Bullismo, il Questore: fondamentale segnalare i casi nelle scuole
Con YouPol garantito l’anonimato

Incontro presso la Prefettura di Avellino tra i vertici delle Forze di Polizia e i Dirigenti scolastici, per lo sviluppo di iniziative di collaborazione istituzionale volte a prevenire e contrastare fenomeni devianti in danno degli studenti.

18Segnalare i casi di bullismo nelle scuole chiedendo l’aiuto delle forze dell’ordine anche in forma anonima grazie al servizio YouPol. Il Questore di Avellino, Luigi Botte, ha rilanciato il suo appello alla collaborazione degli studenti nel contrasto ad ogni forma di sopraffazione e violenza tra i minori negli ambienti scolastici ma non solo.

L’occasione l’ha fornita martedì scorso l’incontro presso la Prefettura di Avellino tra i vertici delle Forze di Polizia e i Dirigenti scolastici, «per lo sviluppo di iniziative di collaborazione istituzionale volte a prevenire e contrastare fenomeni devianti in danno degli studenti». Dopo aver illustrato l’utilità della recente applicazione per smartphone, YouPol, il Questore di Avellino, Luigi Botte, ha invitato a considerare il grande valore della segnalazione – anche in anonimato – di ogni atto contrario alla legge, lesivo del civismo e dell’incolumità dei soggetti.

Il Prefetto Maria Tirone e la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Rosa Grano

Nel Salone di Rappresentanza della Prefettura di Avellino l’incontro è stato organizzato d’intesa tra il Prefetto, Maria Tirone, il Questore, Luigi Botte, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Col. Massimo Cagnazzo e Col. Gennaro Ottaiano e il Dirigente dell’Ambito territoriale di Avellino dell’Ufficio regionale scolastico, Rosa Grano, con i Dirigenti degli istituti scolastici della provincia. Si è trattato di un momento di approfondimento dei temi della prevenzione e della repressione sia dello spaccio e del consumo di sostanze psicotrope, che del bullismo. Si è parlato di come affrontare in ambito scolastico o familiare «il maltrattamento dei minori, per la cui prevenzione e contrasto la vigile e sensibile attenzione e collaborazione, soprattutto dei docenti, può favorire lo sviluppo di azioni sinergiche idonee a tutelare le giovani generazioni».

L’incontro è stato promosso, nell’ambito della recente direttiva «Scuole Sicure» diffusa dal Ministro dell’Interno. Sulla scorta di quella direttiva sono state pianificate in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione dell’Autorità scolastica provinciale, «una serie di servizi di prevenzione e contrasto della diffusione di stupefacenti in danno degli studenti, in ambito scolastico e nei luoghi di aggregazione, che hanno già conseguito risultati significativi».

Per il Prefetto, Maria Tirone, è necessaria una comunicazione interpersonale ravvicinata tra i vari operatori istituzionali, in particolare negli ambiti che coinvolgono le giovani generazioni durante la loro crescita e la loro formazione quali individui e cittadini. «L’intero corpo scolastico, dalla sua posizione di prossimità, possiede antenne migliori per capire le situazioni ed i contesti in cui vivono o soffrono i ragazzi ed è, appunto, agli operatori scolastici tutti che le Forze di polizia si rivolgono per un proficuo scambio di vedute al fine di una migliore programmazione di collaborazione e cooperazione», ha spiegato. Il Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno rinnovato l’invito ad una maggiore collaborazione, anche sotto forma di dialogo e scambio d’informazioni, utili al bene degli studenti.

Dirigenti scolastici e rappresentanti delle forze dell’ordine nella foto di gruppo al termine dell’incontro in Prefettura

I Dirigenti scolastici hanno mostrato interesse per «le iniziative di educazione alla legalità, che vedono un diretto coinvolgimento di esponenti delle forze di polizia nelle scuole». Inoltre «si è convenuto di organizzare una iniziativa di formazione interforze dei referenti di tutti gli istituti scolastici in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di cyberbullismo».