Eolico, la “Conza energia” ha aperto il cantiere sull’oasi del Wwf
D’Angelis: la Regione licenzi subito un Pear

Il consigliere provinciale e sindaco di Cairano Luigi D Angelis chiede un pronunciamento immediato della Regione Campania per la definizione di una legge regionale in grado di regolamentare la politica energetica e tutelare i territori saturi

E’ la “Conza energia” Srl con sede a Milano l’aggiudicataria dei lavori per la costruzione di un esercizio di un impianto eolico a Conza della Campania, a ridosso dell’oasi del Wwf. Mentre l’istanza in Regione Campania è stata depositata dalla Westwind nel 2008, oggi il cantiere in località Piano di Conza, Costa Cappiello, Monte La Serra, Serro dei Mortai è in corso di realizzazione dalla società con sede legale a Milano, che ha già spianato e suddiviso i terreni predisponendo i lotti alla installazione delle 10 torri del vento.

Il cantiere aperto a ridosso dell oasi del Wwf

La denuncia lanciata dal sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza sul pronunciamento della Corte Costituzionale che ha abrogato la moratoria che incide sui parchi già autorizzati, ha avuto in realtà conferma immediata, ma lo stato di avanzamento dell’iter autorizzativo e l’acquisizione da parte della multinazionale prima e della Srl poi, gode di tutti i pareri favorevoli sull’opera che blindano di fatto la costruzione del parco e il cantiere della “Conza energia”.

La tabella dei lavori

Mentre una parte del territorio avanza la richiesta urgente di un pronunciamento legislativo da parte della Regione Campania teso ad impedire l’avanzata delle multinazionali sul territorio, un’altra si reca in Conferenza di Servizi per formalizzare pareri favorevoli alle torri del vento.

Dai pareri acquisiti e riportati dal decreto dirigenziale 257 del 2 maggio 2012 licenziato dalla Regione Campania si evince un elenco fitto di Enti Locali che hanno espresso parere positivo per la realizzazione dell’opera, che serve a produrre energia per conto di Terna, attraverso l’immissione in rete nell’elettrodotto Goleto- Castelnuovo di Conza. Lo stesso decreto regionale, in realtà, per consentire l’immissione in rete ha predisposto la realizzazione di una sottostazione da ubicare in una zona di confine fra Conza e Sant’Andrea di Conza. Ma a differenza di tutti gli altri Enti, l’amministrazione comunale di Sant’Andrea di Conza guidata da Pompeo D’Angola si è opposta presentando ricorso al tribunale della giustizia amministrativa. Il 15 novembre prossimo, il Consiglio di Stato pronuncerà la sua sentenza.

Hanno presentato parere favorevole: l’ARPAC di Avellino, la quale esprime parere favorevole con prescrizioni per la compatibilità elettromagnetica ed acustica dell’impianto, l’ASL Avellino che esprime parere favorevole per quanto concerne gli aspetti acustici ed elettromagnetici; l’Autorità di Bacino Puglia, il Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Jonio e del Canale di Otranto, ma anche del Settore Tecnico Amministrativo Provinciale Agricoltura di Avellino, del Genio Civile, del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, del Settore Regionale Ecologia, Tutela Dell’Ambiente, Disinquinamento Protezione Civile con il quale esprime parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) con prescrizioni.

Parere favorevole anche del Comune di Conza della Campania, anche sotto il profilo paesaggistico; della Comunità Montana “Alta Irpinia” che comunica che l’area interessata dall’impianto non è sottoposta a vincolo idrogeologico; e infine della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino, che comunica che il progetto è compatibile con le esigenze di tutela paesaggistica. Il 16 giugno 2011 è stata indetta e convocata la prima Conferenza di Servizi, e come riporta espressamente il Decreto Dirigenziale l’avvio del procedimento espropriativo ha riguardato un numero superiore a 50 destinatari.

LOasi del Wwf di Conza della Campania

 

Ad oggi, l’opera è avversa dal Comune di Sant’Andrea di Conza, dall’associazione “Io voglio restare in Irpinia” e dal Wwf Italia, che ha avanzato una prima voce di dissenso con una diffida inviata alla Regione Campania per sottolineare che il territorio individuato per la costruzione del parco eolico, in realtà gode della prossimità dell’Oasi naturalistica protetta, e pertanto, la riserva naturale irpina “rientra nelle aree protette dalla Rete Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di protezione Speciale (ZPS)” come si legge nella nota diffusa.

Luigi d’Angelis, sindaco di Cairano e Consigliere provinciale di Avellino

“Se avessimo avuto un Pear e un piano paesaggistico regionale avremmo avuto la possibilità di impedire le aggressioni al territorio: manca una regolamentazione certa e una vera politica energetica regionale” denuncia Luigi D’Angelis, sindaco di Cairano. “I ritardi nella regolamentazione del comparto alimentano gli interessi delle multinazionali e isolano i sindaci, che vengono additati come chi autorizza gli impianti” spiega. “Un vincolo vale al di là della legge e un’area protetta è avvolta da un limite di salvaguardia che non può essere interessata fino a 150 metri. In realtà bisogna indagare se i vincoli che insistono sull’area siano sopraggiunti ai pareri sugli impianti o meno, in quanto si potrebbe aprire una vertenza sotto il profilo legale”.

L’unico luogo in cui è possibile avanzare obbiezioni o proposte di modifica di opere pubbliche è la Conferenza di Servizi. “La Sardegna ha approvato un Pear e si è espressa sulla tutela dei corridoi ecologici, quindi la regione deve pronunciarsi e dare delle risposte e deve intervenire per disciplinare un Piano Paesaggistico, un corridoio ecologico, la tutela di salvaguardia e un principio di saturazione”.

Altro aspetto da considerare, è la valutazione dei progetti candidati alle Commissioni: “Si valuta soltanto il progetto candidato e non il contesto in cui si chiede di realizzare l’opera. E’ arrivato il momento di modificare le procedure. Sull’avanzata delle multinazionali c’è ancora miopia, e molte godono della complicità con le amministrazioni comunali, che si fanno ingannare dalle royalty, ma ci sono tanti nodi irrisolti che prima o poi verranno al pettine” conclude.