Paolo Foti e gli assessori della sua ultima Giunta hanno denunciato per diffamazione il successore, il Sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi.

Lo hanno reso noto in serata con una nota stampa diffusa dagli stessi assessori. Alla base della decisione, si apprende, quella che si definisce l’esigenza di tutelare il buon nome della Amministrazione Foti e del suo operato in materia contabile e finanziaria.

L’ex sindaco e i suoi collaboratori contestano nella forma e nella sostanza le accuse esplicite rivolte pubblicamente da Ciampi, per il quale il bilancio consuntivo e, più in generale, la gestione dei conti comunali, si caratterizzerebbe per errori, non conformità a leggi e regolamenti, irregolarità. L’annuncio di querela è seguito alle dichiarazioni rese dal commissario prefettizio nominato per portare alla approvazione del consuntivo, non avallato dai revisori in alcune parti e successivamente revocato dalla nuova Giunta.

“Abbiamo apprezzato la prudenza del Commissario Prefettizio, dott. Mario Tommasino, il quale ha sostenuto che certe difficoltà (riscontrate dalla Amministrazione Foti in materia finanziaria, ndr) “sono ricorrenti nei bilanci degli enti anche in rapporto alle nuove regole di contabilità che sono state inserite di recente e che richiedono sempre più stringenti controlli” e che la situazione necessita di ulteriori approfondimenti”.

Paolo Foti e i suoi ex assessori chiedono alla procura di valutare e approfondire le accuse di irregolarità e illeciti mosse dal nuovo Sindaco, preannunciando un’azione in sede civile a carico di Ciampi e di chiunque metterà in discussione l’onorabilità della passata Amministrazione.

Di seguito il testo del comunicato diffuso da Foti e dalla sua giunta non piu in carica.

“Il 26 agosto 2018, dal profilo Facebook ufficiale del sindaco di Avellino sono arrivati insulti e minacce contro chi si opporrà alle scelte moralizzatrici della autoproclamata “giunta del popolo”.

Vincenzo Ciampi (o chi per lui) tra una scomunica e l’altra ha scritto che Avellino esce “da anni in cui maggioranza e opposizione hanno banchettato alle spalle dei cittadini”, utilizzando anche termini come “fango”, “marcio”, “magagne”, “saccheggi”, sempre riferiti alle precedenti esperienze amministrative di centrosinistra.

L’atteggiamento intimidatorio adottato meriterebbe risposte politiche che non arrivano dai tardivi sostenitori del Sindaco – quelli che al ballottaggio hanno sostenuto il “cambiamento”, ma nemmeno da una parte consistente di quella che è la maggioranza numerica in Consiglio Comunale, cioè i sostenitori di Nello Pizza. Ne prendiamo atto con rammarico, certi che questo silenzio sia dovuto esclusivamente all’esigenza di operare per il bene della città e non certo per fini politici o di equilibrio interno a qualche “partito”.

Abbiamo apprezzato la prudenza del Commissario Prefettizio, dott. Mario Tommasino, il quale ha sostenuto che certe difficoltà “sono ricorrenti nei bilanci degli enti anche in rapporto alle nuove regole di contabilità che sono state inserite di recente e che richiedono sempre più stringenti controlli” e che la situazione necessita di ulteriori approfondimenti. In più occasioni l’ex Sindaco Paolo Foti ed alcuni componenti dell’amministrazione uscente hanno pubblicamente chiarito quanto siano infondate certe considerazioni “tecniche” pronunciate da chi ignora completamente la materia di cui parla. È evidente che, per proseguire in un’eterna campagna elettorale che nasconda evidenti incapacità, si fa finta di non capire.

Cosa accadrà del bilancio del Comune di Avellino lo sapremo tra qualche tempo: abbiamo ereditato una situazione drammatica (è bene ricordarlo a tanti smemorati) e abbiamo fatto tutto ciò che era umanamente possibile – e in piena trasparenza – per migliorare le cose.

Se il Sindaco di Avellino è a conoscenza di atti illeciti da noi commessi (“magagne” e “saccheggi” vari) ha il dovere etico, come cittadino e soprattutto come pubblico ufficiale, di recarsi in Procura.

Per quello che ci riguarda, avendo la coscienza più che tranquilla e considerando che le dichiarazioni di Ciampi eccedono indubbiamente i limiti di ogni lecita dialettica politica e rivestono i caratteri di una condotta diffamatoria che ci vede costretti a tutelare la nostra immagine nelle sedi giudiziarie, abbiamo dato mandato ai nostri legali di sporgere formale querela e richiesta di risarcimento danni per lesione di immagine e di onorabilità nei confronti del sig. Vincenzo Ciampi (e dell’autore del post su Facebook se non fosse lo stesso titolare della pagina), nonché nei confronti di ogni altro soggetto che abbia espresso od esprimerà medesime inaccettabili affermazioni”.

Paolo Foti, Maria Elena Iaverone, Anna Carbone,  Bruno Gambardella, Arturo Iannaccone, Teresa Mele, Augusto Penna, Costantino Preziosi, Ugo Tomasone, Paola Valentino