Avellino, il Consiglio comunale ha approvato la mozione di sfiducia nei confronti di Ciampi.

L'aula ha dato il via libera al documento con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti. Il sindaco del capoluogo è formalmente decaduto ed il civico consesso automaticamente sciolto. In primavera le elezioni anticipate.

Il consiglio comunale di Avellino ha sfiduciato il sindaco Ciampi. Al termine di una lunga seduta iniziata in mattinata, l’aula ha approvato la mozione sottoscritta un mese fa da 19 consiglieri d’opposizione, con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti.

Il primo cittadino del capoluogo è quindi decaduto ed il consiglio automaticamente sciolto. Nei prossimi giorni spetterà al prefetto di Avellino, Maria Tirone, nominare il commissario che si occuperà dell’ordinaria attività istituzionale, fino all’insediamento della nuova amministrazione, che verrà fuori dalla consultazione elettorale della prossima primavera.

Si chiude, dunque, dopo 4 mesi e mezzo una consiliatura che si è rivelata subito particolarmente tesa e giunge al termine l’esperienza di governo dei Cinque Stelle, un governo senza maggioranza, a causa del meccanismo elettorale, che non è stato in grado di coagulare attorno a sè altre forze, pronte a condividere il percorso.

Oltre ai firmatari della mozione, ha deciso di mandare a casa Ciampi anche i consiglieri di Forza Italia. Si sono espressi contro soltanto quattro consiglieri dei Cinque Stelle, più il sindaco, ed Ettore Iacovacci di Avellino Democratica. Il capogruppo del partito di Salvini, Damiano Genoivese, ha deciso di abbandonarte l’aula prima del voto. Si sono, invece, astenuti Adriana Percopo di Avellino libera è progressista, Alfonso Laudonia, ex M5S, e Sabino Morano della Lega.

A seguire il resoconto dell’intera seduta, che Nuova Irpinia ha seguito in tempo reale.

 

IL RESOCONTO DELLA SEDUTA

Il Consiglio comunale di Avellino è riunito in questo momento per discutere e votare la mozione di sfiducia presentata da venti consiglieri di opposizione: dal Pd ai Popolari, da Davvero a Mai Più, da La svolta inizia da te al consigliere Gianluca Gaeta di Insieme Protagonisti, cui si è aggiunta anche Forza Italia.

In corso il dibattito, dopo l’ultimo appello del Sindaco Ciampi ad un rinvio che anche questa volta non è stato accordato. Tra gli interventi, da segnalare quello del pentastellato Alfonso Laudonia, Vicepresidente del Consiglio comunale. Critico nei confronti di Ciampi, “dopo aver accusato gli altri mi sembra che ora è lei attaccato alla poltrona”. Ha annunciato l’astensione.

Il Presidente del Consiglio Comunale Ugo Maggio ha letto il testo della mozione, predisponendo l’assemblea al dibattito, cui seguirà poi il voto finale per chiamata nominale. Non sono state accolte le richieste di discussione preliminari su mozioni specifiche riferite ad altro argomento. I consiglieri sono determinati a chiudere rapidamente la discussione per andare al voto. Al momento è accreditato a sostegno della mozione uno schieramento ben più ampio dei 17 voti richiesti dallo statuto per decretare la fine anticipata della consiliatura, la più breve dell’epoca moderna ad Avellino. Se la mozione passerà, sarà nominato un commissario prefettizio, con il compito di garantire l’ordinaria amministrazione e adottare i provvedimenti finanziari del caso, fino allo svolgimento delle elezioni, che ripristineranno con la ripresa del processo democratico gli organi elettivi del Comune.

Il dibattito è stato aperto dall’intervento di Leonardo Festa di Mai Più, che ha manifestato la propria delusione per l’atteggiamento avuto dall’amministrazione cittadina in questi mesi: “E’ assurdo che per conoscere la posizione del sindaco dobbiamo consultare il suo profilo Facebook. Non c’è alcuna volontà di confronto, ma soltanto l’intenzione di attaccare e offendere gli avversari”.

