Monti Picentini, Capone propone il Parco nazionale

Il sindaco di Montella Ferruccio Capone lancia la proposta affidare il Parco regionale dei Monti Picentini al Ministero per le politiche agricole e forestali, per promuovere la valorizzazione del sito naturalistico e superare la progettazione dell'azienda forestale. Scettico sul progetto pilota: "La città dell'Alta irpinia non esiste"

L’amministrazione comunale di Montella guidata dal sindaco Ferruccio Capone avanza la proposta di far diventare nazionale il Parco regionale Monti Picentini e affidarlo al controllo Ministeriale, per consentire ad una delle aree naturalistiche protette più estese del Mezzogiorno d’Italia di entrare nel novero di siti di rilevanza europea. L’obiettivo è quello di responsabilizzare il Governo sulla tutela della risorsa idrica. Ma la proposta ha anche altri fini: Capone ritiene necessario sottrarre questo bene ambientale ai governi regionali che nel tempo si succedono, “in modo da mettere a regime la risorsa parco e attrarre turisti da tutta Europa e per dotarlo di una struttura di guardie ambientali” ha spiegato il sindaco Capone.

La proposta è stata avanzata da tempo dal sindaco, ai 18 comuni irpini interessati dai confini del parco, e ai 16 afferenti al salernitano; così come la proposta è stata candidata al tavolo del progetto pilota, in occasione del dibattito portato avanti sulla forestazione. Ma nè il tavolo del progetto pilota, nè i sindaci interessati sembrano manifestare particolare interesse rispetto alla bozza di delibera diffusa da Ferruccio Capone, così la proposta resta lettera morta.

Il parco regionale Monti Picentini è una area naturale protetta della regione Campania istituito nel 1995, e oggi ha sede a Nusco. La stessa sede del Parco è ubicata a Palazzo di Città, dove si trovano gli uffici del direttore e di un commissario. “Il Parco deve rientrare nell’elenco dei 24 parchi nazionali riconosciuti dal Ministero perchè per estensione conquisterebbe il decimo posto nella classifica nazionale” spiega il sindaco. “I parchi nazionali sono gestiti dal Ministero per le Politiche Agricole, che fa capo alla Comunità Europea; rientrano nella cartografia internazionale e godono dei finanziamenti dell’Unione Europea. Avremmo solo benefici dalla candidatura su scala nazionale”.

Ad oggi- spiega Capone- la tutela della Campania consiste nel trasferimento di circa 100mila euro annui, utili a pagare gli stipendi della struttura. Ma il Parco è fermo da tre anni e manca un regolamento, così come risulta congelato un aggiornamento della perimetrazione. “Siamo fermi al palo almeno da cinque anni, e non possiamo sprecare questa occasione, soprattutto alla luce delle opportunità di respiro turistico e valorizzazione ambientale che sono state predisposte dalla stessa Regione Campania e in seno al Progetto Pilota”.

Sono stati candidati dei progetti in passato, ma non esiste una struttura che consente la progettazione per conto dei comuni. Montella ha ottenuto l’ufficio tecnico per la valutazione di incidenza, ovvero una sede centrale del parco in cui gli Enti possono richiedere una certificazione che originariamente veniva rilasciata soltanto dalla Regione Campania a Napoli. “Il Parco dei Picentini vive con risorse e finanziamenti ridotti, e in base ai progetti che vengono candidati” continua il sindaco. “Una valorizzazione del sito a Parco nazionale oltre che alla visibilità, avrebbe una giusta valorizzazione del patrimonio ambientale e naturale, con la cura dell’antincendio, la ricostruzione dei sentieri, la valorizzazione dei reperti e delle strutture rurali, delle sorgenti e di tutte le risorse esistenti. Senza contare la possibilità di assumere almeno 15 guardie ambientali come dipendenti del parco stesso”.

Capone chiede un impegno sulla valorizzazione dell’esistente, e la definizione di una politica di valorizzazione dei boschi e delle foreste, che a suo dire, potrebbe superare le aspettative della costruenda azienda forestale dell’Alta Irpinia. “Il solo comune di Montella ha una estensione di 83 km quadrati, e l’80 per cento del territorio è caratterizzato da montagne. Sono scettico sulla realizzazione dell’azienda forestale, e ho serie perplessità sulla concretizzazione dell’iter che è stato predisposto dalla Fondazione Montagne Italia”.

Sui lavori della fondazione designata come capofila e Rup per lo studio di fattibilità della progettazione, Capone critica la mancata condivisione con i comuni. “Nessuno ci ha detto qual è il progetto, nè quali sono gli interventi. Non sappiamo se ci sono interventi programmati per mitigare il rischio idrogeologico, se sugli allevamenti. Ci è stato solo richiesto di approvare il protocollo d’intesa e di mettere a disposizione i nostri territori. Non credo che entro il 10 ottobre riusciremo a formalizzare tutti gli adempimenti e ad aderire al partenariato pubblico privato fra comuni, aziende e associazioni” conclude.