Alto Calore. Zigarella (Ingegneri): «No speculazioni sulla gestione idrica»

IL SEMINARIO PROMOSSO DAL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI DI AVELLINO SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. Tecnici e accademici relazioneranno sullo stato dell arte del servizio idrico integrato alla luce della normativa. Fulvio Bonavitacola torna in Irpinia per parlare di reti idriche e del maxi progetto della Regione Campania di riqualificare le infrastrutture di adduzione, captazione e distribuzione

Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Avellino accende i riflettori sul tema del Servizio Idrico Integrato e sul futuro dell’Alto Calore. Il seminario promosso oggi chiama in causa non solo gli “addetti ai lavori” impegnati nella parte tecnico scientifica che riguarda le reti, adduzioni, captazioni e distribuzione delle acque, ma anche la parte politica. Alla vigilia dell’assemblea dei sindaici- soci convocati dall’Amministratore Unico di Alto Calore Michelangelo Ciarcia, l’appuntamento di oggi si delinea come decisivo dal punto di vista del confronto. Protagonista indiscusso dell’evento formativo, a cui prenderanno parte anche gli ingegneri dell’Ordine beneventano e l’Ad di Gesesa Pietro Ferrari, Sarà il numero due della giunta regionale campana Fulvio Bonavitacola, già in pressing sull’Irpinia e sul Distretto Idrico Ato Calore Irpino per la riqualificazione delle reti idriche. In questo scenario, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino rappresentati da Vincenzo Zigarella, offrono lo spunto di chiarire ulteriori aspetti tecnici e nel contempo l’occasione di un incontro politico fra amministratori e imprenditori che potrebbe sancire nuovi passi in avanti.

Ingegnere Zigarella, qual è l’obiettivo che si pone l’Ordine degli Ingegneri con l’incontro di oggi? 

“Il nostro interesse, in una fase che definirei di ripartenza, è innanzitutto di carattere formativo e di approfondimento. Non nascondo un certo ritardo accumulato su questo e altri temi importanti negli anni addietro in termini di presenza fattiva oltre che istituzionale da parte dell’Ordine. Bisogna ricostituire prioritariamente il dialogo e il confronto, stando al nostro ambito territoriale, con i soggetti gestori. L’evento formativo sul servizio idrico integrato muove in questa direzione. Immaginiamo di riaprire le maglie del confronto su questo e altri temi strategici per la nostra provincia”.

Quali sono le grandi criticità sul servizio idrico integrato?

“Non si può non far riferimento, per rispondere alla sua domanda, ai due grandi paradossi che ci pare di poter evidenziare senza timore di smentita. Da un lato le condizioni dei sistemi di captazione, adduzione e distribuzione. Qualcosa negli anni più recenti è stato fatto ma tanto altro resta ancora da fare. Certamente restano ingiustificabili le perdite che si registrano lungo le nostre condotte. Dall’altro, porrei l’attenzione sul tema delle tariffe che interessa direttamente le famiglie e, quindi, su tutto ciò che le determina. La questione dei ristori resta prioritaria per tutto quanto distribuito fuori dall’ATO di riferimento”.

Il Vicepresidente della Giunta Regionale della Campania Fulvio Bonavitacola. Tra le sue deleghe, quella all’Ambiente

Quali sono le priorità sugli interventi? C’è una scaletta da rispettare?

“Va garantita, in maniera ossessiva, l’efficienza dei sistemi di captazione e adduzione afferenti alle nostre sorgenti. La legge Regionale del 2015 apre, tra le altre cose, alla riorganizzazione del modelli di governance del SII. La Regione dovrà lavorare di lena per favorire possibili aggregazioni che contemplano, va detto, interessi pubblici e privati. Occorrono, quindi, investimenti sulle reti di distribuzione per aggredire gli sprechi”.

Dal vostro punto di vista, chi ha capacità (finanziaria e tecnica) di fare gli interventi sulle reti? La Regione o i privati?

“Potenzialmente entrambi, anche se per entrambi verosimilmente insufficienti. Il vero tema, a mio avviso, è sulla velocità di risposta che hanno mondo pubblico e mondo privato. Nessuno può fare senza l’altro, se si vogliono abbandonare quanto prima le emergenze. È chiaro che contemperare gli interessi in tal senso, in una logica win win, è questione di impegno e volontà che non possono assolutamente mancare”.

Vi siete confrontati con l’Ordine di Benevento?  Si immagina una joint venture fra Alto Calore e Gesesa?

“Abbiamo avviato un confronto. Quelle di Avellino e Benevento sono due aree interne, accomunate da complessità, debolezze e peculiarità più che somiglianti. Concertare soluzioni e strategie di sviluppo territoriale è fondamentale. Non siamo al punto, va detto, di esprimere valutazioni favorevoli o contrarie su possibili joint venture. Ci interessa però che nell’interazione pubblico privato si tenga più che debitamente conto del fatto che l’acqua è e deve continuare ad essere, sia nella sostanza che nella forma, bene collettivo e di prima necessità su cui non possono essere consentite speculazioni di sorta. Di esempi più o meno virtuosi ne abbiamo e, proprio per questo, l’attenzione va tenuta sempre alta”.

L’Ordine rileva il clamoroso ritardo dell’applicazione delle normative. A cosa è dovuto questo ritardo? Il nodo da sciogliere è puramente politico?

“I ritardi nell’applicazione delle normative, per la verità sono tristemente fisiologici. Questo, sì per una eccessiva burocratizzazione del sistema, ma anche e, va detto, perché troppe volte non viene adottato un modello partecipativo nell’elaborazione delle norme. E allora accade che i privati, e penso anche a noi ingegneri su queste e altre questioni, come i decisori pubblici ai livelli inferiori, si ritrovano a dover operare a legge fatta, partendo da zero. È chiaro che, nel caso di specie, il fatto che un soggetto gestore sia sottoposto al controllo, ma anche alle determinazioni, di centinaia di comuni determina un impatto amplificato”.


Le sorgenti Pollentina_di Cassano

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