Solofra, la laurea in Videogiochi vale a Malta, non in Italia

DON PATRIZIO COPPOLA, "PADRE JOYSTICK" A "LA VITA IN DIRETTA". Il parroco della città conciaria chiede al Governo italiano di intervenire per riconoscere un titolo di studio accolto dall'Unione Europea e valorizzato dalle aziende informatiche del Vecchio Continente

Il centro di Solofra

“L’Italia non vuole riconoscerci il titolo di studio della laurea in Arti Digitali, Animazione e Videogiochi, e ci siamo rivolti a Malta, ottenendo così il riconoscimento del titolo di studio a valenza europea”. Così Don Patrizio Coppola, meglio noto come “padre Jojstick” che a Solofra ha fondato l’Università dei videogiochi. Ospite della nota trasmissione di Rai Uno “la vita in diretta”, Don Patrizio ha illustrato gli elementi di una ricetta vincente che hanno consentito ad alcuni giovani di frequentare il campus della Valletta Higher Education Istitute in cui si formano i nuovi professionisti che progettano videogiochi e cartoni animati. Alcuni di loro sono stati assorbiti dalla struttura tecnica del Commonwealth Britannico.

Don Patrizio Parroco e gli studenti del suo corso di Laurea in Videogiochi

UN PARROCO AL FIANCO DI CHI SOFFRE. Parroco impegnato soprattutto per portare sollievo agli ammalati dell’ospedale solofrano, Don Patrizio è un convinto sostenitore del potere del gioco e dell’intrattenimento, che lui considera strumento efficace per stimolare le curiosità e le sperimentazioni da parte dei giovani. Così la tecnologia applicata al gioco non si esaurisce nello spazio ricreativo, ma è in grado stimolare l’ingegno e la creatività, fino a sfociare in opportunità di lavoro. Se è vero- come è vero- che la digitalizzazione e le sperimentazioni delle nuove tecnologie rappresentano la carta vincente per rianimare le zone interne del Mezzogiorno d’Italia, il progetto di Don Patrizio è destinato ad incrociare gli indirizzi politici di diversi amministratori e imprenditori, agganciando in toto la strategia annunciata dal sindaco di Lioni Yuri Gioino nel progetto di realizzazione del Borgo 4.0.

L’ATTENZIONE DELLA RAI. Ai microfoni del programma Rai, il parroco ha illustrato gli esordi della prima Università dei videogiochi, un’idea nata dal connubio di diversi fattori: la passione per la tecnologia e per la cultura innanzitutto. “Un popolo può crescere solo se studia, e allora ho deciso di fare qualcosa, scegliendo i videogiochi perché sono uno strumento semplice, vicino ai giovani, che solletica la fantasia e la curiosità in modo costruttivo”. Oggi l’Istituto è ubicato a Solofra presso il Centro ASI, e a partire dall’inizio delle lezioni è prevista l’attivazione di un servizio navetta dalla stazione di Salerno per consentire gli spostamenti degli studenti. L’offerta formativa si articola di due corsi di laurea: la laurea triennale in Arti Digitali- Animazione e videogiochi; e la Laurea Magistrale in Comunicazione digitale e visuale- animazione, videogiochi e cinema.


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Una Alfa Romeo nel laboratorio Adler

ARCHIVIO. L’Università dei videogiochi sul Quotidiano della Cei Avvenire

Joystick

GLI SBOCCHI PROFESSIONALI. Al termine dei tre anni di corso, gli studenti saranno in possesso di conoscenze di base e competenze specifiche che permetteranno loro di entrare nell’industria ricoprendo ruoli come Game Designer, Art Director, Programmatore, 3D artist, 2D artist, Sceneggiatore,  Web Designer, Game Tester, VFX Artist, Montatore, Compositor, Sound Designer e Marketing Manager. Senza trascurare anche la possibilità di lanciarsi nello sviluppo e nella produzione indipendenti, lavorando in proprio o fondando Start-up che si inseriscano nel mercato indie. “Il 18 luglio 2017 hanno completato il ciclo di studi i primi dodici laureati, che sono entrati, di fatto, nella storia come i primi studenti in Italia ad aver conseguito una Laurea Triennale con orientamento Videogiochi e Animazione. Attualmente oltre il 60% degli studenti, tra laureati e laureandi, è riuscito a collocarsi nel mondo del lavoro” si legge nel portale dell’ateneo. “Nell’Anno Accademico 2017/2018 l’istituto ha inaugurato il suo nuovo polo didattico in Campania importando in Italia la Bachelor of Arts in Digital Arts – Video Game e Animation del Valletta Higher Education Institute di Malta, con lo scopo di poter così conferire ai propri studenti un titolo di studio di valore internazionale”.

CINQUE ANNI FA TUTTO EBBE INIZIO. Il progetto IUDAV nasce nel 2013 a Salerno in seno alla Fondazione Children Media, una realtà no profit impegnata nella promozione della cultura dell’entertainment, ponendosi come obiettivo quello di formare i futuri professionisti dei settori Videogiochi e Animazione. Nel 2014, grazie a un accordo tra la FCM e realtà universitarie, nasce sul territorio italiano il primo corso di Laurea Triennale con orientamento Videogiochi e Animazione. Presiede la Fondazione Antonio Luca. Don Joystick attualmente è il direttore della Fondazione, e si avvale di un responsabile Didattico, Carlo Cuomo, di un Coordinatore Area Videogiochi, Riccardo Cangini,  Francesco Colombo che è il Coordinatore Area Animazione, e di Carmine Zigarelli, che è invece il Responsabile amministrativo.

L’Università di Malta

IL RUOLO DI MALTA. Nel 2013 inaugura il primo corso di studi in Comunicazione digitale in animazione e videogioco, grazie al sostegno della Link Campus University di Pozzuoli, che si trasformerà grazie ai contatti con Malta e all’entusiasmo manifestato dal Ministro maltese Evaristo Bartolo nella Valletta Higher Education Institute. “Proprio il Ministro maltese- ha spiegato il parroco alla tv- ha accolto e sostenuto il nostro progetto. Essendo Malta un Paese della Comunità Europea, sposando il progetto ha consentito che fosse riconosciuto un titolo di studio a valenza europea, accreditando il nostro ateneo sul mercato internazionale”.

«L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALIZZANTE». In particolare, Don Jojstick ha sottolineato la necessità dei giovani irpini di godere della formazione professionale necessaria non solo per competere nel mondo del lavoro, ma anche per restare nella terra d’origine e mettere a frutto il patrimonio culturale acquisito. Il progetto del parroco incrocia dunque il duplice obiettivo di formare i ragazzi, e consentire loro di fare decollare l’economia irpina e delle zone interne del Mezzogiorno in generale. Alla luce dei risultati ottenuti, intanto, la richiesta dei giovani da parte delle aziende risulta in crescita, così come cresce in maniera esponenziale, il numero degli iscritti ai corsi universitari.