Terza dose vaccino Covid-19 dai 60 anni in su. Circolare del Ministero

Pubblicata una nuova circolare: saranno somministrate dosi addizionali di Pfizer o Moderna anche a persone di età inferiore ai 60 anni, con fragilità o patologie considerate a rischio

La terza dose del vaccino anti Covid-19 sarà somministrata dai 69 anni in su a tutti. Si allarga la platea della cosiddetta dose booster, già stabilita per gli ospiti e per il personale delle Rsa, quindi, in un momento immediatamente successivo, ai medici e sanitari più esposti al contagio. Lo stabilisce una nuova circolare del Ministero della Salute.

Vaccini anti Covid-19. La campagna informativa promossa dal Ministero della Salute

La terza dose di vaccino Covid-19 a tutti gli over 60 dovrà essere somministrata a distanza di almeno sei mesi dalla seconda. La circolare include tra i destinatario del provvedimento anche le persone di età inferiore ai 60anni «affetti da patologie o situazioni di compromissione immunologica». Si ritiene necessaria la terza dose anche per le persone che, a prescindere dall’età, possono veder aumentato il rischio di contrarre il Covid-19 in forme severe.

PER ORA NON SI PREVEDE UNA TERZA DOSE PER LA FASCIA 18-59 ANNI. La circolare ministeriale firmata dal direttore della Prevenzione, Gianni Rezza, accoglie il parere favorevole della Agenzia europea del farmaco, che ritiene utile estendere a tutti la terza dose, ma al momento solo parzialmente. I tempi della seconda dose per i giovani sono ancora recenti. La questione sarà valutata molto probabilmente entro la fine di novembre, valutando anche i dati dell’andamento epidemiologico. I criteri di somministrazione della dose aggiuntiva sono a questo punto vigenti. Saranno somministrate dosi addizionali di Pfizer o Moderna a persone di età pari o superiore ai 60 anni, a ospiti e personale delle Rsa, in primo luogo.

PERSONALE MEDICO SANITARIO: CHIAMATE IN CORSO. Quanto al personale sanitario, vengono convocati su base volontaria per la terza dose i sanitari – cioè esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario – che “svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali”, a partire dai 60 anni in su, oppure “con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di Covid-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione”. Per queste categorie sono rese disponibili dosi addizionali di vaccino a m-RNA (BioNTech/Pfizer e Moderna). La somministrazione di dosi addizionali e di dosi “booster” andranno alle categorie ritenute da Cts e Ministero maggiormente esposte o a maggior rischio di malattia grave da SARS-CoV-2/COVID-19. “La strategia di somministrazione di una dose ‘booster’ potrà includere anche i soggetti con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/pre-esistenti, previo parere delle agenzie regolatorie”, si legge nella circolare. “La strategia di offerta vaccinale a favore di ulteriori gruppi target o della popolazione generale verrà invece decisa sulla base dell’acquisizione di nuove evidenze scientifiche e dell’andamento epidemiologico”. Per tutte le altre categorie e fasce di età si valuteranno le condizioni in base all’andamento epidemiologico.


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