Ato rifiuti, approvato lo statuto. Ora impianti e Irpiniambiente

Si è riunito oggi il primo consiglio dell'Ato Rifiuti di Avellino convocato dal presidente Valentino Tropeano, che ha approvato lo statuto dell'ente e le Linee di Indirizzo. Non solo. L'esecutivo di Caserma Litto ha calendarizzato i primi incontri itineranti col territorio per aprire una cabina d'ascolto in vista della stesura del Piano del ciclo integrato dei rifiuti

Il Consiglio dell’Ato Rifiuti di Avellino riunito oggi ha approvato lo statuto e le linee di indirizzo dell’ente. Si tratta dell’adempimento di procedure burocratiche propedeutiche all’apertura del dialogo con i territori, in vista della stesura del Piano provinciale di gestione integrata dei rifiuti.

Il presidente Valentino Tropeano ha annunciato anche le prime due date di confronto con i territori: il 9 e il 15 gennaio, “per recepire le prime istanze da parte degli amministratori e trasferirle nella stesura del piano operativo” come ha annunciato Tropeano.

La convocazione odierna è stata fissata oggi alle 15.30, in concomitanza con l’assemblea dell’Alto Calore per consentire una seduta plenaria del consiglio d’ambito, composto dai consiglieri Marco Santo Alaia, Michele Buonfiglio, Giovanni D’Ercole, Fabio Della Marra Scarpone, Stefania Di Cicilia, Stefano Farina, Giuseppe Giacobbe, Costantino Giordano, Luigi Lanzetta, Nunziante Picariello ed Ermando Zoina.

Il Presidente dell’Ato Rifiuti di Avellino, Valentino Tropeano

In attesa di conoscere i dettagli delle Linee di Indirizzo, operatori ed Enti Locali attendono l’apertura del dibattito sul recupero del Piano d’Ambito già licenziato dalla Provincia di Avellino nel 2010, contenente le tavole illustrative e i prospetti realizzati dal pool di professionisti in forza agli uffici di Palazzo Caracciolo; ma anche le suddivisioni dei sub ambiti e il pronunciamento sull’impiantistica.

Ad oggi, non si esclude che il consiglio guidato dal presidente Tropeano possa pronunciarsi sulla volontà di mero aggiornamento del Piano d’Ambito precedente, ma resta da sciogliere il nodo di Irpiniambiente e il futuro della società partecipata al 100 per cento della Provincia, che oggi vanta un credito piuttosto elevato nei confronti dei comuni.