Irpiniambiente dalla Provincia di Avellino all’Ato Rifiuti, opzione sul tappeto

DOPO PRATOLA SERRA ANCHE CALABRITTO E AVELLA HANNO SALUTATO LA SPA PUBBLICA. E' atteso per la prossima settimana il CdA dell'Ente d'Ambito a Collina Liguorini, che dovrà stabilire la data dell'assemblea dei sindaci. Intanto il bando di gara per la cessione del 49% di Asidep (depurazione industriale) slitta al 14 luglio

Ato Rifiuti. La sede dell'ente d'ambito di Avellino nel complesso della Regione Campania sulla Collina dei Liguorini

Irpiniambiente dalla Provincia di Avellino all’Ato Rifiuti. L’opzione è sul tappeto nel momento in cui la società oggi interamente partecipata dall’ente di Palazzo Caracciolo vede sfilarsi i suoi committenti, i Comuni. Dopo Pratola Serra e Calabritto, Irpiniambiente perde anche il Comune di Avella guidato dal Sindaco che come presidente della Provincia rappresenta l’azionista, Domenico Biancardi. Il Consiglio di Stato si è pronunciato per la terza volta in favore dei Comuni, ribadendo che il riordino stabilito dalla legge regionale n.14 del 26 maggio 2016 azzera il precedente assetto disegnato nel 2009: sull’affidamento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti devono decidere i Comuni.

La sede della Provincia di Avellino, ente che partecipa al 100 per cento il capitale di Irpiniambiente spa

IRPINIAMBIENTE DALLA PROVINCIA DI AVELLINO ALL’ATO RIFIUTI, DECIDERANNO I SINDACI. Sarà l’Ato Rifiuti dunque a doversi pronunciare sulla individuazione del soggetto gestore, che dovrà farsi carico delle volontà espresse dagli amministratori della provincia di Avellino ma anche impedire la dispersione del know how maturato da Irpiniambiente attraverso le centinaia di posti di lavoro impegnate nel servizio. Si attende la convocazione dell’assemblea da parte del presidente dell’ente Valentino Tropeano, che avrà il compito di illustrare la proposta di piano industriale elaborata dai tecnici ma anche l’esito dei lavori della commissione di esperti creata ad hoc per la scelta del sito del secondo biodigestore della provincia di Avellino. Il punto vero è l’affidamento della gestione del servizio su base provinciale. Stando alle indiscrezioni, l’ipotesi più accreditata prevede il trasferimento della società Irpiniambiente all’Ato, cioè ai Comuni, per consentire l’affidamento diretto alla spa del ciclo integrato ambientale. Si tratta di un’opzione tutta da verificare, sia sotto il profilo della praticabilità procedurale, sia della disponibilità dei Comuni.

IL PERCORSO PER L’AFFIDAMENTO DEL CICLO INTEGRATO AMBIENTALE. Certo, si attende la stesura di nuove regole da parte dell’Ato Rifiuti, che dovrà riscrivere criteri e costi, per efficientare il servizio e rispettare i criteri stabiliti dalla legge. Prima di proporre l’assorbimento della società partecipata al 100% della Provincia, il consiglio d’amministrazione di Collina Liguorini dovrà vagliare lo stato di salute di Irpiniambiente, analizzare i libri contabili e verificare la compatibilità di trasferimento del volume di crediti e debiti accumulati dalla società: circa 40 milioni di euro di crediti dai Comuni e quasi la metà di debiti verso i fornitori. Saranno dunque i sindaci a pronunciarsi sulla volontà di andare a gara, affidare il servizio alla società esistente o indicare altra strada- come pure aveva richiesto qualche amministratore locale in occasione degli incontri itineranti dell’Ato.

AUMENTANO I COMUNI FUORI DA IRPINIAMBIENTE. Oltre al Comune di Calabritto, Pratola Serra e Avella, che hanno già scelto nuovi gestori, è utile ricordare che anche i Comuni di Senerchia e Caposele (rientranti nell’Ato di Salerno) potrebbero chiamarsi fuori nel breve termine da Irpiniambiente.

Il Presidente dell’Asi di Avellino, Vincenzo Sirignano

DEPURAZIONE INDUSTRIALE, IRPINIAMBIENTE RESTA IN CORSA PER I SINDACATI. Mentre si apre la valutazione sul trasferimento di Irpiniambiente all’Ato Rifiuti di Avellino, resta in piedi per i sindacati la trattativa fra Asi e Provincia di Avellino per l’ingresso nell’Asidep di Irpiniambiente, con l’intento di creare un polo unico a carattere pubblico del ciclo integrato dei rifiuti. Il bando di gara pubblicato dall’Asi per la cessione del 49% di Asidep è slittato al 14 luglio, così come l’adunanza dei creditori presso il tribunale di Avellino è stata rinviata al 23 settembre, a causa dei ritardi accumulati per l’emergenza sanitaria. Gli incontri fra i vertici della Provincia e dell’Asi di Avellino sono andati avanti: sfumata l’urgenza di individuare una soluzione nel breve termine per rispettare le scadenze previste dal bando, gli addetti ai lavori prendono tempo. La settimana scorsa il presidente Vincenzo Sirignano e il suo vice Peppino Di Iorio hanno incontrato il presidente della Provincia Domenico Biancardi e il direttore generale di Irpiniambiente Armando Masucci, presente l’amministratore unico Matteo Sperandeo. L’ente intermedio di Palazzo Caracciolo non ha nessuna intenzione di partecipare al bando, nè il Consorzio Asi è disposto revocarlo. Acclarata la mancanza del requisito della “comprovata esperienza nel campo della depurazione” da parte di Irpiniambiente, non si esclude che la Provincia possa vagliare di acquisire il 49% delle quote dell’Asidep e di trasferirle ad una sua controllata. Lunedì prossimo intanto, le sigle sindacali hanno chiesto un incontro con i vertici dell’Asi per fare il punto sulla trattativa in corso per l’Asidep.


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