Il Questore Luigi Botte saluta Avellino: cultura antidoto del crimine

Il monito nel giorno del suo commiato alla città nel corso di una partecipata cerimonia istituzionale in Questura nella sala Manganelli. Il nuovo incarico al Viminale dopo tre anni in Irpinia

Il Questore Luigi Botte ha salutato Avellino con una sobria ma partecipata cerimonia di saluto in saluto in Questura, nella Sala Manganelli. A stringergli la mano c’erano i vertici delle forze di polizia, il nuovo Prefetto Paola Spena, le istituzioni civili e militari, ma soprattutto gli uomini e le donne della Polizia di Stato. Un cordiale saluto dal Sindaco di Avellino Gianluca Festa, dai Comandanti provinciali dei Carabinieri Massimo Cagnazzo e della Guardia di Finanza Gennaro Ottaiano, dal comandante della Polizia Municipale di Avellino, Michele Arvonio, tra gli altri. Con il consueto garbo Luigi Botte ha voluto ringraziare la città di Avellino e l’intera provincia per la collaborazione di questi anni.

L’omaggio degli agenti della Polizia di Stato della Questura di Avellino a Luigi Botte

Il Questore ha rimarcato nel suo breve discorso di commiato la necessità di dare continuità alla massima collaborazione tra le istituzioni nella lotta e nel contrasto alla criminalità organizzata, anche alla luce dei risultati conseguiti dall’Arma dei Carabinieri e dalla Magistratura nel corso dell’anno che sta per concludersi. Appassionato delle buone letture, non ha trascurato di sottolineare il peso che la cultura ha nella prevenzione e, perfino, nel contrasto, alla devianza, soprattutto giovanile. Luigi Botte ha rivendicato il merito di una azione repressiva all’occorrenza, ma ha sottolineato la necessità di prevenire la corruzione e la delinquenza proprio puntando su una elevazione dei livelli di cultura, di istruzione, di sensibilizzazione. In vista dell’arrivo del suo successore, lunedì prossimo, Luigi Botte ha rivolto un augurio di buon lavoro a Maurizio Terrazzi, apprezzandone i meriti professionali.

Luigi Botte, Questore ad Avellino dal 2016 al 2019, prima del nuovo incarico che lo attende presso il Ministero dell’Interno

IN PRIMA LINEA NELLA SQUADRA MOBILE A NAPOLI E CASERTA DURANTE GLI ANNI PIÙ CRUENTI DELLA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. Ad Avellino era arrivato da Crotone nel luglio del 2016. Amante della lettura, del teatro e della recitazione, ha scritto anche diversi libri. Dopo la laurea in Giurisprudenza, la scelta di entrare in Polizia, poi l’approdo nella questura di Napoli, al reparto Mobile di Secondigliano, poi alla squadra mobile di Napoli. Originario di San Lorenzello (in provincia di Benevento), successivamente Luigi Botte diiventa dirigente della “dinamica” sezione Falchi e della sezione criminalità organizzata, proprio negli anni in cui si stanno consumando gli ultimi fuochi della guerra di camorra tra la Nco di Cutolo e la Nuova Famiglia di Alfieri. A Caserta per 9 anni dirige la Squadra Mobile durante la fase più cruenta della guerra di camorra che vede protagonista il clan dei Casalesi. Sono gli anni in cui matura l’omicidio di don Peppe Diana, nella zona dell’Agro Aversano. Sono gli anni dell’operazione Spartacus che porta all’arresto di numerosi e pericolosi latitanti. Botte con la Mobile di Caserta partecipa in particolare alla cattura di Domenico Bidognetti, di Francesco Schiavone junior e di Walter Schiavone. Poi per un breve periodo viene trasferito a Roma e in altre città, prima di tornare a Caserta con il ruolo di vice questore vicario. Quindi, ecco la promozione a questore e la nomina alla guida della polizia di Crotone nel 2013. Tre anni dopo il ritorno in Campania, ad Avellino, da dove in questo fine settimana si congeda dalla città, per un nuovo incarico presso il Ministero dell’Interno.


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