Ciampi sfiduciato, attacchi da destra. Per i 5 Stelle il nodo ricandidatura ad Avellino

I PENTASTELLATI PER ORA NON LO RICANDIDANO. Mentre si levano critiche sulla gestione del rapporto tra il Sindaco e le altre forze consiliari negli ambienti alleati, il Movimento di Grillo lascia decantare la fine dell'amministrazione sorvolando sul futuro del loro uomo di punta al Comune fino ad ora

Potrebbe essere definitivamente chiusa la stagione politica di Vincenzo Ciampi ad Avellino, dopo la sfiducia incassata dal Consiglio comunale sabato 24 novembre.

Segnali contrastanti arrivano da quello che era il suo schieramento, mentre dai suoi colleghi di Movimento non è arrivata alcuna certezza per il suo futuro. Tra le tante dichiarazioni rese, nessuno ha dato appuntamento alle forze politiche tradizionali per la rinvincita di Ciampi. Si è semplicemente preso atto della fine prematura della consiliatura e si è cercato di motivarla con ragioni di opportunità politica legata ai problemi finanziari del Comune capoluogo. A un solo giorno dalla sfiducia incassata in Consiglio comunale, l’ormai ex Sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi si ritrova dunque già al centro di una discussione sul suo futuro.

Il deputato penta stellato Michele Gubitosa accanto alla collega Maria Pallini e al sindaco Vincenzo Ciampi

LA SCELTA DIFFICILE DEI PENTASTELLATI. Tra pochi mesi Avellino tornerà alle urne e il Movimento Cinque Stelle dovrà decidere se ricandidarlo. Voci critiche all’interno dello schieramento che lo sosteneva, l’Area sovranista per intendersi, non mancano. Così come si leva qualche critica all’indirizzo di Ciampi per come ha gestito il rapporto con le altre forze consiliari, soverchianti nel numero rispetto a quelle portate nell’aula di piazza del Popolo dai pentastellati. Nella sostanza da più fronti si fa notare che l’allora Sindaco eletto al ballottaggio non ha fatto nulla per trovarsi in Consiglio la maggioranza necessaria ad amministrare. Anzi, si contesta al primo cittadino il demerito di essere riuscito a compattare un Centrosinistra che era uscito diviso e dilaniato dalle polemiche, dopo la imprevista sconfitta al ballottaggio comunale. Ma sono proprio i leader locali del Movimento a dover fare i conti con la performance di un Sindaco che non ha mai deviato dalla linea tracciata dal Movimento nemmeno sabato, quando con le dimissioni dichiarate in aula (dove gli atti di consiglio fanno le veci del protocollo in caso di dimissioni rese verbalmente) avrebbe potuto strappare altri venti giorni per tentare di organizzare una difesa. Per il M5s candidare Ciampi significa doverne rivendicarne l’operato in toto di fronte alla città, rinunciando ad una parte dell’effetto traino nazionale, per personalizzare sulla figura di Ciampi la proposta di cambiamento, a questo punto però condizionata nella percezione dell’opinione pubblica da ciò che questi mesi sono stati. Nel caso di una scelta diversa, archiviare Ciampi significherebbe ammettere di aver sbagliato a puntare su di lui, riconoscendo che la fine anticipata della consiliatura non dipenderebbe tanto dalla resistenza delle forze di opposizione, quanto dagli errori commessi dal capo della amministrazione. In una fase in cui il vento è cambiato nei sondaggi, i Cinque Stelle rischiano di presentarsi alle elezioni di primavera con problemi molto simili a quelli che generalmente scontano le forze che hanno concluso un mandato di governo: gli si chiederà conto del cambiamento, nella misura effettivamente realizzata.

Vincenzo Ciampi nel giugno di quest’anno alla chiusura della campagna elettorale con il Vicepremier Luigi Di Maio e il Sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia
Il post su Facebook dopo la giornata a Roma dell’alloraSindaco di Avellino con i suoi colleghi di Movimento

CIAMPI PREPARATO A NON PARTECIPARE AL VOTO DI PRIMAVERA? Che Vincenzo Ciampi possa non essere il candidato del Movimento Cinque Stelle nella primavera del 2019 lo ha sostanzialmente fatto capire lo stesso ex Sindaco poche settimane fa, dopo la grande manifestazione del Movimento a Roma. «Conta il progetto di cambiamento proposto per Avellino, non chi ne assume la responsabilità», aveva spiegato, interloquendo con i cronisti nella mattinata della domenica, nelle ultime ore della tradizionale convention pentastellata. Vincenzo Ciampi si era intrattenuto a lungo con i cronisti, tentando anche di ricucire l’incidente diplomatico dei giorni precedenti, quando si era lamentato della scarsa visibilità data ad alcuni provvedimenti approvati dal Consiglio su proposta della Giunta comunale da lui presieduta. Erano i giorni in cui la mozione di sfiducia si accreditava.


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