Lorenzo Ridente dei Cinque Stelle ha invece difeso il lavoro svolto dalla giunta, sostenendo che la mozione di sfiducia è incomprensibile. Diversa la valutazione espressa da un altro esponente del gruppo M5S, Alfonso Laudonia, che negli ultimi tempi ha preso le distanze dal governo cittadino: “Ho deciso di astenermi. Fino ad oggi ho sempre votato i provvedimenti dell’esecutivo, ma il vicesindaco non mi considera più parte della maggioranza. Abbiamo sempre detto di non essere attaccati alla poltrona, però adesso sono gli altri a fare un passo indietro, mentre il primo cittadino chiede responsabilità. Quella responsabilità che in questi mesi è mancata. Anzichè dimostrare amore per Avellino, si è preferito alimentare l’odio”.

Alberto Bilotta di Avellino è Popolare ha replicato all’intervento di Ciampi: “Il suo appello è fuori tempo. La mozione si sarebbe dovuta votare prima, ma i tatticismi di qualche gruppo hanno condizionato il percorso. Non c’è stata alcuna “operazione verità”, ma soltanto spot di propaganda. I problemi si risolvono con la concretezza ed intepretando i bisogni della comunità”.

La capogruppo del Pd, Enza Ambrosone, ha incalzato il consigliere Ridente e l’amministrazione: “Davvero credete di potervi intestare i lavori di riqualificazione della Bonatti o la riapertura del Ponte della Ferriera? Non avete nessun imbarazzo a manipolare in maniera così evidente la realtà dei fatti?”. La rappresentanre dei Democratici ha poi sollevato il caso dell’ennesimo post polemico pubblicato sul profilo social di Ciampi, proprio mentre il sindaco era in aula: “Abbiamo la conferma che l’autore dei post non è lei. L’anonimo autore però non ha atteso nemmeno la fine del dibattito per commentare la sfiducia”. Per la cronaca, il post incriminato è stato immediatamente cancellato, ma poco dopo nuovamente ripubblicato.

Nicola Giordano di Avellino è Popolare non ha risparmiato critiche: “La città non si fida più di lei. Sul baratro l’ha spinta chi decide cosa deve fare, ciò che deve dire o scrivere. E se non lo fa, incarica altri di farlo a posto suo. Sindaco, avrebbe dovuto avere più coraggio e dire che la giunta non l’ha nominata lei, ma le è stata imposta”.

“La mozione di sfiducia – ha affermato il capogruppo di Mai Più, Luca Cipriano – è l’unico modo per fare pulizia. I Cinque Stelle hanno lottizzato ogni incarico in questa città. Un movimento che rivendica continuamente di essere l’unico depositario della moralità non può affidare qualunque poltrona disponibile ai trombati della propria lista elettorale. Lo stesso metodo viene utilizzato anche a Roma, a cominciare dalla Rai. Il sindaco fino all’ultimo ha cercato di salvare il suo incarico, persino facendo circolare la voce questa mattina di essere disposto a rassegnare le dimissioni per azzerare la giunta e ricominciare. D’altra parte, al vostro incarico è iniziato un gioco al massacro, per decidere chi prenderà il testimone. Il M5S ad Avellino, però, avrà sempre un sindaco ombra, un sindaco Facebook, Carlo Sibilia, il vero killer di Ciampi”. Il consigliere ha anche riferito alcuni retroscena delle ultime tormentate ore del sindaco, tra richieste di dimissioni ai suoi assessori, respinte dagli interessati, su suggerimento di esponenti nazionali Cinque Stelle, senza che lui battesse ciglio, ed altre interferenze.

