La Soprintendenza Abap premia le scuole di Avellino e Salerno

BENI CULTURALI VIII. Concorso di idee “L’Ecomuseo. Il futuro della memoria”. L’iniziativa si terrà a Salerno, Palazzo "Ruggi”, martedì 29 maggio alle ore 9. L'obiettivo è promuovere tra le nuove generazioni la cittadinanza attiva e la tutela partecipata del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio

La Soprintendente Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino Francesca Casule

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio premia le scuole di Avellino e Salerno nell’ambito dell’VIII Concorso di idee “L’Ecomuseo. Il futuro della memoria”. L’iniziativa si terrà a Salerno, Palazzo “Ruggi”, martedì 29 maggio dalle ore 9.00 alle 13.00 a Salerno, presso la Sala conferenze della Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, in via T.Tasso 46. In programma la cerimonia di premiazione delle scuole che hanno preso parte all’VIII Concorso di idee L’Ecomuseo. Il futuro della memoria, articolato in cinque sezioni: Individuazione di percorsi ecomuseali e realizzazione di mappe di comunità; Patrimoni da osservare/Inventari partecipati; EcoClick; EcoVisual; Ecoletteratura/ecopoesia.

La locandina del concorso “L’Ecomuseo. Il futuro della memoria”, promosso dalla Soprintendenza Abap

Il progetto, curato dal Servizio educativo della Soprintendenza diretto Anna De Martino e diffuso in rete regionale in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento, intende promuovere nelle nuove generazioni atteggiamenti virtuosi di cittadinanza attiva e di tutela partecipata del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.

I giovani concorrenti, dalla scuola media inferiore ai licei, e aderenti ad associazioni culturali del territorio hanno accolto con entusiasmo l’invito ad attivarsi in prima persona e con il costante supporto degli insegnanti e del Servizio educativo della Soprintendenza di Salerno si sono cimentati in un monitoraggio attento delle peculiarità identitarie delle proprie comunità di appartenenza, ricercando notizie storiche, tradizioni, usi e costumi anche dimenticati, intervistando gli anziani del paese e i grandi di casa, effettuando sopralluoghi in luoghi non conosciuti o visitando con nuovi occhi luoghi noti”, si legge in una nota della Soprintendenza.

“Il momento della rielaborazione creativa delle ricerche ha dato vita a colorate mappe di comunità, réportage fotografici, storytelling, audiovisivi, poesie e composizioni musicali in cui, in maniera critica e attenta, i ragazzi non si sono limitati ad osservare lo stato di degrado in cui versano realtà paesaggistiche e monumentali del territorio, ma hanno proposto nuovi percorsi di visita e soluzioni di arredo urbano rispondenti alle attuali esigenze di vivibilità dei centri storici”, spiegano dalla Soprintendenza, che sottolinea il valore creato dagli studenti.

“Una documentazione importante, ricca, implementabile nel tempo, un ecomuseo creato dai ragazzi per condividere quanto appreso, denunciare situazioni di degrado, proporre soluzioni di sviluppo economico e culturale in linea con l’eredità del passato, per dare futuro alla memoria”.


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