Autostazione, Mitrione: “I bus alla stazione di Borgo Ferrovia,
il Comune mantenga fede al patto

Il rappresentante dell'Associazione In Loco Motivi sollecita il rispetto del protocollo d'intesa siglato fra il Comune di Avellino, Rfi e Sistemi Urbani per la riqualificazione di Borgo Ferrovia e la valorizzazione della stazione come hub strategico del trasporto ferro- gomma

“L’autostazione va collocata nella parte est della città: lo spazio garantito dalla stazione di Avellino è il naturale hub del trasporto stradale e ferroviario”. Offre la soluzione al travagliato dibattito sul ricollocamento dell’autostazione dei pullman il rappresentante di In Loco Motivi Pietro Mitrione, che evidenzia agli addetti ai lavori impegnati nel dibattito l’esistenza di accordi preesistenti con il Comune di Avellino, Rfi e Sistemi Urbani.

Pietro Mitrione, referente della associazione In_loco_motivi di Avellino

Il protocollo d’intesa siglato dall’amministrazione Foti sulla riqualificazione di Borgo Ferrovia di concerto con Rfi mira a una rivisitazione progettuale sull’intero quartiere. “Nessuno ha ipotizzato di considerare la parte est della città” tuona Mitrione. “Fra qualche anno il sistema ferroviario e dei trasporti in generale sarà rivoluzionato, e si vedranno i primi risultati dell’alta capacità. Abbiamo preso degli impegni come area vasta sulla riqualificazione di Borgo Ferrovia e sulla rigenerazione del quartiere massacrato dall’Isochimica”.

Poi l’affondo sull’amministrazione comunale di Avellino. “E’ stato promosso un incontro al circolo della Stampa sulla mobilità, ma sono state invitate pochissime associazioni, mentre la maggioranza dei partner dell’iniziativa- che era nata con la scorsa legislatura- sono stati esclusi”. La pista ciclabile annunciata dal progetto sulla mobilità termina nella stazione ferroviaria di Avellino, così come il percorso della fondo valle Fenestrelle culmina nella parte afferente allo spazio che Rfi vorrebbe mettere a disposizione della città e del territorio più in generale.

Il rendering mostra il nuovo volto del quartiere di Borgo Ferrovia- Via Francesco Tedesco come è previsto dal programma di riqualificazione urbana elaborato dall’amministrazione comunale nel 2016

“E’ stato stipulato un protocollo sulla mobilità, e la programmazione attuale non può non tenere conto di quella precedente e degli impegni assunti. Siamo disposti a dare il nostro contributo per favorire un decongestionamento del traffico cittadino, e a tenere fede al protocollo stipulato mesi fa: togliamo i bus dal centro della città e guardiamo alla riqualificazione di Borgo Ferrovia” continua Mitrione.

L’ipotesi avanzata dall’associazione per immaginare la tessitura di un piano di riqualificazione, riguardava il trasferimento del tribunale di Avellino, dal centro città al quartiere in questione, per raggiungere un duplice scopo: quello di sgomberare la sede attuale che è inagibile, e quello di restituire nuova linfa a Borgo Ferrovia e a tutta la parte ad est della città. “E’ arrivato il momento di traguardare il futuro e considerare le opportunità che abbiamo per consentire finalmente il progresso di questa città. Chiediamo la metropolitana leggera per collegare le attività economiche e amministrative e facciamo della stazione un hub strategico per l’integrazione ferro- gomma: l’autostazione non può essere allocata al centro città, e tutte le ipotesi illustrate in questi giorni non sono risolutive, ma sono solo misure tampone”.

Studenti a bordo dell’Avellino- Rocchetta

La ventata di futuro e nuovi orizzonti sulle capacità di sviluppo e crescita della stazione di Avellino, è stata fomentata dal laboratorio di sperimentazione dei gruppi di lavoro del Miur per il progetto #FuturaAvellino. Sono stati circa 100 gli studenti provenienti da ogni angolo d’Italia ad occupare i sedili di legno delle carrozze dell’800 per percorrere un viaggio esperienziale sull’Avellino Rocchetta fino a San Francesco a Folloni a Montella. Dotati di smartphone e pc, gli studenti hanno vissuto l’esperienza del viaggio come uno strumento- più che un mezzo- di narrazione alternativa del territorio. “Vedere i giovani dotati di tecnologie moderne per elaborare un progetto sulla mobilità dolce delle aree interne dell’Irpinia seduti sui sedili di legno di carrozze dell’800 ha suscitato un’unica riflessione: il futuro non esiste senza memoria” ha concluso.