Nadia Arace di Si può ha bacchettato l’amministrazione: “Ciampi si è reso protagonista di un governo avventurista incentrato unicamente sul conflitto con il passato, senza riuscire a costruire un’alternativa al fallimento degli scorsi anni. Oggi mentre parlavamo, qualche “manina”, su Facebook e per suo conto, provocava il Consiglio Comunale. Ciampi è stato il primo a non credere nel cambiamento. Il gioco tra onesti e disonesti è un bluff, perché avete lottizzato tutti. Come e peggio di quelli di prima. Il sindaco non ha assunto una posizione nemmeno sull’acqua pubblica, diventando complice di ciò che sta succedendo all’Alto Calore”.

Il consigliere Dino Preziosi ha sostenuto di essere deluso dal tenore del dibattito in corso: “Nessuno si ricorda che fuori di qui c’è una città. Quella di Ciampi, comunque, è solo una mezza “operazione verità”. Peraltro la giunta ha prodotto diversi atti sbagliati. Sono io, invece, che da sei anni cerco di fare chiarezza sui conti dell’ente. Oggi non vince il fronte della sfiducia, perdiamo tutti. Il sindaco non ha avuto il coraggio di affrancarsi da un presunto leader. A prevalere è il qualunquismo. E’ mancato il senso di responsabilità. Si è fatto avanti un civismo fasullo, da salotto. Avellino ha bisogno di partecipazione e di attenzione verso le periferie”.

Il capogruppo del M5S, Antonio Aquino ha difeso l’esecutivo: “Si giudica e si criticano 4 mesi di attività, ma non si dice niente degli ultimi 40 anni. Cosa è stato fatto per la città? Il Movimento ha cercato di risolvere i problemi del capoluogo, ma si è trovata di fronte un’opposizione per nulla costruttiva”.

Sabino Morano della Lega ha cercato di marcare le distanze dal centrosinistra e dagli altri gruppi, senza risparmiare critiche al sindaco: “Lo abbiamo sostenuto e siamo stati disponibili a collaborare, ma è stato presto chiaro che non si voleva dare realmente vita al cambiamento. Oggi è Sibilia che ottiene un risultato, vedendo sullo stesso fronte chi ha amministrato in tutti questi anni ed una parte di chi sperava in una svolta”.

“Ciampi – ha incalzato il capogruppo dei Popolari, Nello Pizza – più che il sindaco, è stato soltanto il candidato dei Cinque Stelle. Una sorta di Dr. Jekyll e Mr Hyde: mite in aula e aggressivo sui social. Il modello gestionale adottato si è ispirato ad un familismo amorale”.

La capogruppo di Forza Italia, Ines Fruncillo, ha spiegato la posizione dei berlusconiani: “Il nostro obiettivo era impegnarci per il bene comune. Ci abbiamo provato, ma non è stato possibile. In quest’aula ci sono molti presunti vincitori, ma sicuramente chi ha perso sono i cittadini. Il sindaco non è stato in grado di sottrarsi da chi ha cercato di strangolarlo”.

Anche Stefano Luongo di Insieme Protagonisti ha dichiarato, allineandosi alla posizione del suo collega di gruppo Gaeta, di essere pronto a votare la sfiducia: “Gli elettori ci hanno affidato il compito di trovare soluzioni ai problemi, non di lasciare campo libero al commissario. Avrei preferito occuparmi prima dei conti del Comune, ma l’atteggiamento arrogante dell’amministrazione mi ha convinto che non c’è altra strada, oltre la sfiducia. Il sindaco ha ancora la possibilità di dimettersi, prendendo le distanze dal M5S e di aprirsi ad un confronto con le altre forze politiche”.

Ha poi preso la parola il capogruppo di Davvero, Gianluca Festa: “Non è una scelta semplice quella che stiamo compiendo, ma è necessario porre fine ad una agonia amministrativa alla quale stiamo assistendo. Non si governa con la pancia. Non bastano gli slogan. L’unica operazione verità l’ha portata avanti il commissatio Tomasino. Per quanto riguarda il futuro penso che si debba andare fuori dagli schemi già visti”.

