IIA, Fim, Fiom e Uilm: le mobilitazioni hanno prodotto risultati positivi

Le rappresentanze sindacali diramano una nota congiunta a consuntivo del risultato raggiunto dalle contrattazioni: l'assemblea dei soci ha fermato la messa in liquidazione dell'azienda e saranno pagati gli stipendi. La strada per il decollo resta in salita

Lo stabilimento ex Irisbus oggi della IIA, Industria Italiana Autobus
A conclusione dei lavori e della impegnativa giornata di mobilitazione trascorsa a Roma nei presi del Ministero per lo Sviluppo Economico, i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm diramano una nota ufficiale sull’esito delle plurime contrattazioni intercorse con il Ministero prima e con i vertici dell’azienda poi.
“Le mobilitazioni degli ultimi giorni dei lavoratori di IIA hanno prodotto un risultato positivo: l’Assemblea dei soci ha fermato la messa in liquidazione dell’azienda, accogliendo l’istanza dei lavoratori a partire dal pagamento degli stipendi e la necessità di un assetto societario più robusto sul piano finanziario.
Nella giornata di oggi, a fronte di una lettera d’impegno da parte di Invitalia, sono garantite le linee di credito che consentono alla proprietà di saldare lo stipendio di luglio, di pagare quello di agosto, di avere la sicurezza finanziaria per pagare i successivi fino a quello di novembre. Inoltre, queste linee di credito permetteranno all’azienda di pagare anche le utenze per una ripresa produttiva.
Gli assetti societari dovranno essere implementati, con l’intervento di Invitalia che ha attivato la procedura due diligence che entro 30 giorni dovrà concludersi positivamente.
Le OO. SS. riconoscono il positivo contributo del MiSe a questa soluzione temporanea che ha scongiurato la messa in liquidazione della società. Il Governo è garante di un percorso che già dai prossimi giorni dovrà essere verificato alla luce degli impegni assunti e condivisi nel verbale d’incontro.
Per garantire la continuità produttiva è indispensabile che Invitalia e azienda verifichino le condizioni del contratto di programma per la ripartenza produttiva dei due siti di Flumeri e di Bologna”.