Contratto di Fiume Ofanto, l’assemblea di Bacino in Regione Campania

Ieri mattina l'incontro a Casa Loreto a Sant'Angelo dei Lombardi per prendere atto delle disposizioni regionali licenziate dalle linee programmatiche. I sindaci di Calitri e Lioni a Napoli per discutere con i funzionari sull'adeguamento della progettazione esistente alla legge campana

Contratto di Fiume Ofanto, l’assemblea di Bacino in Regione Campania. Prendere atto del dispositivo della legge regionale 2019 sui Contratti di Fiume, in base alla quale è possibile appostare delle risorse finanziarie, e impedire la dispersione del lavoro già prodotto in questi anni dalla struttura tecnica del Gal Cilsi di concerto con 15 comuni è l’obiettivo sancito dall’assemblea di bacino dell’Alto Ofanto. L’incontro convocato ieri mattina presso la sede del Gal Cilsi, Casa Loreto a Sant’Angelo dei Lombardi, ha aperto una politica di ‘mediazione’ fra il Comune di Lioni, che ha ufficializzato la sua posizione di Comune “capofila di comuni contigui” sulla progettazione; e il Gal sostenuto fra gli altri dai comuni di Calitri e Sant’Angelo dei Lombardi, determinati a difendere il lavoro di progettazione avviato da almeno un decennio, e validato dal Ministero dell’Ambiente come “caso studio” all’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume. Per superare l’imbarazzo tecnico politico in cui l’assemblea di Bacino si trova ad operare, è stato deciso di comune accordo di promuovere un incontro a Napoli presso gli uffici regionali, per salvare la progettazione esistente e il lavoro di questi anni, plasmarla e trasferirla sui canali della progettazione regionale e ottenere i finanziamenti necessari per partire. L’assemblea ha convenuto affidare al sindaco di Lioni Yuri Gioino e al sindaco di Calitri Michele Di Maio, il compito di risolvere la questione e trovare la quadra.

Se fino ad oggi la struttura tecnica del Gal ha lavorato come centro di coordinamento per aggregare comuni e portatori di interesse, la legge regionale licenziata il 9 luglio scorso che stabilisce le linee guida per i contratti di fiume, intende individuare un interlocutore per aggregare i comuni nella rosa dei comuni stessi. Agli amministratori dunque, non resta che prendere atto della novità burocratica, lavorare per plasmare il lavoro prodotto preservando la struttura tecnica e, adeguarlo alle linee guida della Regione Campania. Allo stato dei fatti, resta in piedi il deliberato di giunta approvato dall’esecutivo Gioino. Il confronto di ieri mattina intanto, ha fornito l’occasione al sindaco di Lioni di chiarire la sua posizione: il Comune non rivendica il ruolo di capofila, ma sostiene di avere adottato il deliberato per consentire l’avviamento della procedura in Regione e quindi l’accantonamento di risorse. Si procede dunque alla costruzione di una linea distensiva e collaborativa, tesa al dialogo.

Nello scacchiere geo-politico altirpino, avanza invece il ruolo di Capofila sulla progettazione integrata a valere sul Contratto di Fiume Ofanto il Comune di Torella dei Lombardi, che non ha mai fatto mistero della candidatura all’interno dell’assemblea, evidenziando “condizioni oggettive” a rappresentare il coordinamento. “E’ necessario coinvolgere il più possibile tutti i comuni che affacciano sull’Ofanto, e chi sarà fuori compirà una scelta ben precisa, che nulla avrà a che fare con l’esclusione” ha commentato Amado Delli Gatti fuori dal coro dell’assemblea riunita a Sant’Angelo. “La legge regionale è stata presentata non casualmente a Torella: noi abbiamo le sorgenti e insieme a Margherita di Savoia siamo l’unico comune che potrebbe avanzare il ruolo di capofila. Ad ogni modo, sappiamo bene che il Comune di Lioni ha licenziato la delibera soltanto per creare la richiesta di appostamento delle risorse in Regione. Resto fermamente convinto del fatto che l’assemblea di bacino rappresenti una grande occasione per noi sindaci di fare squadra e di portare a casa un risultato per le nostre comunità” conclude.


LEGGI ANCHE:

Contratto di Fiume Ofanto 2019, Lioni capofila lancia la sfida

Il Contratto di Fiume Ofanto “caso di studio nazionale”

ARTICOLI CORRELATI