Scuola in Campania, il Tar riapre elementari e medie: sospesa l’ordinanza regionale

Sospeso dal Tribunale Amministrativo il provvedimento firmato dal Presidente della Giunta regionale n. 1.2022 che disponeva il blocco della didattica in presenza dal 10 al 29 gennaio dalla scuola dell'infanzia alle medie di primo grado, alunni e studenti tornano in classe

La scuola in Campania riprende la sua attività in presenza anche alle elementari e alle medie, dove viene meno la sospensione decisa dalla Regione fino al 29 gennaio 2022 con l’Ordinanza numero 1.2022 “Disposizioni per il contenimento dell’ampia diffusione della variante Omicron sul territorio regionale”. Lo stop è durato solo lo spazio di un giorno. «La Presidente della 5° Sezione del Tar Campania ha disposto la sospensione dell’esecutività dell’Ordinanza regionale n.1 del 7 gennaio 2022, e ha fissato per la trattazione collegiale la Camera di Consiglio dell’8 febbraio 2022», si legge in una nota diffusa dall’Unità di crisi. le famiglie possono accompagnare i propri figli in classe.

IL TAR SOSPENDE L’ESECUTIVITA’ DELL’ORDINANZA. Il Tribunale Amministrativo è stato chiamato da alcuni genitori a valutare la legittimità del provvedimento. I giudici hanno accolto la richiesta di sospensione, non ritenendo sufficiente la tesi della Regione Campania, riassunta come segue.


Il Dossier AL TAR

«RISPETTATA LA LEGGE, INTERVENTO IN VIA ECCEZIONALE RESO NECESSARIO DAI DATI». L’ordinanza n.1 del 7 gennaio 2022 rispetta la legge, scrive la Regione, che difende il proprio provvedimento per 6 ragioni. Eccole così sintetizzate.

  • 1) Nessuna violazione del decreto legge n.111/2022, risultando provata una condizione di eccezionale e straordinaria necessità attestata, tra l’altro, da: Rt di ospedalizzazione pari a 1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri Covid in arco settimanale; esaurimento posti letto pediatrici Covid, nella regione con popolazione più giovane d’Italia; blocco già decretato delle attività sanitarie di elezione; previsione di certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure immediate.
  • 2) Le misure nazionali non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del CTS, che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli.
  • 3) Al contrario, l’ Ordinanza regionale è fondata su un’istruttoria tecnica che tiene conto: dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale; delle valutazioni dell’Unità di crisi regionale; della richiesta di presidi e Sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve.
  • 4) Le misure previste dal decreto governativo sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania, tenuto conto che: vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle ASL, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i Direttori generali delle AASSLL campane;
  • 5) In caso di sospensione dell’ordinanza vi sarebbe un danno irreparabile per la popolazione giovanile data la previsione del picco dei contagi per fine gennaio, in presenza di una bassissima percentuale di vaccinazione sotto i 12 anni;
  • 6) Le misure previste dall’ordinanza regionale sono equilibrate e proporzionate: tutte le scuole sono aperte; si prevedono solo tre settimane di didattica a distanza per medie inferiori ed elementari. Tre settimane di respiro per i Presidi, i Sindaci e le AASSLL che ne hanno fatto richiesta per ampliare la fascia dei vaccinati e scavallare il picco dei contagi.
Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta Regionale della Campania

DE LUCA: «IN CAMPANIA NON CI SONO LE CONDIZIONI PER LEZIONI IN PRESENZA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA, ELEMENTARI E MEDIE DI PRIMO GRADO». Il Governatore aveva preannunciato nella sua diretta Facebook del venerdì la sospensione delle attività in presenza in gran parte della scuola in Campania. Per il Presidente della Giunta regionale «non ci sono le condizioni minime per garantire la sicurezza degli alunni e degli studenti», ha spiegato venerdì scorso. De Luca ha sottolineato un dato per far comprendere la decisione di rinviare la ripresa della didattica in presenza in gran parte della scuola in Campania. Secondo quanto ha riferito, sono 19mila tra studenti e alunni (di età compresa fino a 19 anni) i positivi accertati, mentre solo il 10% dei bambini tra 5 e 11 anni hanno ricevuto la prima dose del vaccino. Per il Presidente De Luca il Governo avrebbe dovuto fare di più, accogliendo gli appelli venuti da insegnanti e presidi. In questo senso, ha puntato l’indice anche contro le forze politiche, da Fdi e Lega al resto della maggioranza che sostiene il Governo presieduto da Mario Draghi. Per De Luca in Italia «si è vanificato un vantaggio di tre mesi sull’epidemia».


Documentazione
Il Consiglio dei Ministri riunito dal Presidente Mario Draghi

RIPRISTINATE LE REGOLE STABILITE CON L’ULTIMO DECRETO. il Tar ha ripristinato il protocollo stabilito per decreto nei giorni scorsi. Eccone i contenuti. Nella scuola dell’infanzia con un caso di positività sospensione delle attività per una durata di dieci giorni. Nella scuola primaria (Scuola elementare) con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni. Nella scuola secondaria di I e II grado (Scuola media, liceo, istituti tecnici etc etc) fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe. Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per dieci giorni.


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