U.S. Avellino: stamattina la sentenza del Tar Lazio

C'è grande attesa per il pronunciamento della Giustizia amministrativa sul ricorso presentato dalla compagine biancoverde, guidata da Walter Taccone, dopo l’esclusione dal campionato di serie B. Si spera in un ritorno dell'Avellino nel calcio che conta.

U.S. Avellino: stamattina la sentenza del Tar Lazio. Cresce l’attesa per il pronunciamento dell’organo di giustizia amministrativa sul ricorso presentato dalla compagine biancoverde, guidata da Walter Taccone, dopo l’esclusione dal campionato di serie B.

Ieri mattina si è tenuta l’udienza in camera di collegio. A rappresentare la società gli avvocati Lorenzo Lentini ed Eduardo Chiacchio. A Roma era presente anche il patron dell’Avellino, che però ha atteso fuori dall’aula di giustizia, durante le circa due ore di dibattimento.

«Siamo intervenuti – ha dichiarato  al termine dell’udienza Lentini – facendo il possibile per difendere la nostra posizione. Ora siamo in trepidante attesa. Non ci sono sensazioni, non possono esserci. Queste sono cose che si possono commentare soltanto dopo il provvedimento. Abbiamo messo in evidenza l’atteggiamento schizofrenico della Federazione. Noi abbiamo fatto emergere tutte le contraddizioni del caso. Oggi non c’è pessimismo o ottimismo, c’è realismo».

La sentenza del Tar era attesa in serata, ma probabilmente a causa della notevole mole di lavoro accumulatasi durante la giornata, si è registrato uno slittamento dei tempi, che ha determinato il rinvio del verdetto a stamattina.

Per l’Avellino Calcio e per i tifosi biancoverdi, dunque, c’è ancora una speranza di essere riammessi al campionato di serie B, come ventesima squadra della cadetteria. Nel caso in cui tale eventualità si realizzasse la società avrebbe soltanto due settimane per attrezzarsi e approntare di corsa la compagine.

La presenza nel calcio che conta della squadra irpina non è solo un fatto di natura sportiva, ma ha anche una valenza identitaria e di coesione comunitaria, per un territorio che sempre con maggiore difficoltà riesce a trovare riferimenti condivisi nei quali riconoscersi. Senza contare, inoltre, il valore promozionale che da sempre il calcio e più in generale lo sport può rappresentare per quello stesso territorio, soprattutto se ben gestito.

Non si può, comunque, non evidenziare l’insolita situazione nella quale ci si trova in questo momento, con una nuova società (costituita da De Cesare) che ha ricevuto il mandato dal Comune di Avellino per rappresentare la città e la provincia – dopo l’estromissione dell’US Avellino dalla B -, ripartendo dalla serie D e la possibilità di un agognato ritorno del Lupo in seconda serie. Contrastanti anche i sentimenti dei tifosi che, nonostante il cattivo rapporto che nel tempo è maturato con Taccone, sicuramente non immune da colpe per quanto è successo, giustamente sperano ancora che il sogno si avveri, mentre già erano pronti a riprendere il cammino con un nuovo progetto sportivo.

Tutto ciò mentre sullo sfondo si consuma un gioco di potere nei Palazzi del calcio, nel cui mirino è finita proprio l’Avellino.