«Mercurio oltre i limiti nel Fiume Sabato», Provincia di Avellino: indagare sulle cause in Irpinia e Sannio

L'ENTE DI PALAZZO CARACCIOLO SOLLECITA UN TAVOLO ISTITUZIONALE PRESSO LA PREFETTURA DI AVELLINO E CHIEDE VERIFICHE ANCHE NEL SANNIO. Trasmessi ai Comuni, all'Asi e alle Autorità dj Benevento i dati relativi al campionamento idrico effettuato dell'Arpac. Si dispongono verifiche per accertare anche ulteriori contaminanti soprattutto nella zona di Pianodardine. Si invitano i Sindaci a emettere proprie ordinanze

Fiumi e corpi idrici rappresentano la maggiore ricchezza naturale della provincia di Avellino. Nella foto un tratto del Fiume Sabato

Mercurio oltre i limiti nelle acque del Fiume Sabato impone lo stop dell’utilizzo a qualsiasi titolo da Atripalda fino a Chianche, cioè fino al confine con il Sannio. Lo ha stabilito la Provincia di Avellino, che ha trasmesso una nota informativa, circa gli “Esiti delle attività di campionamento delle acque del fiume Sabato, effettuate dal
Dipartimento ARPAC di Avellino, relative alla presenza di mercurio, superiore alla
concentrazione massima ammissibile, riscontrata nelle acque del campione prelevato nel  Comune di Praia P.U.”.

Si invitano i Sindaci a vietare l’utilizzo per qualunque scopo, anche a fini zootecnici e irrigui, delle acque del Fiume Sabato. Il provvedimento riguarda i Comuni di: Prata, Pratola Serra, Tufo, Altavilla Irpina, Grottolella, Montefredane, Manocalzati, Petruro Irpino e Chianche. L’informativa è estesa anche alla Provincia e all’Arpa Campania di Benevento, perchè si attivino sul proprio territorio di competenza accerta ndo eventuali presenza di contaminanti nelle acque.

L’obiettivo della Provincia è innanzitutto tutelare la salute dei cittadini nell’immediato, ma sospendere l’uso idrico non basta a risolvere il problema. Occorre accertare l’origine dell’inquinamento. Per questo la platea destinataria del provvedimento è più vasta. Sono stati allertati e informati l’Ente Idrico Campano, la Prefettura, il Comune di Avellino e il Consorzio Industriale Asi, quest’ultimo perchè verifichi e accerti la situazione degli scarichi, escludendo qualunque anomalia. A tutti i Comuni interessati è richiesto di attivare iniziative di monitoraggio e di emettere ordinanze di interdizione alle acque del Fiume, così come hanno già fatto i Sindaci di Atripalda il 20 maggio e di Pratola Serra lo scorso 21 maggio.

Il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi

IL DETTAGLIO DELLE RICHIESTE A ENTI LOCALI, SOVRACOMUNALI E ALLE AUTORITÀ DI GOVERNO. I Comuni destinatari del provvedimento “sono invitati, qualora non abbiano ancora provveduto, ad emettere apposita ordinanza atta a tutelare la pubblica e privata incolumità dei propri cittadini, secondo le indicazioni fornite dall’ ARPAC e dall’ASL Avellino”, si legge nell’ordinanza della Provincia. L’ente di Palazzo Caracciolo, in particolare,.”comunica che, fino al superamento della criticità” indicata, “non rilascerà autorizzazioni al prelievo di acqua pubblica dal fiume Sabato, nel tratto
compreso tra il Comune di Atripalda fino al confine provincia in agro di Chianche”. Nel contempo, “eventuali diritti già assentiti alla derivazione dal fiume Sabato per uso irriguo e zootecnico, nonché per uso domestico, sono da intendersi momentaneamente sospesi fino al rientro dei valori di  mercurio nei limiti di legge”, si legge ancora. “Analoghe limitazioni valgono anche per le derivazioni da pozzo
prospicienti il fiume Sabato, la cui alimentazione proviene dalla sub-alvea dello stesso fiume”.

“L’ARPA CAMPANIA ACCERTI LA PRESENZA DI EVENTUALI ALTRI CONTAMINANTI, SOPRATTUTTO A PIANODARDINE”. La Provincia dispone a tutti gli enti destinatari l’attivazione di controlli per quanto di competenza. In particolare, chiede all’Arpa Campania, dai cui campionamenti nei pressi di Ponte di Pratola Serra dipende il provvedimento, di estendere, “se non già fatto” i campionamenti “lungo il fiume Sabato anche a monte di Atripalda e a
valle della località Ponte Sabato di Prata”, quindi di “estendere le analisi anche ai pozzi presenti sul territorio in prossimità del fiume Sabato che, presumibilmente, sono alimentati dalla sub-alveo dello stesso fiume”. La Provincia si impegna inoltre a fornire tutta la propria documentazione con il proprio Servizio Gestione delle Acque a proposito dei pozzi, ma chiede un supplemento di indagine per “verifiche su altri parametri, quali il manganese, attese le criticità pregresse presenti nell’area di Pianodardine”. SI sollecita l’Arpac a fornire “per quanto possibile, notizie circa la natura e la provenienza della contaminazione”, coinvolgendo anche il Dipartimento dell’Arpa Campania a Benevento, perchè si attivi sul versante Sannita del Fiume. Ai Comuni l’ente chiede “monitoraggi sulla presenza di eventuali scarichi  non autorizzati o non conformi alla norma nel fiume Sabato”. La priorità ora è individuare ciò che ha dato origine alla contaminazione delle acque da mercurio”, si legge ancora.

