Ariano Irpino, domenica al Teatro Comunale “Doppio legame””

Alle ore 18 presso l’Auditorium Comunale secondo appuntamento della stagione 2018/2019 “Sono tutti a teatro”, a cura della Compagnia SulReale. La messa in scena affronta il delicato tema della violenza psicologica e della dipendenza affettiva, esso nasce a seguito d

Ad Ariano Irpino domenica 28 ottobre alle ore 18,00 presso l’Auditorium Comunale secondo appuntamento della Stagione Teatrale 2018/2019 “Sono tutti a teatro”, a cura della Compagnia SulReale, con lo spettacolo «Doppio legame – Quando l’inferno uccide l’amore». Lo spettacolo tratta il delicato tema della violenza psicologica e della dipendenza affettiva, esso nasce a seguito di una lunga documentazione su numerosi casi di Femminicidio e il lavoro che la regista Antonella Salvatore autrice e regista dello spettacolo, svolge come Theatre-Counselor ad Approccio Reazionale all’interno di gruppi di sostegno di donne e uomini vittima di violenza psicologica e di dipendenza affettiva patologica.

IL TEMA. Il termine “Doppio legame” indica una situazione in cui la comunicazione tra due individui, uniti da una relazione emotivamente intensa, presenta un’incongruenza tra quello che viene detto a parole e quello che viene espresso a livello non verbale con gesti, atteggiamenti, tono di voce, ecc.. I protagonisti dello spettacolo sono stati esposti ad un “Doppio Legame” per lungo tempo, a partire dall’infanzia e sono divenuti adulti incapaci di valutare la pericolosità del loro rapporto di coppia.

La violenza psicologica con cui il protagonista maschile mantiene il controllo della relazione, causa alla donna lividi invisibili che portano ad una sofferenza che distrugge la sua mente, portandola alla follia e i protagonisti della coppia cominciano a inter-scambiarsi tre ruoli diversi di salvatore, vittima e carnefice.

Una Drammaturgia Contemporanea ricca di oggetti scenici metaforici. Lo spazio scenico a fine spettacolo si riempie di rose rosse usate lungo tutto lo spettacolo per sedurre, tradire, manipolare, colpire, creare tracce di un copione di vita legato all’idea di amore che è stata trasmessa ai protagonisti dai loro genitori e dalla loro infanzia. Piani temporali differenti si intrecciano per mostrare pensieri, ricordi, aspettative, paure in un limbo in cui la luce sottolinea l’alternarsi di un piano scenico reale e quotidiano ad uno astratto e onirico. I protagonisti dello spettacolo sono una coppia coinvolta in una relazione paradossale ma molto diffusa in cui la violenza psicologica non viene riconosciuta come tale da chi la vive e la attua. L’uomo e la donna per effetto di una relazione che non riescono a interrompere si scambiano il ruolo di vittima, salvatore e carnefice in modo estenuante fino a ritrovarsi in una posizione umana insostenibile.