Adriana Percopo di Avellino Libera è Progressista ha affremato di non condividere le ragioni addotte dalla mozione di sfiducia e che quindi si asterrà al momento del voto.

Il dibattito è terminato. Il presidente del consiglio Ugo Maggio dichiara aperte le operazioni di voto. Ma il sindaco chiede una breve sospensione dei lavori, che viene messa ai voti, per appello nominale. La richiesta è stata respinta.

In un clima particolarmente movimentato si passa direttamente alla votazione della mozione, non essendoci stata alcuna prenotazione per le dichiarazioni preventive.

Appello nominale.

Il risultato: 23 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti.

Il sindaco Ciampi è stato sfiduciato.

 


Il Sindaco Vincenzo Ciampi in Consiglio comunale

IL TESTO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA DEL 28 OTTOBRE

Al Presidente
Consiglio Comunale di Avellino

dott. Ugo Maggio SEDE

Al. Segretario Generale Comune di Avellino

dott. Lizza SEDE

S.E. Prefetto di Avellinodott.ssa Maria Tirone

SEDE

OGGETTO: Mozione di sfiducia ex art. 52 d.lgs. n. 267/2000

Gli scriventi Consiglieri Comunali di Avellino

VISTI

  • l’52 del d.lgs. 267/2000
  • l’art. 51 dello Statuto del Comune di Avellino
  • l’art. 53 del Regolamento del Consiglio Comunale di AvellinoPREMESSO

– che il risultato elettorale delle elezioni amministrative dello scorso 10 e 24 giugno ha restituito un inedito scenario politico di anomala e forte instabilità, caratterizzando l’esito della consultazione con il fenomeno della cosiddetta “anatra zoppa”, ovvero di un consistentescostamento politico tra il Sindaco Vincenzo Ciampi, eletto per il Movimento 5 Stelle, e la maggioranza consiliare composta, invece, da ben 27 esponenti appartenenti a forze politiche contrapposte;

  • –  che il Sindaco eletto si trova, a tutt’oggi, a guidare un governo di acclarata minoranza con il sostegno solamente di 5 consiglieri eletti nel Movimento 5 Stelle ed il consenso occasionale di pochi altri consiglieri comunali di altre forze politiche;
  • –  che, nel rispetto del risultato elettorale, i consiglieri comunali sottoscritti hanno da subito offerto, nell’interesse della città, un atteggiamento non ostile con il chiaro intento di condurre una opposizione responsabile;
  • –  che nel corso di questi mesi, nonostante la disponibilità dei medesimi consiglieri, non è stato aperto dal Sindaco alcun dialogo che potesse lasciar intravedere il tentativo serio di volersi confrontare sui problemi della città;
  • –  che ad oltre 3 mesi dall’insediamento del Consiglio Comunale di Avellino l’azione amministrativa vive, pertanto, una pericolosa situazione di stallo, non risultando di fatto avviata alcuna iniziativa o azione di governo da parte del Sindaco e della Giunta comunale, non risultando effettivamente operativa la macchina comunale nel pieno delle proprie funzioni istituzionali ed amministrative;
  • –  che il sindaco non è nemmeno riuscito ad esprimere un indirizzo di governo chiaro ed univoco, una scelta programmatica identificativa delle volontà strategiche del Movimento 5 Stelle per il governo della città di Avellino, accrescendo così un clima di confusione ed incertezza che non favorisce la risoluzione di problematiche emergenziali che attanagliano la popolazione avellinese;
  • –  che le stesse linee programmatiche, atto di rilevanza strategica assoluta nel disegno di un progetto di governo per la città, sono state inizialmente sottoscritte dal Sindaco (sentita la Giunta comunale) e proposte nella seduta di Consiglio Comunale del 6 settembre 2018, per poi essere subito ed immotivatamente ritirate e poi ripresentate (sostanzialmente identiche) nella seduta del 17 settembre 2018, registrando all’esito della relativa votazione una netta ed inequivocabile bocciatura politica con 9 adesioni (compreso quello dello stesso Sindaco) e 23 dissensi;
  • –  che l’empasse del Sindaco e della Giunta è, inoltre, risultata talmente evidente che S.E. il Prefetto di Avellino ha ritenuto di dover commissariare l’Ente in relazione alla stesura del Bilancio Consuntivo 2017, sottraendone di fatto la responsabilità alla Giunta Comunale e all’Assessore al Bilancio a favore di un Commissario di comprovata esperienza;CONSIDERATO

