IIA, stamane ultimo atto al Mise
Azionisti convocati, rischio chiusura

Al Ministero la mediazione del sindacato tra Governo e impresa per trovare una soluzione in extremis. L'amministratore delegato aveva preannunciato sabato i libri in tribunale, replicando al comunicato stampa diffuso dal Ministero per lo Sviluppo Economico

Per l’IIA quella che si apre oggi è una giornata cruciale, con il consiglio di amministrazione e l’assembkea dei socu già convocati e il nuovo incontro al Mise, accordato in extremis dal Ministro Luigi Di Maio.

I vertici industriali, pronti a portare i libri in tribunale, attenderanno gli sviluppi dalla riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, prima di confermare la decisione di chiudere l’Azienda.

La notizia del nuovo summit ha colto favorevolmente le organizzazioni, che in una nota hanno parlato di “un primo importante risultato ottenuto”, si legge in una nota congiunta, Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, Bruno Papignani, segretario generale Fiom Emilia-Romagna, e Sergio Scarpa, segretario generale Fiom Avellino. Confermati, restano convocati gli scioperi negli stabilimenti di Bologna e di Flumeri, con un presidio sotto il ministero allestito sotto la sede del Ministero, a Roma.

Con questa novità si è concluso una week end tesissimo per lavoratori e rappresentanze della ex Irisbus, aperto dalla notizia nella notte tra venerdì e sabato, al termine dell’ultimo negativo incontro al Mise, della chiusura.

Del Rosso porterà i libri in tribunale, recitava sabato mattina un comunicato stampa diramato dai vertici di Industria Italiana Autobus, che non lasciava spazio a dubbi: “Nel perdurare di tali situazioni e di meri proclami propri di spot pubblicitari l’assemblea degli azionisti, già da tempo convocata per la giornata di lunedì 10 settembre, non potrà che deliberare sulla base di elementi concreti e delle reali evidenze a quella data” si legge.

Industria Italiana Autobus risponde al comunicato stampa diffuso ieri dal Ministero per lo Sviluppo Economico, e prende atto delle intenzioni annunciate dal Ministero, “Sebbene di segno opposto a quanto espresso con toni tutt’altro che consoni ai vertici aziendali- nel corso dell’incontro tenutosi qualche ora prima, alla presenza anche di Invitalia”.

La nota fa riferimento al fatto che l’azienda non abbia ricevuto alcuna rassicurazione da parte del Ministero su eventuali interventi risolutivi tesi a garantire la continuità aziendale e il rispetto degli obblighi nei confronti dei dipendenti. Non solo.

La IIA “respinge con forza il reiterato riferimento da parte del Mise, ad un asserito utilizzo di forme di ricatto, in quanto non veritiero, gravemente lesivo dell’immagine dell’azienda e degli azionisti, ed idoneo- semmai- a minare la tranquillità degli stessi lavoratori cui il Mise dichiara di essere vicino in questo frangente”.