Rocca S. Felice, la chiesa di Santa Felicita diventa Santuario Diocesano

L'8 settembre scorso, S.E. Monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo della Diocesi di Sant'Angelo- Conza, Nusco e Bisaccia ha firmato il riconoscimento della chiesa di Santa Felicita come santuario diocesano. Una richiesta avanzata dalla parrocchia di Rocca San Felice e dal Consigliere comunale Marco Santoli

La Chiesa di Santa Felicita dell’omonima contrada di Rocca San Felice ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte dell’Arcidiocesi di “Sant’Angelo dei Lombardi – Conza – Nusco – Bisaccia “ come Santuario Diocesano grazie all’impegno del Parroco di Rocca, del consigliere comunale Marco Santoli e dell’amministrazione di Rocca San Felice. Infatti lo scorso 8 settembre S.E. Monsignor Pasquale Cascio ha firmato il documento con il quale si “Erige” la chiesa di Santa Felicita a “Santuario Diocesano”.

Marco Santoli, consigliere comunale di Rocca san Felice

Soddisfatto, il consigliere comunale impegnato nell’azione di riconoscimento Marco Santoli: “Si tratta di un impegno che ho preso in campagna elettorale, ovvero quello di valorizzare la chiesa e la contrada di Santa Felicita. Questo riconoscimento è solo il primo passo dell’impegno preso con i nostri elettori. Ringrazio pubblicamente S.E. Monsignor Pasquale Cascio per l’importante riconoscimento che la nostra comunità insieme alla Parrochia ha ottenuto”.

Il riconoscimento della chiesetta che svetta sulla Mefite a santuario diocesano rappresenta non solo un riconoscimento per uno dei siti religiosi più considerati e frequentati dall’intera valle d’Ansanto, ma apre di fatto, a prospettive di incremento turistico declinato al pellegrinaggio. La prossimità della valle in cui si concentra il ‘vulcano freddo’ e la disponibilità di attività ricreative e della ristorazione, alimentano una prospettiva di ampio respiro, che guarda all’attrattività della contrada e l’inserimento nei circuiti turistici di comprensorio.

La chiesa di Santa Felicita Martire infatti, nella Valle d’ Ansanto di Rocca S. Felice, è fuor di dubbio uno dei Santuari più antichi d’Irpinia. Anticamente nella Valle d’Ansanto, sorgeva un piccolo tempio dedicata alla dea Mefite. L’importanza di quel luogo era dovuta al fatto che esso era il Santuario Nazionale Irpino. Ossia, nel culto della dea Mefite, nella Valle d’Ansanto, si riconoscevano le popolazioni di stirpe sannitica che popolavano l’Irpinia e che si distribuivano tra i cosiddetti coronimi di “Aeclanum” – “Compsa” – “Aquilonia” – “Boianum Hirpinorum”. Il culto era, dunque, diffusissimo e conosciuto ben oltre i confini dell’ Irpinia e dello stesso Sannio, visto che si considerava il piccolo lago nel fondo della Valle una delle “bocche” dell’Ade. Il culto della Dea Mefite dura ininterrotto per tutta l’antichità irpina ed irpino-romana. Felicita, cristiana visse nel II secolo e conobbe il martirio sul finire dell’impero di Antonio Pio (138-161 d.c.) insieme con i suoi sette figli: Gennaro, Felice, Filippo, Silvano, Alessandro, Vitale e Marziale.

La “forza” e la fama di Santa Felicita pongono fine al culto idolatrino della dea Mefite e, impiantando il Cristianesimo, dona ai nuovi convertiti un luogo di culto che soppianta l’antico.

A partire dal XIII secolo, con l’occupazione angioina del Regno di Napoli, il luogo indicato come “S. Felicita” inizia a comparire in documenti ufficiali. La Valle è inclusa nell’ambito della Terra di Rocca, così che da luogo di incontro delle genti irpine, diventa una semplice cappella a servizio di una comunità. E’ uno degli effetti perversi della parcellizzazione capillare del territorio operata dal feudalesimo. Ma, le frontiere non fermano la fede per fortuna, ed il Santuario è frequentato da tutte le genti dei “paesotti” limitrofi.