Cennamo ha presentato il Pd irpino. Nella foto, da sinistra. Maurizio Petracca, Antonella Meninno, Aldo Cennamo, Rosetta D'Amelio e Michelangelo Ciarcia

Il Pd irpino si unisce sul programma per proporsi come forza di rinnovamento e cambiamento nella provincia di Avellino. Il compito è stato affidato ai candidati inseriti nella lista per il consiglio regionale, che nel pomeriggio incontreranno il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e l’Assessore Regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola. È l’occasione per condividere, ciascuno secondo la propria sensibilità, indirizzi e impegni programmatici propri, contribuendo alla stesura di un progetto comune. Le idee di Rosetta D’Amelio, Valentina Meninno, Michelangelo Ciarcia e Maurizio Petracca si mescoleranno, si combineranno, amalgamandosi in una piattaforma condivisa, calata in un quadro realistico e praticabile con l’aiuto del Ministro e dell’Assessore Regionale. È la prima volta che accade da cinque anni, cioè dall’ultima volta di un Pd irpino unito in una competizione elettorale, alle regionali del 2015. I candidati di allora si erano presentati agli elettori con proprie proposte, ma coincidenti nella visione di fondo. Stasera all’Hotel de La Ville con il forum con Paola De Micheli e Fulvio Bonavitacola, moderato da Luca Cipriano, il Pd ripristina il metodo parlamentare, che da sempre ha sancito il dialogo, il confronto e la sintesi politica tra partito e rappresentanze iatituzionali in seno alle forze che lo hanno fondato nel 2007. Per quello che riguarderà i quattro candidati, questa prassi proseguirà anche dopo le elezioni, impegnando ciascuno per quella che sarà la funzione che andranno a ricoprire in consiglio regionale o nell’ambito di altre responsabilità che ognuno avrà. Con un tesseramento già svolto, il partito è già incamminato verso il ripristino dei poteri ordinari, quando il congresso dovrà stabilire la linea da tenere in provincia di Avellino.

PD IN IRPINIA OPPOSIZIONE AD AVELLINO E ALLA PROVINCIA. Il Partito Democratico in caso di vittoria della coalizione che sostiene Vincenzo De Luca sarà nella maggioranza del consiglio regionale campano, ma è e resterà all’opposizione nel capoluogo. Nel Comune di Avellino lo è dal 2018 (Amministrazioni Ciampi e Festa) e nell’Ente Provincia dal 2014 (Amministrazioni Gambacorta e Biancardi). In attesa dell’esito elettorale ad Ariano Irpino, non esprime il Sindaco nelle prime tre città irpine, guidando tra i centri maggiori Solofra con Michele Vignola. Dove è opposizione e nei Comuni dove guida dovrà svolgere il ruolo assegnato dall’elettorato, ma sul piano politico dovrà concorrere direttamente o con il confronto a promuovere un programma generale per l’Irpinia.

RIPRISTINARE L’ORDINE. Il progetto unitario messo in campo alle regionali con la lista guidata da Rosetta D’Amelio è stata valutata sull’asse Avellino-Napoli-Roma una scelta obbligata per fare chiarezza sulla catena di comando di un partito dove negli ultimi cinque anni i vari commissariamenti diretti o indiretti hanno sospeso il processo democratico. In questa stasi, l’estromissione nei fatti degli iscritti dalla vita democratica e dalla rappresentanza nel partito ha fatto prevalere il disordine e la confusione, con il risultato di gettare nell’indistinto lo stesso profilo programmatico e identitario, indebolendo ogni volta la proposta politica.

I DEMOCRATICI DI AVELLINO TORNANO A ROMA. Dalla Democrazia Cristiana a tutti gli altri grandi partiti italiani, prima e dopo gli anni Novanta, nessuno ha sviluppato una dialettica democratica interna senza le correnti, le sensibilità, le tesi. Non si può nemmeno celebrare un congresso senza un confronto su gruppi dirigenti e idee concorrenti per determinare la linea politica. Nel Pd irpino la dialettica interna è mancata per diversi anni, a causa della sospensione democratica. Il percorso di ritorno ai poteri ordinari, al primato del congresso, ristabilirà questo equilibrio a garanzia anche di chi oggi si ritrova sull’Aventino. Ad Avellino le componenti locali del Partito Democratico dovranno collocarsi all’interno dello scacchiere nazionale, concorrendo pienamente alle logiche democratiche non solo in occasione delle primarie ma tutti i giorni. Gli stessi candidati alle regionali oggi, del resto, esprimono già precise collocazioni in questo senso. Il Pd irpino si unisce sul programma che intende proporre agli elettori unitario.


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