Comune di Avellino: passaggio di consegne tra l’ex sindaco ed il commissario prefettizio. Priolo è già al lavoro.

Il commissario del Comune di Avellino, Giuseppe Priolo, è arrivato in città nel pomeriggio di oggi. Dopo l'incontro con il prefetto Tirone, si è recato in Comune per un faccia a faccia con l'ex primo cittadino.

Giuseppe Priolo, Commissario prefettizio di Avellino

Il commissario del Comune di Avellino, Giuseppe Priolo, è arrivato in città nel pomeriggio di oggi. Dopo aver incontrato il prefetto Tirone, si è recato a Piazza del Popolo, per un faccia a faccia con il sindaco uscente, Vincenzo Ciampi, insieme alla dirigente di Palazzo di Governo D’Agostino, e per prendere possesso dell’ufficio.

Bruciate, dunque, tutte le tappe procedurali, il delegato del Viminale nei prossimi giorni effettuerà una ricognizione completa della situazione amministrativa dell’ente, come egli stesso ha sottolineato, per occuparsi dell’ordinaria amministrazione del Comune.

Sul suo tavolo, però, ci saranno anche pratiche di particolare rilievo e delicatezza, come la proposta di dichiarazione di dissesto approvata dalla giunta, in contrasto con il parere del Ragioniere capo e in attesa di  un pronunciamento dei revisori dei conti, che non ancora è stato prodotto.

«Ho incontrato il sindaco – ha affermato Priolo -, intendiamo ascoltare, fare un periodo di apprendistato. Assumeremo poi naturalmente per tutte le materie le determinazioni necessarie, che saranno scevre da considerazioni di parte, ma esclusivamente nell’interesse dei cittadini.  Ma ascolteremo tutti. Credo che sia dovere di ogni amministratore in genere e ancor più di un amministratore straordinario ascoltare i rappresentanti eletti democraticamente, i dirigenti e i tecnici e poi assumere le decisioni, in maniera assolutamente aliena da qualsiasi preferenza di parte».

Un argomento sul quale il commissario ha particolarmente insistito: «E’ giusto ed è corretto che la politica abbia le proprie prerogative ed aspettative ed è parimenti giusto che nell’amministrazione da parte nostra si tenga conto soltanto delle esigenze dei cittadini. In questo senso svolgeremo il nostro mandato. Sono onorato e contento di essere qui e di aver ricevuto subito il supporto del prefetto e del suo vicario, D’Agostino, e di un dirigente che già conosce la situazione di Avellino, come Tommasino, che arriverà nei prossimi giorni».

Sono seguiti, poi, i ringraziamenti di rito: «Sono grato al prefetto Tirone, che ho conosciuto e che è persona di elevato pregio e di eccellenza e al Ministro degli Interni che mi ha designato.  Avrò modo di incontrare periodicamente gli organi di informazione. Tra qualche giorno, dopo aver preso cognizione della situazione, convocherò la prima conferenza stampa».

Priolo si è pronunciato anche sulla questione della sfiducia al sindaco: «La fine di una amministrazione è una cosa fisiologica. A volte capita che si determini a seguito di una mozione di sfiducia o per dimissioni del sindaco o dei consiglieri. Altre volte, in alcune realtà, succede per provvedimenti sanzionatori. A noi tocca soltanto gestire al meglio questo periodo di transizione, perché una comunità ha diritto di essere amministrata dai propri rappresentanti legittimamente eletti».

Facendo riferimento alla propria esperienza, anche su fronti molto caldi il prefetto ha voluto precisare che «l’amministrazione di un ente di un Comune in particolare non è mai agevole, al di là delle situazioni. Non lo è per me , per i miei colleghi, né per i sindaci eletti. E’ impegnativa a tutte le latitudini. Non esistono isole felici, né aree che sono etichettate come gestite male. Ci sono ovviamente le differenti problematiche».

Prima di mettere piede ad Avellino, Priolo si è rapidamente informato sulle principali vicende del contesto amministrativo del quale si sarebbe dovuto occupare: «Non nascondo che prima ancora di arrivare ho letto della questione del dissesto, ma avremo tempo per approfondire, considerato che sono appena arrivato in città».