L’ingresso ai vecchi uffici avellinesi del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Avellino, l’Asi

CONTROLLARE TUTTI GLI SCARICHI INDUSTRIALI. La Provincia chiede l’intervento anche del Consorzio Asi, della Polizia provinciale e della Prefettura di Avellino. In particolare, nel primo caso, l’Asi dovrà “intensificare i controlli sulla propria rete di collettamento fognario nell’area industriale di Pianodardine (sia bianca che nera), per “individuare e segnalare  eventuali anomalie in relazione alla criticità in esame”. La Polizia Provinciale dovrà effettuare proprie indagini “finalizzate alla individuazione della fonte di contaminazione”. Quanto alla Prefettura di Avellino, si invita l’ufficio Territoriale di Governo a “prevedere l’organizzazione di un tavolo tecnico-istituzionale per affrontare di  concerto l’emergenza ambientale”.

Il Palazzo di Governo al corso Vittorio Emanuele II ad Avellino

L’ente di Palazzo Caracciolo, in definitiva, nel sospendere l’uso delle acque del Fiume Sabato, si propone di accertare l’origine dell’inquinamento,.stabilire se esso coinvolga i pozzi collegati, accertare eventuali altre contaminazioni soprattutto nella zona di Pianodardine, quindi agire in modo coordinato, per assumere i provvedimenti che si individueranno necessari per ripristinare ls salubrità del fiume. Per tutte queste ragioni si invitano tutti gli enti, principalmente i Comuni, a dare la massima informazione dell’ordinanza e dei dati, mettendo in guardia la popolazione e rendendo più facile la collaborazione di tutti. 

PRATOLA SERRA E ATRIPALDA HANNO GIÀ ORDINATO IL DIVIETO DI UTILIZZO IDRICO ANCHE IRRIGUO E ZOOTECNICO.  Sii risultati delle analisi effettuate dall’Arpa Campania, i Comuni di Atripalda e Pratola Serra hanno Imposto una ordinanza di blocco dell’utilizzo delle acque. Il Sindaco di Pratola Serra, Emanuele Aufiero, ha firmato un’ordinanza il 21 maggio con la quale vieta il prelievo e l’utilizzo a qualsiasi scopo, anche irriguo e zootecnico, delle acque del fiume Sabato. Il suo collega di Atripalda lo ha fatto il giorno precedente


LEGGI L’ORDINANZA TRASMESSA DALLA PROVINCIA DI AVELLINO AI COMUNI DA ATRIPALDA A CHIANCHE, RECEPITA DA AVELLINO | Sollecitazione ai Sindaci di emettere ordinanze di divieto dell’uso e, insieme all’Asi, di verificare gli scarichi

Palazzo Caracciolo, sede della Amministrazione Provinciale di Avellino

LEGGI L’ORDINANZA FIRMATA DAL SINDACO DI PRATOLA SERRA. Scarica il documento in pdf

La sede centrale dell’Arpa nel Centro Direzionale di Napoli

«Il provvedimento si è reso necessario dopo che il Dipartimento di Avellino dell’Agenzia Regionale di protezione ambientale della Campania (Arpac) ha trasmesso gli esiti delle attività di campionamento delle acque del fiume Sabato effettuati lo scorso 9 Aprile in località Ponte Sabato, e confermati in data 8 Maggio nella comunicazione del 20/05/2019, che hanno evidenziato la presenza di mercurio in concentrazione tre volte superiore a quella massima ammissibile (0,2 picogrammi/litro vs 0,07 pg/l) e ritenuta nociva dall’Asl di Avellino», si legge in una nota diffusa dalla Amministrazione comunale.

«L’ordinanza del Sindaco è già entrata in vigore ai fini di tutelare la pubblica e privata incolumità e resterà tale fino a quando non sarà revocata con un analogo provvedimento che sarà emanato appena la concentrazione di mercurio tornerà inferiore a quella massima ammissibile, rimanendo in attesa di ulteriori referti analitici dell’Arpac». Nel frattempo, anche gli altri Comuni sono stati allertati dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente, visti i parametri rilevati. L’Arpac è impegnata da mesi nel campionamento delle acque di tutti i corpi idrici irpini, per accertare gli eventuali fattori di rischio per la salute umana e animale e per la tutela e salvaguardia dell’ecosistema. In particolare nel mirino ci sono gli scarichi abusivi e l’inquinamento doloso delle acque per scopi criminali e, comunque, industriali privati. Ora su attendono le ordinanze comunali e gli sviluppi delle indagini tecnico scientifiche che stabiliscano l’origine della contaminazione.


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