“L’America potrebbe essere qui, basterebbe guardare con le lenti giuste le opportunità offerte dalle risorse disponibili e concretizzare le potenzialità”. Il bilancio del 2018 dell’imprenditore Sabino Basso si sofferma sulla tiepida capacità degli irpini e degli italiani in generale di dare la giusta considerazione al patrimonio in nostro possesso e di valorizzarlo nella giusta misura.

Palazzo Chigi, sede del governo nazionale

“Il 2018 è stato un anno in chiaroscuro, con un cambio al vertice di Governo che ha creato incertezze nell’economia e che ha sancito una rottura rispetto al passato. Poi c’è da dire che anche i propositi e gli annunci della campagna elettorale delle politiche stentano a trovare rispondenza e conformità con i numeri e i conti imposti dall’Europa”, spiega l’esponente confindustriale. “Ma questo è il prezzo dell’evoluzione dei tempi: se pensiamo che i Governi nazionale nei decenni precedenti l’ingresso in Europa avevano approvato le pensioni d’oro, i vitalizi e tutte le misure che oggi hanno un peso determinante per l’economia interna, allora è necessario considerare il momento di oggi come una parentesi necessaria di transizione”.

Sabino Basso, guida dell’omonima azienda serinese

Per cambiare il Paese ci vuole tempo, spiega Basso. “Della manovra fiscale che è stata varata andranno valutati gli effetti, ma in ogni caso, se fossi stato io al governo, mi sarei adoperato per la riduzione del cuneo fiscale ai fini del rilancio dell’economia. Ad oggi non vedo misure sulla verticalizzazione orientata allo sviluppo, e con il debito pubblico che ha l’Italia, il reddito di cittadinanza non è la soluzione alla crescita del Pil” continua.

“La priorità oggi è il taglio del cuneo fiscale se si vuole davvero creare lavoro…”

Nelle parole dell’imprenditore, già presidente di Confindustria Avellino, l’aumento delle pensioni minime non produrrà un aumento della capacità di spesa, ma di risparmio, congelando ulteriormente i consumi e la circolazione monetaria. “Riducendo il cuneo fiscale si aumenterebbe la capacità reddituale e di spesa delle famiglie, rimettendo in moto i consumi e l’economia, invece così…”, puntualizza.

Le aspettative sul redditto di cittadinanza come misura di aumento della capacità di spesa dei cittadini e della domanda non sono rosee: “Il reddito di cittadinanza in provincia di Avellino non è applicabile. Lo dicono i numeri. Nella mia azienda arrivano 25 curricula al giorno, e spesso rispondo personalmente; in un anno riesco ad assumere cinque ragazzi, ma le aziende che ci sono non possono assorbire tutta la forza lavoro in cerca di occupazione. La misura sul reddito di cittadinanza prevede inoltre che un giovane possa rifiutare fino a tre offerte di lavoro al Centro per l’Impiego: un paradosso”.

“Il meccanismo del reddito di cittadinanza lo rende inapplicabile: inammissibile concedere la possibilità di rifiutare tre proposte di impiego”

Ma nonostante le grandi criticità che attanagliano il Paese e il Mezzogiorno in particolare, Basso evidenzia la necessità di assumere un atteggiamento ottimistico, un’apertura alle sfide del cambiamento come una opportunità positiva. “L’Italia è il secondo Paese d’Europa per produttività, e rimane la settima potenza mondiale. Continuiamo a piangerci addosso ma è nel cambiamento dello spirito di visione che insiste la svolta positiva. I cittadini sono abituati ad apprendere soltanto le cose negative e le tragedie, ma ci sono anche tante cose buone che non vengono prese in considerazione”.

“Il futuro del Paese non lo decidono tanto i governi, quanto la realtà economica e industriale nazionale e locale ogni giorno”

Giovani in partenza

Resta cruciale infine, il tema del lavoro che non c’è, e la massiccia ondata migratoria che ingolfa le stazioni e gli aeroporti di tutte le città del Mezzogiorno. L’esodo delle aree interne non riguarda più soltanto i giovani, o i presunti “cervelli in fuga”, ma le intere famiglie. “Importiamo braccia ed esportiamo menti” argomenta ancora. “Ma se ragioniamo come Stati Uniti d’Europa, il trasferimento dall’Italia alla Germania non dovrebbe avere tutto questo clamore. Il problema è lo spopolamento che si genera al Sud e nelle aree interne, che produce la perdita di talenti: alleviamo i nostri figli, li istruiamo e li vediamo scappare.

“Il problema dei giovani che vanno all’estero è lo spopolamento, non il dinamismo di chi si occupa in Europa: la causa della fuga è la mancanza di concreti sbocchi occupazionali”

Il problema è che mancano gli sbocchi occupazionali a tutti i livelli. Le assunzioni negli uffici pubblici degli anni ’70 e ’80 sono terminate; al contrario oggi assistiamo ad una riduzione del personale con la sostituzione dei meccanismi informatici, che nemmeno può dirsi completata”.

Treno Alta Capacità

“Creare nuova occupazione dipende dagli investimenti nelle infrastrutture strategiche, mobilità e digitale”

La priorità del Mezzogiorno per il 2019 restano le infrastrutture digitali e viarie. “Le infrastrutture digitali sono il futuro e consentiranno a tutti di lavorare da casa, e in qualunque parte del mondo, ma le infrastrutture viarie sono determinanti a Sud: aspettiamo con ansia l’alta capacità ferroviaria per poter finalmente incrementare il Pil. Mi auguro che il nuovo anno sia foriero anche di maggiore senso civico degli italiani, ma sopratutto di tanta serenità. L’Italia è un Paese meraviglioso: camminiamo sull’oro e non ce ne rendiamo conto. Non ha senso andarsene, ma restare e valorizzare al meglio ciò che abbiamo e che tutto il mondo ci invidia” conclude.