Il Governo Conte ha revocato il commissariamento della Sanità in Campania. De Luca: risultato storico

Il Governo ha revocato il commissariamento della Sanità in Campania. Il Governatore Vincenzo De Luca ha affidato ad una nota il suo commento alla notizia: “Questo è un risultato storico”. Il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi alle 20,30 per una sessione che si è conclusa alle 22,30, “ha deliberato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, l’approvazione del Piano triennale 2019-2021 di sviluppo e riqualificazione del Servizio sanitario regionale della Campania, ai fini dell’uscita dal commissariamento, incaricando i Tavoli di monitoraggio di verificare il recepimento, da parte della Regione, di quanto contenuto nel Piano”. Dopo 12 anni consecutivi la Regione Campania fuoriesce dal Piano di Rientro, recuperando dopo dieci i poteri ordinari uscendo dal commissariamento. Antonio Bassolino, Stefano Caldoro, Joseph Polimeni e Vincenzo De Luca sono stati i commissari in questi lunghi anni di risanamento forzato dei conti.

La conferenza stampa del Governatore Vincenzo De Luca sui risultati della Sanità in Campania (repertorio)

“Il Consiglio dei Ministri ha decretato la fine del regime speciale introdotto dal commissariamento della Sanità in Campania”. Dopo dieci anni è un risultato storico, che apre una nuova stagione per la Sanità campana”, ha fatto sapere il Governatore Vincenzo De Luca, con una nota diffusa pochi minuti dopo la conclusione del Consiglio dei ministri. “Ringrazio il Governo, il Presidente del Consiglio, i ministri dell’Economia e della Salute. E ringrazio vivamente le centinaia e centinaia di dirigenti, medici, dipendenti che con il loro impegno hanno consentito di raggiungere questo risultato straordinario”, ha aggiunto il governatore, che dal primo gennaio sarà il primo Presidente in Campania dopo un decennio a poter portare in Consiglio Regionale il bilancio della Sanità. “Faremo nei prossimi giorni un’assemblea per ringraziare tutti, e per rilanciare nuovi obiettivi di avanzamento nell’organizzazione sanitaria”. La deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri è arrivata nello stesso giorno in cui la Corte Costituzionale ha bocciato incompatibilità tra funzioni di commissario e di presidente regionale, introdotte dalla norma voluta lo scorso anno dall’allora Ministro Giulia Grillo. Di seguito ciò che il Piano approvato dal Governo stabilisce per la Campania nel triennio 2019-21. Lo stop al commissariamento della Sanità in Campania ora rende possibile programmare un modello nuovo e avanzato di assistenza, di ricerca, di servizi.

Il Governatore Vincenzo De Luca, Commissario per il Piano di Rientro della Sanità in Campania e, a sinistra, il consigliere delegato Enrico Coscioni

IL PIANO TRIENNALE | Scarica il documento in formato pdf

Di seguito l’obiettivo del Piano Triennale 2019-2021 di Sviluppo e Riqualificazione del Servizio Sanitario Campania ex art.2, comma 88, della Legge 23 dicembre 2009, n.191: «Il paziente al centro del SSR». Ecco il testo.

Approvato il Piano 2019-21, così la Sanità in Campania torna normale
Il nuovo paradigma intorno al quale ruota l’intero Piano 2019-2021 è costituito dal “Paziente al Centro del Sistema”, paziente/cittadino che diventa il fattore chiave per migliorare l’intero sistema sanitario regionale. L’assistenza centrata sul paziente significa rispetto e attenzione ai suoi bisogni, ai suoi valori a garanzia delle decisioni cliniche prese in suo favore. Solo seguendo questo modello e programmando il sistema intorno al paziente, la Regione Campania consoliderà percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione che rispettino l’interesse di salute del paziente, capaci di esprimersi nel tempo come miglioramento di outcome in termini di qualità di vita, sopravvivenza, accompagnandosi per l’amministrazione ad una appropriatezza di spesa ed un costante equilibrio finanziario. Questo presupposto richiede un complessivo riorientamento di condizioni organizzative, dotazioni tecnologiche e logistiche, azioni di monitoraggio e valutazione che saranno coerenti ed efficaci, pur nei diversi setting e nelle multiformi complessità, solo se avranno tutte, al centro, il paziente. “Il paziente al centro” non è una scelta di maniera o solo una proclamazione di intenti ma costituisce il presupposto per un impianto di sistema strutturato e ridisegnato con coerenza e corrispondenza, e deve essere riproposto in tutte le determinazioni e gli atti che la Regione Campania assumerà d’ora in poi, a partire dall’individuazione dei propri obiettivi, a cascata calati sulle Dirigenze aziendali chiamate alla operatività. Il cambio di paradigma appare tuttavia una necessità di sistema, anche a livello nazionale, necessario per affrontare le sfide che si profilano per l’intero SSN, derivate dalle transizioni in corso. E’ sempre più evidente infatti che anche nel Sistema Sanitario Nazionale c’è un mutamento di prospettiva: da una focalizzazione di programmazione basata sulle strutture fisiche (ospedali, ambulatori, etc.) si procede da più parti verso modelli basati su percorsi, continuità dell’assistenza, orientati a gruppi di patologie.
Edilizia sanitaria in Campania, sbloccato un miliardo dalla Regione. De Luca: svolta dopo 18 anni

