Processo Crescent: il governatore Vincenzo De Luca prosciolto da tutte le accuse

La sentenza del Tribunale di Salerno è giunta in tarda serata, dopo otto ore di camera di consiglio. Scongiurata la sospensione dall'incarico per il numero uno di Palazzo Santa Lucia.

Processo Crescent: il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, è stato assolto, insieme agli altri 21 imputati. Dopo otto ore di camera di consiglio, in tarda serata è giunto il verdetto dei giudici del Tribunale di Salerno, presieduto da Vincenzo Siani. Le accuse a carico del governatore erano di abuso d’ufficio, falso ideologico e reati urbanistici. La vicenda era scaturita dalla realizzazione del complesso immobiliare del lungomare di Salerno, quando De Luca rivestiva l’incarico di primo cittadino.

Il complesso immobiliare Crescent sul lungomare di Salerno

La Procura aveva chiesto due anni e 10 mesi di carcere. In caso di condanna, sarebbe scattata la legge Severino, contro la corruzione nella pubblica amministrazione, che prevede la sospensione dall’incarico per 18 mesi.

Scongiurato, dunque, il rischio di un congelamento, che avrebbe sicuramente cambiato le sorti politiche del numero uno di Palazzo Santa Lucia, segnando anche gli equilibri del governo regionale.

A comunicare la notizia dell’assoluzione al governatore sono stati i suoi difensori, Paolo Carbone e Andrea Castaldo.

«De Luca – ha riferito Castaldo – è contento del risultato. Il dispositivo ha provato quello che avevamo sempre cercato di dimostrare con forza ed impegno. E cioè che non esisteva un disegno criminoso. Gli atti sono stati sempre fatti per il bene della città. La vicenda Crescent è una vicenda che realizzava interesse pubblico. È una pagina della storia salernitana che si chiude in modo positivo».

D’altra parte, il diretto interessato ha sempre respinto ogni addebito a suo carico, rivendicando pienamente le scelte urbanistiche compiute, ed ha sostenuto di essere sicuro che alla fine la questione sarebbe stata chiarita.

Archiviato il caso, quindi, De Luca potrà guardare con maggiore tranquillità all’ipotesi di una ricandidatura alle regionali del 2020.