Il Presidente dell'Ordine dei Medici di Avellino, il dr. Franco Sellitto

I medici parteciperanno attivamente alle scelte del governo regionale sulla Sanità in Campania, con riferimento particolare al piano sanitario e all’attuazione di quello ospedaliero, alla rete del pronto soccorso e alle questioni legate al contratto di categoria.

È il risultato di una intesa che nei prossimi giorni sarà siglata a Napoli dai cinque ordini professionali provinciali con la Regione Campania. Si istituisce in Campania il tavolo permanente tra gli Ordini dei medici e la Regione Campania, replicando il modello nazionale  che vede confrontarsi stabilmente la Conferenza delle Regioni e la Federazione degli Ordini.

Si concretizza una svolta maturata nel corso dell’incontro a Napoli dello scorso 3 gennaio, che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, Franco Sellitto.

Il Direttore Generale dell’Asl di Avellino, Maria Morgante. Accanto, il consigliere delegato dal Presidente della Regione, Enrico Coscioni e, sfumato, lo stesso Vincenzo De Luca

MEDICI NELLA “STANZA DEI BOTTONI”. L’iniziativa è destinata a produrre conseguenze significative sulle politiche sanitarie legate al territorio e alle famiglie,  anche nel rapporto tra medicina di base e ospedale. I medici, come è noto, guardano con scetticismo all’ospedale di comunità, ritenendo fondamentale rilanciare strumenti considerati più idonei e capillari come la Guardia Medica. Ma soprattutto rivendicano la necessità di maggiori investimenti nella medicina generale e del territorio. Se l’Istat ha recentemente certificato un calo dell’1,5 per cento dei medici di base nel triennio 2014-2016, pur restando invariato il numero dei pediatri, calati dello 0,7 per cento, gli Ordini ritengono il trend pericoloso per la stessa tenuta del Servizio Sanitario regionale e nazionale. Il tavolo dovrà servire a garantire un ascolto vincolante dei medici di medicina generale nel processo di governo della sanità campana all’ interno degli ambiti e delle macroaree, ora con il nuovo Piano Ospedaliero, in questa fase con riferimento ai livelli di assistenza, al pronto soccorso, al rapporto tra ospedsle e territorio.

Il Pronto Soccorso della Città Ospedaliera ad Avellino, all’interno del complesso dell’Azienda San Giuseppe Moscati

PROTOCOLLO IN SETTIMANA. Con la firma in calce al Protocollo si aprirà subito il confronto sulle questioni professionali irrisolte da oltre dieci anni. In particolare, si dovrà discutere di formazione finalizzata all’abilitazione, ma anche di adeguamento del Contratto integrativo regionale di categoria, che porterà a discutere dei servizi territoriali.

IRPINIA AVANTI IN CAMPANIA. Il peso decisivo del medico di base in questa fase di transizione del servizio sanitario pubblico è nota alla categoria in provincia di Avellino,  dove poco più di un anno fa si è scelto di assegnare proprio ad un medico del territorio la presidenza dell’Ordine provinciale di Avellino per la prima volta dal 1981. Francesco Sellitto, specialista in neurologia con ambulatorio a Candida, ha preso idealmente il posto del dottor Penta 37 anni dopo, con un mandato fortemente riformatore. Coadiuvato dal vicepresidente Nicola Acone, dal segretario Rizziero Ronconi e dal tesoriere Michele Lippiello, Sellitto ha assunto dal gennaio 2018 la guida dell’Omceo irpino nel triennio 2018-20 con l’obiettivo di superare definitivamente la divisione tra medici ospedalieri e territoriali, contribuendo ad accelerare il processo (in atto) di composizione del servizio sanitario in un sistema ordinato e coordinato, al servizio del cittadino e del paziente.

L’ Ordine di Avellino porterà al tavolo regionale alcune delle sue linee strategiche portate avanti in Irpinia. Liberare l’utente dal peso burocratico, fluidificare l’iter di accesso alle prestazioni e al ricovero appropriato, garantire la certezza del diritto all’assistenza in maniera adeguata e tempestiva, fare delle farmacie il front-office del Ssn con il Cup universale, sono alcuni dei punti chiave inseriti nella piattaforma del suo mandato.

LGli uffici della direzione generale dell’Asll

Se nella sostanza, appare ormai acquisito che l’ospedale non è più il centro del sistema sanitario, non solo per ragioni legate alla programmazione finanziaria, questa consapevolezza va calata nella realtà quotidiana. Prevenzione e cronicità sono domande a cui non deve rispondere l’ospedale, cui competono urgenza e acuzie, garantendo le alte specialità, è la sfida dei medici al tavolo regionale permanente.