Di fronte al fenomeno ormai pluriennale delle risorse finanziarie stanziate per il Welfare, che vedono quelle dedicate al SSN in lento ma costante decremento (sono scivolate dal 24% della spesa totale nel 2010 al 21,9% nel 2016, mentre la spesa assistenziale passa dall’8% del 2010 al 10% del 2016), la forte spinta della spesa per long-term care (LTC), che comprende tutte le forme di cura della persona e di assistenza sanitaria e gli interventi di cura domestica associati di natura continuativa, richiede necessariamente interventi di natura riorganizzativa. In questo quadro di contingentamento delle risorse disponibili, emergono crescenti criticità nell’accesso ai servizi di fronte alle transizioni in corso nel panorama sanitario campano che hanno generato un disequilibrio di sistema: La transizione demografica con un quadro epidemiologico in cambiamento per la crescita costante dell’età media degli italiani e dei campani, con un progressivo incremento delle cronicità anche per patologie prima circoscritte all’ambito delle acuzie (come ad esempio alcune malattie infettive o quelle oncologiche), non accompagnato ad un miglioramento della qualità di vita; La transizione tecnologica con l’immissione continua sul mercato di farmaci, tecnologie e dispositivi diagnostici e terapeutici sempre più costosi, seppure efficaci, che necessitano di stringenti procedure di HTA per la valorizzazione dell’impatto di efficacia e della concomitante sostenibilità del sistema; La transizione informatica, anello indispensabile di congiunzione dei sistemi nel SSR, ancora in perfezionamento e in valorizzazione per il necessario utilizzo quotidiano nei processi di programmazione e di management e per un accesso fruibile del cittadino.

Il Governatore all’Ospedale del Mare di Napoli

La reingegnerizzazione del SSR deve dunque tener conto delle tipologie di pazienti che richiederanno servizi e prestazioni nel prossimo futuro e delle mutazioni delle infrastrutture di sistema che contestualmente dovranno sorreggerne lo sviluppo. È con questa premessa che va letto e interpretato il presente Piano, nel quale ogni cittadino troverà la propria collocazione nel SSR e la risposta ai propri bisogni, ricostruita in processi di cura predefiniti, rispondenti alle più moderne evidenze scientifiche, arricchiti di multidisciplinarietà e multidimensionalità tali da rendere efficiente ma praticabile il sistema. In tale sistema le reti professionali, cliniche, assistenziali, diagnostiche e terapeutiche sono la base su cui progredire e risanare, per voltare pagina e riprendersi una capacità di programmare il proprio futuro, nella certezza di poter esercitare le scelte a cui un governo regionale è chiamato per propria natura e per mandato conferito dal popolo stesso. E per la tipologia della popolazione a cui rispondere, si privilegia la difesa del principio universalistico di questo SSR, coniugato alla progressione nella innovazione per contrastare viaggi della speranza (o peggio il fenomeno della mobilità passiva) e alla capacità di gestire l’inesorabile invecchiamento che appesantisce il welfare e le famiglie. “Il paziente al centro” diventa una modalità di pensiero, diventa la via d’uscita ai problemi ed ai quesiti quotidiani, diventa mood aggregatore universale. Le classificazioni che seguono sono state prescelte proprio in considerazione delle diverse tipologie di pazienti che affollano le nostre strutture e che vengono accolte in quanto orientate dal problema e non dal luogo di esercizio sanitario. Aggregazioni di problematicità permettono una ricostruzione di attività per complessità e intensità di cure, più che per monospecialità, dal momento che siamo convinti che la medicina non è un’arte solitaria ma da professare in team.


LEGGI ANCHE:

Sanità della Campania fuori dal commissariamento. Sì dai ministeri

Sanità, bocciata dalla Consulta l’incompatibilità tra commissario e governatore

 

ARTICOLI CORRELATI