi di opposizione del Comune di Avellino hanno stilato il documento, che sarà protocollato domani mattina. Sono 19 le firme apposte, alle quali si aggiungerà quella di Arace. Immediata la reazione del primo cittadino su Facebook. IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE

La mozione di sfiducia è pronta. I gruppi di opposizione dell’assemblea municipale di Avellino si sono nuovamente incontrati nel pomeriggio di ieri per il via libera definitivo al testo (Leggi qui la mozione), già concordato nella precedente riunione, ed apporre le proprie firme in calce al documento.

Sono 19 i consiglieri che lo hanno sottoscritto. All’appello manca soltanto Nadia Arace di Si può, che è fuori città per qualche giorno, ma ha dato il proprio sostegno all’iniziativa.

Questa mattina la mozione sarà protocollata e trasmessa al presidente del consiglio comunale, Ugo Maggio, che dovrà provvedere alla calendarizzazione della seduta d’aula (non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla data di protocollo), dedicata alla discussione dell’istanza, che andrà votata.

Serviranno 17 voti favorevoli perché diventi immediatamente esecutiva. In tal caso, il sindaco Vincenzo Ciampi decadrà dal suo incarico ed il civico consesso sarà conseguentemente sciolto.

«L’atteggiamento del sindaco e dell’intera maggioranza – si legge nel testo della mozione – toglie ogni dubbio in relazione alla volontà da parte del Movimento 5 Stelle di ricercare una effettiva soluzione politica alla profonda crisi in atto, ritenendo che il Consiglio comunale debba ridurre le proprie funzioni e prerogative alla semplice ratifica di decisioni ed iniziative assunte dalla giunta».

E’ un duro ed articolato atto d’accusa, quello contenuto nella mozione: «Il Sindaco spinto dalla parte politica che lo sostiene, ha continuato ad alimentare lo scontro in un clima di costante campagna elettorale non disdegnando la mortificazione dei luoghi e dei simboli istituzionali».

In particolare, viene sottolineata l’impossibilità a costruire un rapporto di fiducia tra l’organo assembleare ed il vertice dell’esecutivo e la delegittimazione del ruolo del primo cittadino: «Lo stesso sindaco ha irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il Consiglio comunale, rendendosi protagonista di una serie di preoccupanti e reiterate cose non vere relative a scelte di natura politica e amministrativa, minando nel profondo la credibilità e l’autorevolezza che il primo cittadino deve necessariamente avere nel rapporto con la città».

A Ciampi, alla sua giunta e al gruppo del M5S viene anche addebitata una inadeguatezza amministrativa e gestionale, che minerebbe ogni prospettiva per l’ente e per la città di Avellino: «In più occasioni il sindaco ed il Movimento 5 Stelle hanno dimostrato l’impreparazione sia istituzionale che amministrativa, procedendo con atti errati o incompleti che hanno palesato evidente incompetenza ed inadeguatezza al ruolo ricoperto. (…)Le stesse linee programmatiche presentate dal sindaco ed ampiamente bocciate dal Consiglio comunale non contengono alcuna indicazione concreta in merito alle strategie per lo sviluppo della città».

Come appena si è diffusa la notizia dell’accordo raggiunto dalle opposizioni sulla fine anticipata del mandato, con consueta puntualità è stato affidato ad un post pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco, la reazione ufficiale di Ciampi: «Mozione di sfiducia: la restaurazione contro il cambiamento. Si palesa all’orizzonte la mozione di sfiducia contro la nostra amministrazione: per scriverla è stato impegnato un mese, non pensavo ci volesse tanto tempo e tanto “impegno” per mandare a casa un sindaco eletto democraticamente dai cittadini».

Sul social non manca poi una interpretazione degli avvenimenti: «Ora il gioco è chiaro: è in atto il tentativo, sulla pelle degli avellinesi, di restaurazione del vecchio sistema partitocratico. Tutti insieme, indistintamente, senza una logica politica, per fermare la rivoluzione della normalità e impedire il cambiamento in atto. Ma i cittadini, ormai, sanno perfettamente che da una parte c’è il vecchio e consolidato modo di fare politica e dall’altro c’è il cambiamento, il vento del cambiamento, rappresentato solo dal Movimento 5 Stelle».

La campagna elettorale, dunque, è già cominciata. Ma, forse, non si è mai interrotta.