A Teora l’ostello dei medici impegnati nell’emergenza

Il sindaco offre una sistemazione temporanea a chi lavora nelle corse ospedaliere per garantire l'incolumità dei familiari e ridurre al minimo i rischi di contagio. "Temo che sia necessario considerare le drammatiche conseguenze psicologiche ed economiche di questa esperienza drammatica"

A Teora l'ostello dei medici impegnati nell'emergenza. Nella foto Fimceo: un medico in prima linea nell'emergenza coronavirus

A Teora l’ostello dei medici impegnati nell’emergenza. L’iniziativa del Comune è stata promossa dal Sindaco, Stefano Farina per ospitare medici e operatori sanitari che vogliono tutelare le famiglie, rimanendo a distanza di sicurezza dopo una giornata di visite ai pazienti spesso contagiati dal Covid-19. Da oggi un operatore sanitario residente a Teora occuperà una stanza dell’ostello comunale, per tutelare la sua famiglia e gli affetti più cari da ogni rischio. La grave esposizione a cui sono costretti medici e operatori nelle corsie d’ospedale ha alterato anche gli equilibri familiari, dove si tende a mantenere le distanze e si convive con il timore di un contagio. Per venire incontro alle esigenze di quelli che il sindaco Stefano Farina ha definito “angeli di corsie che una volta usciti dall’ambiente ospedaliero si trasformano in demoni in casa, ipotetici portatori sani del Coronavirus”, il Comune ha aperto le porte dell’ostello e garantisce ospitalità gratuita a quanti vorranno usufruire degli spazi, per chi in questo momento sono esposti al contagio e non vogliono mettere in pericolo i familiari e l’ambiente protetto della casa.

Il Sindaco di Teora, Stefano Farina

La struttura messa a disposizione dal Comune ha una capienza di 40 posti letto suddivisi in 8 stanze. Inizialmente si era immaginato di ospitare in questa struttura le persone sottoposte alla quarantena domiciliare lontano dall’abitazione per non contagiare altri componenti della famiglia. “Una ipotesi non del tutto abbandonata se dovesse servire” conferma il sindaco, “ma al momento abbiamo ritenuto opportuno garantire un ambiente protetto a chi in queste settimane aveva scelto di isolarsi in spazi precari all’interno della casa”.

Lavoro

L’IMPATTO SOCIALE DOPO L’EMERGENZA SANITARIA. Altra questione sollevata da Farina, nella sua qualità di presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia di Lioni, è la necessità di monitorare le reazioni psicologiche delle persone all’emergenza sanitaria e di vagliare la condizione di chi non ha un contratto di lavoro e non avrà accesso alla cassa integrazione. “Temo che ci ritroveremo a breve, a chiudere l’emergenza del Coronavirus e ad aprire quella economica e sociale. Sono molto preoccupato per le conseguenze psicologiche che questo dramma comporterà nella vita delle persone e su quanto inciderà nelle debolezze e nelle fragilità dei cittadini coinvolti”.

A Teora l’ostello dei medici impegnati nell’emergenza

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