Federalismo differenziato, altolà costituzionale di Mattarella

Nel suo messaggio di fine anno il Capo dello Stato ha sottolineato la imprescindibilità della coesione e della solidarietà nazionale a salvaguardia dei diritti universali del cittadino italiano. Un freno chiaro ad una alterazione del patto fiscale alla base dell'unità sostanziale della Nazione

Esauriti i primi commenti a caldo, quelli espressi poco prima o poco dopo il brindisi di Capodanno, i commentatori italiani hanno messo a fuoco nel corso della giornata la portata del monito lanciato dal Quirinale.

Nelle parole di Sergio Mattarella hanno rilevato solo con il passare delle ore il richiamo rigorosamente costituzionale al Governo gialloverde, condensato in messaggio di fine anno alla Nazione destinato a rappresentare un modello nel futuro.

Il Capo dello Stato ha usato un tono pacato, “ma ha detto fino in fondo ciò che doveva dire”, ha osservato sul Corriere della Sera Marzio Breda, citando Luigi Einaudi, il Presidente che ha introdotto il messaggio diretto agli italiani sullo stato del Paese, noto proprio per la sua capacità di incidere senza forzare i toni.

Una suggestiva immagine del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana

L’opinione pubblica ha colto prima dei commentatori la concretezza dei tanti messaggi di un intervento presidenziale mai così privo di retorica e al contrario così denso di significati. Lo dimostrano gli alti indici di ascolto in tv e le visualizzazioni sui social media, ma anche l’imbarazzo di chi quest’anno ha clamorosamente fallito il controcanto. Sergio Mattarella, a poche settimane dal quarto anniversario della sua elezione, risulta il più popolare e apprezzato rappresentante istituzionale tra la gente, a prescindere dalla preferenza elettorale. Incarna agli occhi della comunità la funzione di baluardo dell’Unità nazionale, che la Carta ha assegnato al Presidente della Repubblica.

La centralità del Parlamento, la necessità di dare stabilità ai conti pubblici, la salvaguardia del terzo settore e del volontariato, il rispetto della funzione che spetta alle Forze Armate, il ruolo attivo della Presidenza della Repubblica a garanzia della Costituzione, la coesione nazionale e i diritti universali, lo sviluppo economico generato prima del tempo attuale, la necessità di assicurare al Paese le infrastrutture, alcuni dei temi trattati esplicitamente nel discorso a reti unificate.

Palazzo Chigi, sede del governo nazionale

Ma tra questi, senza citare direttamente la questione (non solo di interesse meridionale), il Capo dello Stato ha chiaramente inserito il Federalismo differenziato. Mattarella ha stabilito il limite di autonomia da Roma entro il quale Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna non potranno andare, al di là di ció che deciderà il Governo. Nell’enunciare l’universalità dei diritti, citando il Servizio Sanitario come l’esempio più alto e qualificante, il Garante della Costituzione ha stabilito il grado di ammissibilità e praticabilità delle norme contenute nel Titolo V modificato nel 2001.

Sul piano generale, il Capo dello Stato ha spiegato perchè il Federalismo differenziato non potrà attuarsi radicalmente. “L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare”. Questo passaggio del discorso di Mattarella limita l’autonomia fiscale al mantenimento dei meccanismi di solidarietà nazionale, oggi messa in duscussione dalle richieste avanzate dalle tre regioni.

Il Palazzo della Consulta, sede della Corte costituzionale della Repubblica italiana e fino agli anni ’30 del ministero delle Colonie, progettato dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga (1732). Piazza del Quirinale, Roma.

Sul piano più specifico del diritto alla salute, pilastro dell’universalità dei diritti nazionali, Mattarella ha ricordato “i quarant’anni del Servizio sanitario nazionale”, definendolo “un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia”, che “ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai più alti livelli mondiali”. Pur ammettendo che “non mancano difetti e disparità da colmare”, ha spiegato che “si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare”.

Evocando il problema storico della incidenza della criminalità organizzata in alcuni ambiti nazionali, non citando espressamente il Mezzogiorno, il Presidente ha indicato nella sicurezza un altro decisivo limite ad un Federalismo differenziato spinto. “La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità”, ha affermato. “Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi”.

L’interno del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica

La questione della coesione, in antitesi ai conflitti politici e sociali, sposa le ragioni della solidarietà tra le diverse regioni con l’essenza stessa dell’unità nazionale a tutela del cittadino. “La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”.

I limiti imposti al Federalismo differenziato non si risolvono in una difesa apodittica dello status quo, ma anzi, nella analisi di Mattarella impongono una agenda precisa al Governo, a cui indica i problemi di maggiore urgenza.

“Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati.  Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio”.

Regioni e Governo dovranno tenere conto di quanti affermato dal Capo dello Stato, prima di incamminarsi in un percorso destinato ad infrangersi sulle solide mura costituzionali, erette a protezione delka Unità Nazionale dell’Italia.


LEGGI E ASCOLTA IL MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Mattarella: coesione nazionale e confronto parlamentare cardini della Repubblica