Depositate le linee programmatiche del sindaco, resta da sciogliere il nodo del voto. Il documento di governo dell’amministrazione è stato depositato presso gli uffici della presidenza del consiglio comunale, in vista della prossima seduta d’aula (che dovrebbe essere convocata per il 4 settembre), ma sul tappeto rimane una questione molto delicata,  che spetterà al segretario generale dell’ente, Riccardo Feola, affrontare e risolvere. Un punto non solo dalla valenza strettamente formale, ma dalle forti ricadute politiche.

In discussione è la strategia d’intervento proposta da Vincenzo Ciampi, per l’espletamento del mandato. Un atto preliminare sostanziale, aperto alla compartecipazione dell’assemblea, sul quale necessariamente si va a misurare il consenso del sindaco.

Lo Statuto del Comune di Avellino prescrive, al pari di tantissime altre amministrazioni d’Italia, che il consiglio comunale, organo che detiene il potere d’indirizzo nella gestione dell’ente, esprima un voto di approvazione dello strumento di governo del capo dell’esecutivo.

Ma il rappresentante dei Cinque Stelle, almeno al momento, dispone soltanto del sostegno dei 5 consiglieri comunali del movimento grillino, non essendosi riuscito a guadagnare la fiducia di altre forze politiche. Anzi, in queste settimane, a Palazzo di Città si è registrata una escalation in termini conflittuali nei rapporti tra Ciampi e gli altri gruppi consiliari.

Il sindaco, quindi, ha chiesto che gli indirizzi non venissero posti in votazione, ma semplicemente comunicati all’aula, puntando su un escamotage interpretativo della norma, il Testo unico degli enti locali, che non riporta in maniera esplicita un obbligo di deliberazione da parte del consiglio. Ma la questione, come avremo modo di approfondire, non è affatto pacifica e scontata.

D’altra parte sarebbe la prima volta che il sindaco del capoluogo irpino, così come della maggioranza degli enti locali del Paese, darebbe inizio al mandato senza il via libera dell’assemblea, palesando così l’esistenza di una maggioranza che possa dare seguito e concretezza agli obiettivi di governo, che allo stato non esiste.

Ma quali sono i punti programmatici indicati dal sindaco?

Nella relazione vengono evidenziati gli ambiti d’intervento prioritari della giunta: democrazia diretta, partecipazione e trasparenza; cultura e turismo; rapporto Comune e cittadino; mobilità urbana; bilancio come bene pubblico; commercio ed attività produttive; urbanistica e lavori pubblici; ambiente; fondi europei e area vasta; sport e politiche giovanili.

Il documento però non sembra andare quasi mai oltre le dichiarazioni di intenti e la cornice generale, specificando provvedimenti, iter procedurali e risorse finanziarie che si intendono utilizzare, per il raggiungimento degli obiettivi.

Tra le misure caratterizzanti vanno segnalate la promozione del bilancio partecipato, l’introduzione del reddito di cittadinanza comunale, la costituzione di una società consortile per la gestione dei servizi sociali del piano di zona, la riqualificazione del Mercatone e la rimodulazione del Piano urbanistico comunale.

Le linee programmatiche di mandato – Il documento ufficiale