Rianimazione al Criscuoli, Frieri: sì, ma serve personale

Il direttore sanitario del nosocomio altirpino replica alla richiesta avanzata dagli amministratori dell'area pilota: "Non possiamo attivare la cardiologia perchè manca l'organico, ma la crisi era stata preannunciata da tempo: Il problema è di programmazione"

Angelo Frieri, direttore sanitario dellospedale Criscuoli

Dal punto di vista strutturale la rianimazione al Criscuoli si può fare. Il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Sant’Angelo dei Lombardi Angelo Frieri replica alla richiesta avanzata dai sindaci del progetto pilota dell’Alta Irpinia. Una richiesta che peraltro coincide con quanto già previsto dal Piano Ospedaliero regionale, e che stenta a tradursi in servizio concreto a causa principalmente della mancanza di organico. Il direttore Frieri infatti, conferma la piena disponibilità della struttura all’allestimento di una nuova Unità Operativa al piano terra, ma argomenta sulla necessità di adottare giusti provvedimenti per rendere attrattivo l’esercizio della professione medica nei piccoli ospedali periferici. “Invece di quattro anestesisti potremmo costruire un buon reparto con tre professionisti, da collocare a piano terra nella zona antistante la sala operatoria, ma a due condizioni: la prima è la dotazione organica, ovvero il personale anestesista di cui siamo carenti, per garantire sale operatorie, pronto soccorso e altri servizi collegati, oltre alla dotazione del personale infermieristico; in secondo luogo è necessario spostare il 118 che in questo momento occupa quei locali” spiega.

Il presidio ospedaliero “Criscuoli” a Sant’Angelo dei Lombardi

Per attivare la Rianimazione al Criscuoli occorre reperire personale. “Bisogna sapere che c’è grande difficoltà a reperire gli anestesisti. L’Asl ha già bandito il concorso, e nel mese di febbraio sarà pubblicato. Pur avendo previsto il Piano Ospedaliero 4 posti di terapia intensiva, è necessaria la volontà da parte della Regione l’appostamento per i finanziamenti, e un impegno da parte di tutti per reperire il personale” continua il direttore sanitario. A questo appello dovranno rispondere però anche i medici, che sono sempre più lontani dalle strutture periferiche e disertano i bandi delle piccole Aziende Sanitarie, aprendo un autentico divario fra gli ospedali periferici e i grandi centri. “Molti bandi vanno deserti: c’è una carenza dovuta al blocco degli ingressi in medicina e all’imbuto che si crea per le specializzazioni, e quei pochi che si formano preferiscono andare presso le strutture più importanti, lasciando scoperte quelle periferiche. La questione però viene da lontano: era stato annunciato con largo anticipo che dal 2018 al 2021 sarebbero andati in pensione molti medici, e che ci sarebbe stata questa crisi. Il problema è di programmazione” tuona.

Ingresso del presidio ospedaliero Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi

“La terapia intensiva è importante per la chirurgia e la Fondazione Don Gnocchi e per il territorio complessivamente”. Sarà dunque la politica ad essere chiamata in causa a fare la sua parte e individuare la migliore soluzione possibile per colmare le gravi lacune di personale medico. Le fasce tricolori protagonisti dell’area pilota infatti, si rivolgono tanto alla direzione sanitaria, quanto alla manager dell’Azienda sanitaria Maria Morgante, che al Governatore De Luca. “Il progetto pilota non lo terrei molto in considerazione” ribatte Frieri- “Perchè abbiamo grosse difficoltà nell’aprire la cardiologia, e non per carenze dell’Asl che ha messo in campo tutte le risorse economiche necessarie per fare i lavori, ma per le carenze di specialisti cardiologi. Inoltre, mancano i finanziamenti regionali: se la Regione vuole che qui si faccia la terapia intensiva, è necessario che vengano stanziate le risorse per allestire il reparto. Tutto si può fare, ma tutto dipende dalle volontà di mettere in campo determinate azioni e politiche”.

Presidio Ospedaliero G. Criscuoli – Sant’Angelo dei Lombardi. Il parcheggio e l’elisuperficie per il soccorso

Alla luce delle criticità registrate dagli addetti ai lavori, si auspica una riforma del Sistema Sanitario Nazionale, che parta soprattutto dagli attori. “I medici essendo pochi hanno possibilità di scegliere: quando la mia generazione ha iniziato a lavorare gli ospedali erano ambiti: erano scuole e si faceva una medicina diversa; ora il lavoro negli ospedali comporta sacrifici, con turni anche nei giorni festivi. Per non parlare delle condizioni attuali, in cui i medici sono costretti a turni stressanti dovuti alle carenze, che impongono delle valutazioni economiche e un paragone con le strutture private e accreditate, o con propri ambulatori stando a casa. Ci vuole una riforma del sistema sanitario e una una programmazione complessiva” suggerisce Frieri. In attesa di un pronunciamento sulla cardiologia e sull’attivazione- come da piano ospedaliero- della rianimazione per supportare le attività della Chirurgia e della Fondazione Don Gnocchi, Frieri annuncia il completamento dei lavori del Centro per l’Autismo. “I locali sono pronti, e le ditte che si occuperanno della gestione- dalle pulizie a tutte le altre attività predisposte- sono allertate. I lavori sono terminati ma manca ancora qualche dettaglio per inaugurare una struttura di eccellenza” anticipa il direttore. Resta dunque il completamento della riqualificazione esterna della struttura, sia per l’adeguamento delle misure dell’antincendio, che per l’adeguamento dei parcheggi in vista dell’incremento di utenza. L’Asl sarà infatti chiamata a concertare un adeguamento delle aree esterne per consentire a mezzi e auto di raggiungere facilmente la struttura, ma anche a concordare con il Comune di Sant’Angelo la predisposizione di una seconda area di parcheggio, individuata ipoteticamente nell’area degli ex prefabbricati Los Angeles.


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