Novolegno, 55 a rischio licenziamento. Sindacati a Fantoni: trattiamo

LE ORGANIZZAZIONI PRONTE A SEDERSI AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE PER PROLUNGARE FINO AL 2020 LA SOLIDARIETÀ A PATTO DI AVERE UN SOLIDO PIANO INDUSTRIALE PER IL FUTURO. A febbraio scade il regime contrattuale attuale con la riduzione dei salari. Si chiedono investimenti sul rilancio dello stabilimento di Arcella di Montefredane

Alla Novolegno di Pianodardine torna lo spettro dei licenziamenti. La situazione è stata discussa nel corso di una assemblea dei lavoratori con le rappresentanze sindacali di ogni livello lo scorso 10 dicembre. Le prospettive vengono definite negative per il perdurare delle difficoltá economiche in cui versa l’azienda. Si guarda con preoccupazione alla scadenza del prossimo mese di febbraio, quando scadrà il contratto di solidarietà attualmente vigente. Attualmente i 117 lavoratori proseguono l’impegno in fabbrica in forza di un accordo che ne riduce i salari e le ore di impiego, mentre pende il rischio di un taglio occupazionale di altre 55 unità. Le organizzazioni sindacali hanno diffuso un documento unitario firmato da tutte le sigle nel quale si chiede di riprendere gli investimenti ad Avellino, così come si sta facendo altrove. L’impegno da parte dei lavoratori non mancherebbe. Le organizzazioni sindacali unitamente alla R.s.u. aziendale “hanno ribadito la possibilità di utilizzare i circa 4 mesi residui del contratto di solidarietà fino al giugno del 2019 e poi ancora di attivare i previsti ammortizzatori in deroga per ulteriori 12 mesi procurando ampio respiro all’azienda fino a tutto giugno del 2020 e consentendo uno snellimento economico, previa uscita incentivata volontaria, di alcuni lavoratori prossimi alla pensione che con tali condizioni potrebbero accedervi”, si legge nel documento. Serve in sostanza un piano industriale adeguato all’altezza dells sfida di un gruppo quale Fantoni, in grado di rilanciare lo stabilimento di Arcella di Montefredane. Il documento delle organizzazioni sindacali è riportato integralmente. È firmato da Filca-Cisl con Giovanni Lo Russo, Feneal-Uil con Carmine Piemonte, Fillea-Cgil con Antonio Di Capua, Ugl-Costruzioni con Angelo D’Onofrio.


Il documento unitario sindacale sulla Novolegno

Ieri 10 dicembre si è tenuto un dibattito presso la sede della Novolegno S.p.a. in Arcella, tra l’assemblea dei lavoratori con la presenza delle organizzazioni sindacali provinciali e la R.s.u. aziendale, incentrato sulla preoccupante situazione generale in cui versa l’azienda.
La Novolegno S.p.a. vedrà a febbraio 2019 scadere il secondo anno del Contratto di Solidarietà che ha coinvolti 117 dipendenti con notevole riduzione di orario lavorativo e significative decurtazioni dei salari; questo percorso è stato attivato per scongiurare una procedura di mobilità che pende ancora oggi su 55 unità in esubero e lo scenario che si registra non è rassicurante.
L’azienda ha già ribadito la propria intenzione di procedere con i licenziamenti poichè le difficoltà economiche non sono state superate e le contrazioni dei mercati italiani ed esteri non consentono una situazione finanziaria sostenibile.
E’ pur vero però che lo stabilimento Novolegno di Arcella (gruppo Fantoni) per anni leader strategico dei mercati nazionali ed europei ha sopportato lo scotto di assenza di investimenti e di risorse economiche che la proprietà ha ritenuto invece di investire nel sito di Osoppo con oneri per oltre 80 milioni di euro.
Oggi riaffiora con forza lo spettro dei licenziamenti confermati nella riunione che si è tenuta alla Confindustria di Avellino il giorno 27 novembre 2018 tra vertici aziendali, organizzazioni sindacali e R.s.u. aziendale.
Le organizzazioni sindacali unitamente alla R.s.u. aziendale hanno ribadito la possibilità di utilizzare i circa 4 mesi residui del contratto di solidarietà fino al giugno del 2019 e poi ancora di attivare i previsti ammortizzatori in deroga per ulteriori 12 mesi procurando ampio respiro all’azienda fino a tutto giugno del 2020 e consentendo uno snellimento economico, previa uscita incentivata volontaria, di alcuni lavoratori prossimi alla pensione che con tali condizioni potrebbero accedervi.
E’ evidente che in questo contesto la proprietà dovrà ipotizzare investimenti ed un solido piano industriale per rilanciare lo stabilimento di Arcella e dovrà implementare gli aspetti relativi alla sicurezza ed all’ambiente e ritornare ad essere presente con determinazione sul mercato e riconquistare quella fetta di clientela persa in questi anni; tutto ciò potrà realizzarsi solo se verrà posta in essere una valida politica industriale e strategica proiettata al miglioramento della produzione vagliando anche nuove alternative che i mercati e gli utilizzatori dovessero richiedere.
Auspichiamo che questa importante realtà industriale, una delle storiche e più significative della nostra area, torni ad essere competitiva e forte di quello slancio che ha sempre contraddistinto la proprietà e le maestranze, perché questi anni di sacrificio non siano stati inutili.
Lo stabilimento dell’area industriale di Montefredane conta operatori sull’indotto anche, fra manutentori e impiegati della logistica che ammontano alle 50 unità. Dalla presenza storica dell’azienda in Irpinia dipendono centinaia di persone e famiglie. Si deve lavorare insieme per garantire tranquillità ai lavoratori, ma l’azienda deve avere la capacità di guardare lontano e di avere il coraggio di investire. Confidiamo fermamente ancora nell’interesse che gruppo Fanton0i ha per il sito industriale di Avellino che rappresenta un polo altamente strategico per tutto il mezzogiorno.

I Segretari Provinciali

Filca-Cisl (Giovanni Lo Russo)

Feneal-Uil (Carmine Piemonte)

Fillea-Cgil (Antonio Di Capua)

Ugl-Costruzioni (Angelo D’Onofrio)