Pd, Di Guglielmo: congresso per ritrovare credibilità sul progetto

Nelle prossime settimane, anche il Pd irpino sarà impegnato nel percorso congressuale. Restano però ancora molte incertezze. Intanto, si guarda con attenzione e preoccupazione agli impegni elettorali.

Giuseppe Di Guglielmo, segretario provinciale del Pd Avellino

«Il Pd ritrovi la sintonia con gli elettori, costruendo un progetto politico credibile». Ad affermarlo è il segretario provinciale dei Democratici, Giuseppe Di Guglielmo. Nelle prossime settimane, anche il Pd irpino sarà impegnato nel percorso congressuale, nel quale verranno decisi strategia politica e gruppi dirigenti. Le elezioni amministrative di primavera saranno il primo banco di prova.

Di Guglielmo, sono state definite le tappe del percorso congressuale?

«A partire dal mese di gennaio si intersecheranno due percorsi quello del congresso nazionale e l’altro relativo al regionale. Il programma prevede una prima fase riservata esclusivamente agli iscritti al partito, con le convenzioni dei circoli, che si svolgeranno dal 7 al 23 gennaio e l’appuntamento provinciale il 29 e 30 dello stesso mese. Il 3 marzo, invece, sarà il momento delle primarie, aperte anche all’esterno».

 In quali condizioni si trova il partito?

«Il Pd sta vivendo una fase sicuramente difficile. Sono in confusione i dirigenti nazionali, figuriamoci quelli periferici ed i militanti di base. La decisione di Minniti di fare un passo indietro rispetto alla candidatura ha ulteriormente contribuito a rendere più incerta la situazione. Dobbiamo però avviare una riflessione critica e tracciare un percorso per il futuro».

Ritiene che sinora sia stata compiuta una sufficiente autocritica?

«Si è sicuramente parlato delle ragioni della sconfitta, ma da qui a mettere in piedi un nuovo progetto ne passa. Ci sono poi gli effetti del dopo-Renzi. Nel bene e nel male ha rappresentato una leadership di primo piano. I gruppi dirigenti sono figli di quella stagione. Bisogna saper guardare in avanti, superando le tensioni, evitando esasperazioni».

Che cosa c’è da attendersi per il futuro?

«Gli equilibri non sono ancora definiti. Una parte del Pd considera il dialogo con i Cinque Stelle o piuttosto con un settore del movimento la principale opzione. Un altro pezzo, invece, ritiene che si debba realizzare una coalizione più ampia, con particolare attenzione per il Centro. Non sarà facile fare una sintesi. Sul piano provinciale si scaricano dinamiche e problemi del nazionale».

Il Pd resta l’avversario da battere per le altre formazioni politiche.

«Siamo sempre il bersaglio preferito. Nel corso degli anni i Democratici hanno raccolto un largo consenso, assumendo un ruolo centrale nella scena politica. Il Pd ha dimostrato di avere una classe dirigente strutturata ed è stato avviato anche un rinnovamento generazionale. Ma da un certo momento in poi è venuta meno la sintonia con l’elettorato. L’azione politica e le iniziative del governo sono state bocciate da ampie fasce di cittadinanza. Siamo stati percepiti come establishment».

Da dove ripartiranno i Democratici irpini?

«Il primo passo è il tesseramento. Ho scritto una lettera indirizzata a tutti i segretari dei circoli territoriali per spiegare l’importanza della partecipazione agli appuntamenti che abbiamo di fronte».

Sono previste novità nell’assetto della segreteria provinciale?

«Non credo. Per adesso stiamo lavorando con il gruppo che mi ha eletto. Questo non significa che non siamo disponibili al confronto sulle cose da fare».

Anche le scadenze elettorali non sono lontane. Come ci si prepara per le amministrative?

«In primavera ci saranno oltre 40 Comuni al voto, a cominciare dal capoluogo, sul quale ovviamente sarà concentrata l’attenzione. Ma l’impegno riguarda diversi centri importanti dell’Irpinia. In questa fase, più che mai, il civismo la fa da padrone. Cercheremo di concretizzare proposta credibili e nomi rappresentativi».

State elaborando una strategia per la città di Avellino?

«Dobbiamo coinvolgere nel processo decisionale il corpo vivo del partito, i circoli ed i militanti, allargando il confronto a simpatizzanti, all’associazionismo, alle forze sociali. Non siamo interessati ai portatori di voti, ma a proposte efficaci per il rilancio della città. Il candidato alla carica di sindaco sarà scelto insieme agli alleati. In una stagione in cui tutti cercano di mimetizzarsi, noi faremo in modo di esserci con i nostri simboli, con la lista di partito»

Quale sarà il quadro delle alleanze?

«L’orizzonte di riferimento resta il centrosinistra. I vecchi schemi sono sempre più messi in discussione, in favore di formule ambigue. Ma la chiarezza e la coerenza sono ancora un valore».