Sibilia: un’intesa istituzionale per risolvere i problemi della città di Avellino

Il coordinatore provinciale e deputato di Forza Italia pensa al dopo Ciampi. Il centrodestra chiamato a sciogliere il nodo delle alleanze. Domenico Biancardi candidato ideale per le elezioni provinciali.

Centralità del territorio e intese istituzionali: sono le priorità indicate dal deputato Cosimo Sibilia, coordinatore provinciale di Forza Italia, in questa fase politica di transizione, caratterizzata da una crescente incertezza, anche in caso di eventuali elezioni anticipate al Comune di Avellino.

Onorevole, come sta andando la campagna per le elezioni provinciali?

«La candidatura di Biancardi soddisfa a pieno il profilo sul quale ritenevamo opportuno puntare: un amministratore moderato, capace di raccogliere consensi anche al di là dello schieramento di appartenenza. In questa prima fase della campagna elettorale stanno infatti emergendo segnali di interesse anche da parte di esponenti non riconducibili al centrodestra».

Si parla spesso della necessità di rilanciare l’ente Provincia. In che modo è possibile raggiungere questo obiettivo?

«In tempi non sospetti ho sostenuto che la riforma Delrio, che declassava la Provincia ad ente di secondo livello, non avrebbe determinato particolari risparmi, ma avrebbe privato i cittadini della possibilità di esprimere i propri rappresentanti. I fatti hanno dimostrato che avevo ragione. Penso, quindi, che sia necessario ridare la parola agli elettori e restituire ai territori un’istituzione in grado di dare risposte ai bisogni delle comunità. Un ente che si regge sul consenso popolare può essere sicuramente più incisivo. Se necessario, sarebbe più opportuno ipotizzare l’abolizione delle Regioni per ridurre lo spreco di denaro pubblico».

Veniamo al Comune di Avellino. Forza Italia come valuta l’attuale amministrazione, guidata dai Cinque Stelle?

«Vorrei innanzitutto sottolineare che Forza Italia ha avuto il coraggio di dare un profondo segnale di rinnovamento al Comune, con l’elezione di due giovani come Ines Fruncillo e Lazzaro Iandolo. L’affermazione dei Cinque Stelle, alimentata da un clima di diffuso sentimento antipolitico, ha in parte penalizzato la nostra formazione. Eravamo la reale alternativa al sistema che ha governato per anni la città, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Non mi sembra però che chi avrebbe dovuto garantire il rinnovamento lo stia facendo».

Quali scenari immagina per il futuro?

«Il sindaco Ciampi non ha i numeri per governare e l’amministrazione è in una situazione di stallo. Appare quindi più che probabile un ritorno al voto. Il centrodestra deve però sciogliere alcuni nodi politici. L’alleanza tra Lega e M5S al governo nazionale pone degli interrogativi ai territori. Forza Italia rischia di pagare un prezzo alto per queste incongruenze».

Alle elezioni amministrative potrebbe essere riproposto l’asse giallo-verde. I moderati del centrodestra sono pronti a costruire percorsi inediti?

«Ho più volte sostenuto che c’è bisogno di uno sforzo congiunto dei partiti per affrontare i numerosi problemi irrisolti del capoluogo, ma anche per riorganizzare i servizi pubblici essenziali, con una nuova ventata nella gestione degli enti di servizio. Soltanto così si potrà uscire da una condizione di difficoltà, dove prevalgono sterili contrapposizioni e dannosi personalismi. Questa ipotesi sarebbe tanto più necessaria per contrastare le spinte protestatarie che rischiano di mettere in crisi la democrazia rappresentativa».

Ma finora le risposte non sono state positive.

«No, per nulla. Abbiamo registrato un silenzio assoluto. Per quanto responsabili, non possiamo inseguire gli altri. Noi siamo pronti a metterci in gioco, ma se non sarà possibile andremo per la nostra strada».

E sul piano nazionale che novità si preannunciano nel centrodestra?

«Rispetto alle politiche del governo abbiamo espresso un giudizio nettamente contrario. Dentro Forza Italia però ci sono tendenze di segno diverso. Si è aperta quindi una fase di riflessione. L’esito dipenderà anche dall’atteggiamento che terrà la Lega. Andiamo incontro ad un chiarimento, che sicuramente si determinerà con le europee. Un primo passaggio sarà effettuato negli Stati generali, convocati ad Ischia il 27 e 28 ottobre, alla presenza di Berlusconi».