Usura ed estorsione: progetto di adozione sociale delle vittime

Il sottosegretario agli Interni, Luigi Gaetti, ad Avellino per la presentazione del programma "Legalità e sicurezza" della Prefettura. Tappa al maglificio di Quindici, sorto nell'ex villa bunker del clan Graziano.

Usura ed estorsione: istituzioni in campo con un progetto di adozione sociale delle vittime.

In occasione della giornata nazionale della Finanza etica e della microfinanza, anche ad Avellino si è tenuto un summit presso la Prefettura, alla presenza del sottosegretario agli Interni, Luigi Gaetti, per presentare il programma “Legalità e Sicurezza in provincia di Avellino: un progetto di adozione sociale per le vittime e le possibili vittime di usura ed estorsione”.

Il sottosegretario agli Interni, Luigi Gaetti

Prima di giungere nel capoluogo, il rappresentante di governo ha fatto tappa a Quindici, per testimoniare la vicinanza dello Stato all’iniziativa solidale di riutilizzo dei beni confiscati alla camorra, promossa da Libera: il maglificio 100quindici passi.

«E’ una grandissima sfida – ha affermato Gaetti -, su un territorio così complesso: parliamo di uno tra i primi comuni italiani sciolti per infiltrazioni mafiose, ai tempi del presidente Pertini. Il primo bene confiscato nella provincia di Avellino, una villa bunker una volta appartenuta al clan Graziano, è divenuta un laboratorio artigianale. Aprire un’attività imprenditoriale è un traguardo incredibile, mantenerlo in vita dopo tre anni ancor di più».

La visita di Gaetti al maglificio 100Quindici passi impiantato nell’ex villa bunker del clan Graziano

Il sottosegretario ha sottolineato che questi territori si stanno impegnando a dare segnali di speranza e manifestano una volontà concreta ad invertire la rotta rispetto alle infiltrazioni criminali: «Il compito dello Stato è quello di essere presente e di impegnare tutte le risorse possibili per sconfiggere la criminalità che prosciuga ricchezze dai territori, ma anche risorse umane, culturali, bellezza, speranza. Il maglificio 100Quindici Passi è molto di più che un’attività lavorativa per la produzione di ricchezza, rappresenta un progetto di vita e lavoro legale per molti ragazzi. Ecco perché non possiamo permetterci di cedere ne alle intimidazioni, ne ai primi problemi di gestione, dobbiamo impegnarci perché ci siano in campo tutte le energie per invertire il ciclo negativo che le mafie innescano in queste realtà».

A Palazzo di Governo, invece, c’è stato un confronto con gli amministratori locali sulle misure da mettere in campo per contrastare fenomeni malavitosi come il racket e l’usura ai danni di attività commerciali e produttive e singoli cittadini.

Il prefetto Maria Tirone ha sollecitato i sindaci irpini a dare vita ad un’azione sinergica tra tutti gli enti per combattere in modo sempre più incisivo le piaghe dell’usura, dell’estorsione ed anche del gioco d’azzardo.

Il vicesindaco di Avellino, Nando Picariello, in Prefettura

Il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, insieme al  suo vice, Nando Picariello, ha espresso l’adesione dell’amministrazione comunale al programma, sottolineando di essere pronto spendersi per il raggiungimento degli obiettivi: «Abbiamo partecipato in modo convinto alla giornata nazionale della Finanza etica e della microfinanza. Il Comune vuole essere vicino ai soggetti deboli della comunità, che sono notoriamente i più a rischio, e a tutti coloro che vivono l’incubo del racket. Facciamo nostro l’auspicio del prefetto».