Gli ex amministratori della giunta Foti convertiti al leghismo

L'ex vicesindaco di Avellino, Elena Iaverone, e gli ex assessori, Arturo Iannaccone e Ugo Tomasone, hanno aderito al movimento Rete civica per l'Italia che si propone come alleato del partito di Salvini

Ex amministratori della giunta Foti approdano sui lidi della Lega. Sarà forse l’effetto dell’esperienza di governo o probabilmente il successo di Salvini nei sondaggi o più semplicemente ciò che Guido Dorso etichettava come “la malattia dell’intera classe dirigente meridionale”, il trasformismo, ma l’ex vicesindaco di Avellino, Maria Elena Iaverone, e gli ex assessori all’Urbanistica, Ugo Tomasone, e alle Attività produttive, Arturo Iannaccone, hanno deciso di passare armi e bagagli con la destra.

I tre ex assessori nella Rete Civica per l’Italia vicina alla Lega di Matteo Salvini, da sinistra: Arturo Iannaccone, Ugo Tomasone e Maria Elena Iaverone. Non c’entra il Sindaco Paolo Foti, che resta riferimento del Partito Democratico

Da esponenti del Pd – di vecchio corso o di recente acquisizione – e da rappresentanti del governo cittadino di centrosinistra, i tre hanno deciso di aderire o piuttosto costituire insieme ad altri il movimento nazionale (in realtà presente soltanto a macchia di leopardo nel Sud) “Rete civica per l’Italia”, che dichiara esplicitamente di riconoscersi nelle istanze che Salvini porta avanti.

Non a caso l’iniziativa convocata a Pietrelcina, poi rinviata, che avrebbe dovuto lanciare pubblicamente il movimento, prevedeva la presenza del coordinatore regionale e deputato della Lega, Gianluca Cantalamessa, figlio dell’ex europarlamentare missino, Antonio Nicola, ed anch’egli con un passato prima nel Msi, poi in An e successivamente nel Pdl.

All’iniziativa dei nuovi filoleghisti irpini e sanniti era programmata anche la presenza di Elio Vittorio Belcastro, già sottosegretario all’Ambiente del governo Berlusconi IV.

Politico calabrese, ex sindaco di Rizziconi, poi deputato, è stato coordinatore regionale del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo (organizzazione che inizialmente si propose come terzo polo della scena politica meridionale, ma in seguito si alleò con il centrodestra, siglando un accordo con la Lega di Bossi), che lasciò insieme ad Arturo Iannaccone, Enzo Scotti ed altri esponenti per costituire Noi Sud, poi confluito nel raggruppamento parlamentare Iniziativa responsabile, che consentì all’ex Cavaliere di Arcore di varare il suo quarto governo, ed infine il 7 novembre 2011 fondò, sempre con Iannaccone e con Americo Porfidia, la componente dal chilometrico nome “Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud)”.

L’obiettivo della Rete civica è «riunire movimenti ed associazioni per difendere le peculiarità del territorio, ed in particolare del Sud che da anni vive in uno stato di emarginazione sociale ed economica. In questo contesto l’avvio di un confronto politico con la Lega che, divenuto partito nazionale, al governo del Paese può anche rappresentare al meglio le istanze e le esigenze delle comunità meridionali che vanno dalla riduzione della disoccupazione giovanile, a maggiori infrastrutture, a più sicurezza e servizi qualificati».

In buona sostanza, si ripropone un mini-partitino meridionale ed autonomista, che come già successe per l’Mpa, prova a stringere un accordo con la Lega, sperando che questa volta possa dare maggiori risultati, visti i consensi in crescita per Salvini.

Un passo che potrebbe spingersi anche più in là, in considerazione del percorso congressuale di riorganizzazione della Lega – con un nuovo profilo nazionale, sovranista e nero-verde (inviso a Bossi) – resosi ancora più necessario dopo i guai giudiziari causati dall’appropriazione indebita di finanziamenti pubblici, per 49 milioni di euro, che hanno suggerito ai vertici del Carroccio di trovare una nuova denominazione, già assunta con la sigla “Lega – Salvini premier”, che non è detto sia quella definitiva, anche perché altre forze potrebbero aggregarsi, a cominciare dal Movimento nazionale di Alemanno.

Per Arturo Iannaccone è quindi una sorta di ritorno al passato, ma in realtà lo è anche per Ugo Tomasone, che prima di essere nominato assessore al Comune di Avellino era vicino agli ambienti di destra ed in particolare ad An. Ragioni per le quali i due e soprattutto il primo hanno ricevuto diverse critiche, da parte di chi – sia nella maggioranza che nell’opposizione alla giunta Foti – li considerava estranei all’area politica di centrosinistra.

Chissà se la Lega e più in generale la destra proveranno imbarazzo, sul piano politico, ad avere come compagni di strada degli ex avversari, protagonisti della tanto criticata esperienza amministrativa cittadina, da non molto terminata. A ben pensarci, però, non è affatto la prima volta che succede.