Il Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, accanto al Prefetto di Avellino, Maria Tirone

Il procuratore della Repubblica di Avellino ritiene l’Irpinia un territorio caldo sotto il profilo criminale. In particolare non può dirsi conclusa la faida di Quindici, né può dirsi compiuto il cammino che resta da percorrere per liberare il territorio dalla intollerabile presenza della camorra. Una vera e propria lezione quella del Procuratore, che ha incontrato gli studenti ad Avellino, ospite dell’iniziativa sulla legalità promossa dall’Associazione Libera presso l’Istituto Rossi Doria.

In programma c’era il Seminario di aggiornamento sulla legalità nella memoria delle vittime di mafia ad Avellino, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, diretto da Luisa Franzese. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la fondazione «Pol.i.s» e l’associazione «Libera», rispettivamente guidate in Campania da don Tonino Palmese e Fabio Giuliani.

Da sinistra: i Procuratori della Repubblica di Benevento Aldo Policastro e di Avellino, Rosario Cantelmo, accanto al Prefetto Maria Tirone al confronto sulla legalità promosso dall’istituto Alberghiero e dall’Ufficio Scolastico Regionale

Il Procuratore Cantelmo ha messo in guardia dal ridurre ai soli fatti spettacolari, come l’arresto a Napoli del boss Di Lauro per esempio, i segnali di una presenza criminale sul territorio. Anche un certo tipo di silenzio può dire molto a volte, ha spiegato in sostanza. Del resto, l’arresto in Irpinia di un latitante da 25 anni come il nolano Pasquale Russo, indicato all’epoca dei fatti come uno tra i dieci più importanti ricercati italiani, dice molto. Cantelmo si è chiesto come mai a Sperone nessuno lo avesse notato o, più probabilmente, se in tanti non abbiano preferito far finta di niente.

Il logo della XXIV edizione della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie

Il tema dell’indifferenza, parente stretta della intimidazione, della paura, della resa, sono state inquadrate dal Procuratore capo di Avellino come un fattore di rischio per la espansione criminale, per la crescita di un tessuto delinquenziale, che può mettere in discussione i diritti.

In questo delicatissimo contesto, il ruolo della scuola è fondamentale, ha spiegato Cantelmo. La legalità va testimoniata, va insegnata come la più alta forma di educazione di chi impara ogni giorno a diventare un cittadino libero in una società che deve trasmettere i valori della convivenza civile, del rispetto reciproco anche nella diversità di genere, di ceto sociale, di confessione religiosa e di credo politico, ma anche di appartenenza ai gruppi che spontaneamente si formano nell’ambiente scolastico. Il bullismo rappresenta la palestra della mente criminale, dell’abuso, della impunità, della sopraffazione, del disprezzo per la libertà altrui.

La platea degli studenti all’Istituto Rossi Doria, durante la lezione di legalità

Per il magistrato la provincia di Avellino è un luogo ricco di zone a rischio, come la Valle Caudina, che secondo Cantelmo risente della vicinanza di province attive sotto il profilo criminale come il napoletano o il casertano. Se nel Vallo di Lauro il rischio di una ripresa è collegata alle scarcerazioni eccellenti attese in un futuro non lontano, altrove, come in Valle Ufita, l’allerta riguarda i crimini ambientali. Nella sua lezione di legalità agli studenti ha infatti dedicato una parte del suo intervento anche ai temi ambientali. Accanto ad esempi clamorosi di danni gravissimi arrecati all’ambiente dall’inquinamento doloso, come nel caso dell’ex stabilimento dell’Isochimica ad Avellino, Cantelmo ha puntato l’indice contro i tanti reati ambientali che la magistratura e le forze di polizia perseguono ogni giorno. Ma ha avvertito, che la repressione dei fenomeni non è sufficiente quando ci si ritrova la realtà di un ecosistema alterato.

Il Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro

ABUSI E REATI AMBIENTALI NELL’ARIANESE. Su questo punto il Procuratore della Repubblica di Benevento si è espresso con chiarezza, indicando come concreto il rischio di attività criminose collegate all’ambiente in una zona, quella dell’arianese, esposta comunque al rischio di infiltrazioni criminali dal foggiano. Le preoccupazioni espresse dal capo della Procura sannita, competente sull’udita dopo la soppressione per accorpamento del Tribunale di Ariano Irpino, riguardano gli sversamenti illeciti di rifiuti, scarti e residui, ma anche e soprattutto gli abusi di un territorio ricco sul piano naturalistico. In questo senso, ha invitato ad alzare la guardia nell’arianese, dove nel mirino ci sono i corsi d’acqua, il sistema idrico fluviale.

IL 21 MARZO LA GUORNATA DELLA MEMORIA PER RICORDARE LE VITTIME DI TUTTE LE MAFIE CON UN CORTEO AD AVELLINO. L’evento dell’Istituto Rossi Doria è servito a preparare la XXIV “Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie”, che il prossimo 21 marzo vedrà ad Avellino un corteo attraversare la città, con partenza dal piazzale dello Stadio Partenio ed arrivo nella piazza della Libertà.


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