Le giovani irpine hanno buoni esempi da seguire in una provincia dove la donna è assolutamente protagonista. È questo il messaggio lanciato dal libro “Irpine – Donne protagoniste di un territorio”, firmato dalla giornalista Elisa Forte ed edito da Il Calamaio di Roma. In vendita ad Avellino dallo scorso mese di marzo, il volume propone ottantadue interviste ad altrettante donne impegnate nell’economia, nella politica, nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, della cultura e dell’arte. Rappresentano un campione significativo del protagonismo femminile nella nostra provincia. Ci sono imprenditrici di successo, ma anche intellettuali, professioniste, una anziana suora e una netturbina.

Rosa D’Amelio ed Elisa Forte in momento del convegno promosso il 17 marzo scorso presso il Circolo della Stampa di Avellino, per presentare il libro di Elisa Forte “Irpine”

 

Questo può essere considerato un libro democratico, nel senso che propone come eccellenze figure esemplari di ogni ambito e settore. Nessuna deve sentirsi esclusa, perché il libro propone una rappresentanza dell’intera componente di genere. Leggendo il volume un dato si coglie con evidenza: le storie raccontate in questo libro dalle dirette protagoniste descrivono la condizione del territorio nel suo complesso al di là del punto di vista femminile. In sostanza, ci si accorge che la differenza di genere scompare nel nostro contesto di fronte alla responsabilità della funzione. Avvocatesse, imprenditrici, amministratrici locali o lavoratrici, ciò che testimoniano è uno spaccato della nostra provincia con i suoi problemi, la complessità della sua stratificazione sociale, le speranze e le incertezze di chi guarda al futuro dei propri figli con trepidazione. In questo senso, il libro di Elisa Forte rappresenta una inchiesta giornalistica sulla percezione che del territorio hanno, attraverso le donne, le famiglie.

Dalla trincea femminile scaturisce una visione ampia e dettagliata del nostro territorio,
un punto di vista non di parte, ma in grado di esprimere il sentimento dell’intera società locale nel suo complesso.

Da sinistra: Doriana Buonavita, segretario regionale della Cisl; Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio Regionale della Campania; Elisa Forte, giornalista e autrice del volume “Irpine”

Nella testimonianza che rendono queste donne questioni come le quota rosa o le disuguaglianze di genere cedono il posto alla forza del ruolo
che esse ricoprono in Irpinia e nella città di Avellino.

Il valore di questa ricerca consiste anche nell’aver fatto venire fuori attraverso le parole delle intervistate il livello di emancipazione culturale
che le donne delle zone interne dimostrano in un contesto non facile come quello del Mezzogiorno.

Leggendo le pagine di quest’opera, emergono molteplici realtà con le quali ogni giorno le donne si confrontano. Così come traspaiono le virtù autentiche delle irpine di ogni generazione, dalla forza di volontà e dallo spirito di sacrificio che da sempre caratterizzano l’impegno della donna meridionale nella casa, nel lavoro, nella società, alla fantasia e all’ingegno che ne connotano da sempre l’agire. Se oggi sono costrette a misurarsi con le nuove inquietudini, quelle incertezze generate dalle dinamiche sociali ed economiche globalizzate da cui anche il nostro territorio è condizionato, non perdono la loro luce più vivida. Si legge tra le righe l’evanescenza dei confini provinciali, di fronte ad un mondo divenuto prossimo anche alle latitudini più lontane.

Il manifesto della presentazione del libro a Lioni

Ma nel contempo, vengono fuori i valori importanti della nostra cultura, a cominciare dalla centralità assoluta che hanno l’istruzione e la formazione sul destino delle persone. Vale per gli uomini, ma è ancora più importante e decisivo per le donne, da sempre alla ricerca
degli strumenti per emancipare la propria condizione sulla scena storica moderna. Dopo averlo letto, molte madri insegnanti si sono sentite di consigliare la lettura di questo libro alle adolescenti in particolare, alle giovani donne in procinto di scegliere il percorso universitario, a chi non ha compiuto ancora 40 anni: meditando l’esempio offerto da tante protagoniste intervistate si può comprendere quanto l’impegno e la dedizione possano aiutare ad afferrare e determinare prendere il proprio destino.