Alto Calore, Ciampi: «Stop al Piano Ciarcia, subito l’Assemblea». Il Documento

Con una lettera inviata ai soci dell'Acs spa il capo dell'amministrazione avellinese chiede una riunione straordinaria il giorno prima del voto per rinnovare i vertici dell'ente Provincia. Considera la ricapitalizzazione pubblica una svendita ai privati e chiede di riconsiderare il programma di salvataggio approvato da quasi due mesi.

«No alla svendita dell’Acqua dando via l’Alto Calore ai privati».

Con una lettera inviata ai sindaci della provincia di Avellino, cioè agli azionisti dell’ars spa, ilk primo cittadino di Avellino, Vincenzo Ciampi, si rivolge alla proprietà pubblica dell’Alto Calore Servizi spa a moltiplicare gli sforzi per spiegare le ragioni «del suo dissenso al piano portato avanti dall’amministratore unico Michelangelo Ciancia», si legge in una nota. «Nella lettera non solo sono evidenziate le responsabilità di chi ha taciuto o assecondato il disfacimento dell’azienda, ma viene anche posto l’accento sui rischi che corrono i sindaci nell’assecondare il progetto di ricapitalizzazione di una società finita nel mirino della Procura della Corte dei Conti», si legge. Si tratta di «rischi che il primo cittadino ha anche già evidenziato in un esposto recentemente presentato alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti», aggiunge.

Le finestre della presidenza nella sede dell’Alto Calore Servizi al corso Europa di Avellino

Per contro, «dopo aver già attivato i Ministeri competenti», come sottolinea, «ha presentato ai colleghi soci un piano pluriennale alternativo a quello dell’amministratore unico Ciarcia. Un progetto che passa per il cambiamento del management, l’analisi dei conti con un focus sui crediti e la costituzione di un organismo di controllo analogo sui rischi come previsto dalla legge Madia».

IL DOCUMENTO | La lettera inviata dal Sindaco di Avellino ai soci dell’Alto Calore

La richiesta di convocazione urgente della Assemblea dell’Alto Calore Servizi spa

In questa sede Ciampi non indica le coperture di un piano alternativo, né affronta il tema della gara pubblica europea, che pende sul futuro della attuale gestione pubblica dell’acqua nel caso in cui venisse meno l’attuale gestore, cioè l’Alto Calore, privo di margini per operare senza una ricapitalizzazione.

«Una volta effettuato questo primo intervento bisognerà poi passare alla fase operativa di rilancio che prevede una drastica riduzione della fattura energetica che oggi pesa sui conti dell’azienda e sulle bollette dei cittadini, una progressiva riduzione dell’indebitamento che ha raggiunto livelli inaccettabili e la salvaguardia dei posti di lavoro con l’obiettivo di sviluppare in seguito crescita e nuova occupazione», aggiunge. «Non si può infatti immaginare che la soluzione ai problemi generati da chi ha gestito in passato possa essere una ricapitalizzazione che ha, come fine ultimo, l’apertura delle porte ai privati sottraendo la municipalizzata dell’acqua al controllo degli enti locali e dei cittadini».

Pertanto, «Ciampi ha chiesto ai sindaci soci di Alto Calore di respingere la ricapitalizzazione e annullare la delibera del 30 luglio scorso» sollecitando la convocazione urgente di un’assemblea entro il prossimo 30 ottobre, cioè alla vigilia delle elezioni provinciali.