– che l’atteggiamento del Sindaco e dell’intera maggioranza toglie ogni dubbio in relazione alla volontà da parte del Movimento 5 Stelle di ricercare una effettiva soluzione politica alla profonda crisi in atto, ritenendo che il Consiglio Comunale debba ridurre le proprie funzioni e prerogative alla semplice ratifica di decisioni ed iniziative assunte dalla Giunta;

  • –  che il Sindaco, al contrario, spinto dalla parte politica che lo sostiene, ha continuato ad alimentare lo scontro in un clima di costante campagna elettorale non disdegnando la mortificazione dei luoghi e dei simboli istituzionali;
  • –  che lo stesso Sindaco ha irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il Consiglio Comunale rendendosi protagonista di una serie di preoccupanti e reiterate cose non vere relative a scelte di natura politica e amministrativa, minando nel profondo la credibilità e l’autorevolezza che il primo cittadino deve necessariamente avere nel rapporto con la città;
  • –  che in più occasioni il Sindaco ed il Movimento 5 Stelle hanno dimostrato l’impreparazione sia istituzionale che amministrativa, procedendo con atti errati o incompleti che hanno palesato evidente incompetenza ed inadeguatezza al ruolo ricoperto;
  • –  che le stesse linee programmatiche presentate dal Sindaco ed ampiamente bocciate dal Consiglio Comunale non contengono alcuna indicazione concreta in merito alle strategie per lo sviluppo della città, essendo inoltre prive di qualsivoglia necessaria indicazione in merito a tempistiche/modalità di attuazione e coperture economiche, come prescrive anche la norma sulla armonizzazione contabile;
  • –  che il Consiglio Comunale non può restare passivamente in attesa che il Sindaco e la Giunta decidano di iniziare realmente ad amministrare la città, assistendo al degrado che arreca inevitabili danni ai cittadini ed alla comunità intera;
  • –  che in tale contesto di paralisi amministrativa la città di Avellino rischia di perdere ingenti finanziamenti nazionali ed europei, di non completare strategiche e rilevanti opere pubbliche in cantiere, nonché di determinare un dannoso blocco istituzionale in tutti gli Enti sovracomunali che vedono il capoluogo protagonista;
  • –  che, pertanto, non si ravvisa alcuna valida motivazione per prolungare ulteriormente una lunga agonia politica all’insegna di un violento e scorretto scontro istituzionale, alimentato da continue ed inutili provocazioni del Movimento 5 Stelle.Tanto premesso, gli scriventi Consiglieri Comunali, facendosi carico di una scelta dolorosa ma necessaria, certi che non sussistono le condizioni politiche per proseguire positivamente la consiliatura, convinti della necessità di offrire alla città l’opportunità di tornare ad esprimersi attraverso il voto e stabilire così una maggioranza definita, chiara e coesa, CHIEDONO a norma dell’art. 51 c. 3 dello Statuto del Comune di Avellino, la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria, da tenersi non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla data odierna, onde procedere alla votazione per appello nominale della presente mozione di sfiducia, ai sensi dell’ex art. 52 d.lgs. 267/2000, che formalmente inoltrano.Avellino, 25/10/2018 I Consiglieri