Il 31 maggio scorso è stata presentata l’ultima fatica letteraria di Emanuela Sica “L’ultima luna. Racconti e monologhi” edito da Luca Pensa Editore. Un panel di scrittori irpini affermati sul panorama nazionale si è confrontato nei locali dell’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi, non solo sul contenuto della pubblicazione, ma anche su temi di stretta attualità che la scrittrice ha affrontato nelle pagine del suo libro.

I saluti sono stati affidati a Monsignor Tarcisio Gambalonga, vicario episcopale e direttore dell’ufficio Beni Culturali; e a Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, presidente dell’Ordine di San Giorgio. Fra i relatori sono intervenuti Emilia Bersabea Cirillo scrittrice irpina affermata non solo nei confini provinciali ma nel panorama della letteratura nazionale, autrice di decine di romanzi, in prima linea per la rassegna di incontri letterari “Angolazioni”; ma anche Ilde Rampino scrittrice, giornalista culturale, blogger, insegnante e poetessa; Giandonato Giordano saggista, anche lui impegnato in un tour per la presentazione della sua ultima fatica letteraria “Lettera a mio figlio sulla politica”. A seguire, Giovanni Savignano radiologo del Moscati di Avellino, è presente nella rosa dei vincitori del premio sublimitas 2018 per la sua recente pubblicazione de “Il caso penicillina” edito da “Il papavero”, un testo tradotto in in inglese che rappresenta un viaggio nella medicina e nel passato per rendere merito alla ricerca scientifica, e per affrontare le sfide del presente e del futuro. Ha concluso i lavori il professor Luigi Anzalone, che accantonate le cariche politiche e istituzionali, (di ex presidente della Provincia ed assessore regionale), è intervenuto in qualità di autore di scritti storico politici e filosofici, fra cui la sua più recente pubblicazione del dicembre 2017 “Storia di Lili Marleen. Una canzone d’amore contro la guerra cantata da uomini in guerra”. Gli interventi sono stati preceduti da alcuni passi del libro, selezionati e letti da Federico Barbieri scrittore, coautore del libro “Irpinia: la storia negata”, e speaker radiofonico di Radio Cosmo Taurasi per la quale cura una rubrica di carattere culturale “Leggere l’Irpinia, leggere d’Irpinia”.

Il parterre dei relatori alla presentazione del libro

Emanuela Sica è una firma già nota nel panorama letterario nazionale, in quanto nel 2017 ha vinto il premio internazionale letterario- sezione autori emergenti con la poesia “Una cicuta”, ma prima ancora ha pubblicato un racconto nella raccolta “Cairano: relazioni felicitanti”, “Anatomia di Anime”, “Assolo”, “Pietre vive”, “il giglio di grano”, “le strade della poesia”, “un angelo all’improvviso”, “uccelli di carta”. Non solo. Emanuela Sica fa l’avvocato di professione ed è impegnata in prima linea come responsabile dello Sportello Legale del Corpo internazionale di Soccorso Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ed è in ultimo reduce di un tour provinciale nelle scuole dove si è fatta portavoce di un progetto educativo di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne “Panchina rossa, amore tossico, educazione affettiva”. Da questa impalcatura nasce “L’ultima luna. Racconti e monologhi”, in cui l’autrice scandaglia i  grandi pilastri su cui si regge l’umanità, che sono la vita, l’amore e la morte, ma senza trascurare la mitologia, che si intrecciano fino a creare quella trama di relazioni e azioni che determinano il nostro tempo. Come un ingegnere incaricato di verificare l’agibilità e la tenuta della struttura, minata da catastrofi naturali e continui bombardamenti, così Emanuela Sica verifica la vivacità di quella lotta senza confini condotta da eros e thanatos, fra l’uomo e il mito, fra la ragione e il sentimento.

Proprio la dualità che lei stessa interpreta- una poetessa avvocato o un avvocato poetessa- le consente di aprire uno spazio di riflessione sulla liquefazione della società e delle relazioni interpersonali teorizzata da Baumann, e che oggi potrebbe essere individuata come origine delle storture comportamentali e linguistiche di cui soffre il nostro tempo. E’ stato lo stesso professor Anzalone, curatore dell’introduzione del libro, a dettare la metrica degli interventi e a fissare un punto dirimente di riflessione: “La scrittura a stampa era stata lo strumento di alfabetizzazione di massa, mentre oggi è l’immagine mediatica che è considerata tale”.

Con il suo lavoro infatti, Emanuela Sica racconta e tenta di interpretare il ‘non senso’ delle storture e delle sopraffazioni di cui è vittima la società con particolare riferimento alla violenza sulle donne, ma non si tratta di un racconto fine a se stesso, quanto di una ostinata e ferma volontà di offrire una spiegazione. Quella ‘spiegazione’ a cui aspira la scrittrice Michela Murgia nella rassegna stampa quotidiana, quando rileva non solo una assai tiepida presenza femminile nelle prime pagine dei giornali, ma anche che solo sporadicamente si concede spazio a donne che raccontano, e mai a qualcuna di loro che spiega i fenomeni.

Emanuela Sica ha proposto una spiegazione: ha descritto la catarsi dell’amore, dal punto di vista emozionale e scientifico, ma ha anche restituito al lettore la cifra esatta della tossicità odierna delle relazioni interpersonali.

L’ultima luna dunque è la narrazione del tempo corrente, dell’uomo assorbito da una realtà virtuale e immateriale, immobilizzato nella sua vita corrente che non è più capace di guardarsi intorno e ammirare la bellezza. Ma il titolo scelto dall’autrice corrisponde anche al testo di una canzone di Lucio Dalla, un artista dedito alle introspezioni umane, che rappresenta il messaggio di speranza che l’autrice stessa vuole consegnare. L’attesa della buona luna è una speranza affinchè l’umanità possa rigenerarsi e possa nascere un nuovo evo fondato sul gusto del bello e del giusto.

Le storie di uomini e donne (che nella trama rimandano anche a fatti di stratta attualità), così come dei miti che vengono raccontati, lasciano tracce che vengono assorbite dall’umanità. Spetta al lettore scegliere se L’ultima luna è quella della salvezza o quella della perdizione.

La locandina della presentazione