Gli stabilimenti della Industria Italiana Autobus restano al palo e il consiglio di fabbrica guidato dalla Rsa della Fiom Cgil Silvia Curcio riapre la vertenza. Gli operai in attività proclamano uno sciopero di otto ore, per unirsi alle maestranze in attesa di essere riassorbite e partire alla volta di Palazzo Santa Lucia. Il consiglio ha stabilito infatti che nella giornata di giovedì 7 giugno, ben tre pullman di lavoratori partiranno alla volta di Napoli per chiedere un incontro al Governatore De Luca. Poi sarà la carovana della protesta si dirigerà verso Roma, al Ministero per lo Sviluppo Economico.

Gli stabilimenti della ex Irisbus infatti attendono di sciogliere l’ennesimo nodo: rispettare il cronoprogramma del Piano Industriale licenziato da Stefano Del Rosso e dalla Bredamenarini per far decollare gli stabilimenti di Flumeri e Bologna. L’acquisizione degli stabilimenti da parte di Del Rosso da sola non basta, e l’imprenditore necessita di avviare ulteriori investimenti in strutture, macchinari e ammodernamento degli impianti per rendere finalmente produttivo il sito industriale. Ad oggi, nè Flumeri, nè Bologna hanno la possibilità di rispondere alle commesse, così la produzione è stata trasferita in Turchia.  “L’azienda ha vinto la gara, ma ha affidato la produzione alla Carsan, il colosso industriale turco, azionista al 5 per cento della IIA” spiega Silvia Curcio.

A dicembre scade la cassa integrazione delle maestranze, e in assenza di una risoluzione immediata, si teme la vanificazione di sette anni di sacrifici e battaglie. Stando alle previsioni annunciate dal piano industriale, dopo il reintegro degli operai del 2017- 110 in tutto- a maggio di quest’anno altri 40 attendevano l’assorbimento. “Invece di andare avanti c’è stata una regressione: 40 operai sono stati rimessi in cassa integrazione” continua la Rsa. “Se non ci saranno investimenti, il fallimento sarà certo”.

Dopo la mobilitazione a Napoli, dove le maestranze chiederanno al Governatore De Luca di sostenere il decollo dell’azienda campana, nell’ottica delle politiche di incentivo alla re-industrializzazione varate dal governo regionale, una delegazione tenterà di ottenere un incontro con il nuovo Ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che venerdì ha annunciato una tappa avellinese.

La delegazione è intenzionata a tendere una mano al neo Ministro, che durante la campagna elettorale proprio in occasione di una visita agli stabilimenti della Bredamenarini di Bologna aveva annunciato la fine del paradosso industriale italiano: “Non è immaginabile che le commesse per far decollare le aziende italiane ci sono, ma vengono rinviate agli stabilimenti turchi per la produzione. I gioielli di famiglia devono rientrare in Italia”.