Al Comune di Avellino si apre una settimana cruciale per la definizione degli equilibri politici. Quella appena iniziata sarà una settimana cruciale per la definizione degli equilibri politici dell’amministrazione comunale di Avellino. In serata si terrà una riunione dei consiglieri del Pd, convocati – insieme ai responsabili dei circoli territoriali – dal segretario provinciale, Giuseppe Di Guglielmo, per cercare una convergenza tra le diverse posizioni in campo, sulla candidatura alla presidenza del civico consesso. Un’impresa per nulla semplice, anche a causa delle fibrillazioni interne al partito.


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Per mercoledì, invece, è prevista la seduta di insediamento del consiglio comunale. Partono, dunque, ufficialmente la nuova consiliatura e l’esperienza di governo del sindaco Vincenzo Ciampi e della sua giunta targata Cinque Stelle.Dopo la convalida degli eletti, subito il primo test per l’assemblea, che sarà chiamata a indicare, a scrutinio segreto, il presidente ed il vicepresidente dell’aula.

In base al regolamento, per la validazione del risultato in prima istanza è necessaria una maggioranza qualificata, costituita dai 2/3 dei consiglieri, pari a 22 voti. Altrimenti, si procede ad una seconda chiama, per la quale occorre la maggioranza assoluta (almeno 17 voti). Se l’obiettivo ancora non dovesse essere centrato, al giro successivo basterà la maggioranza relativa.

L’area di governo, come è noto, può contare soltanto su cinque consiglieri comunali più il sindaco. Le forze che hanno sostenuto Ciampi al ballottaggio (“Mai Più+” di Luca Cipriano, il Centrodestra di Sabino Morano e “La svolta inizia da te” di Costantino Preziosi) hanno preso le distanze dal primo cittadino, dopo che questi ha sostanzialmente rifiutato un confronto politico con esse, escludendole dall’esecutivo, e perciò sono pronte a fare il loro percorso autonomamente.

Il Pd e le altre liste della coalizione di centrosinistra, invece, avrebbero i numeri per giocarsi la partita senza problemi, ma le differenze di posizione emerse, i tatticismi e le ambizioni personali di alcuni degli attori in campo, mettono in discussione l’esito dell’operazione, aprendo nuovi scenari.

Attorno all’elezione del presidente del consiglio, insomma, potrebbero determinarsi alleanze trasversali o accordi sottobanco, che inciderebbero sull’andamento della consiliatura. Le possibili variabili sono comunque numerose e l’esito del match è ancora tutto da verificare.